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THE G POINTGangaceiro's survivor
11/7/2007 FRASI CELERI
FRASI CELERI
Ho intenzione di presentare una parata di aforismi di personaggi famosi e comincerò dai francesi, (sublimi!). Sorprendente l'acume mentale soprattutto di C. Baudelaire del quale, personalmente, ho sempre trovato i suoi scritti in prosa, quasi, più grandi dei suoi versi; passerò, poi, ai tedeschi e ad altri. Queste frasi famose, comunque, le colorirò con qualche mio breve commento, aggiunto dopo il nome dell'autore e fra parentesi.
Ai margini
La monotonia, che è metà del nulla. (C. Baudelaire)
(verissimo e... l'altra metà è data dalle persone vacue!)
Appellarsi al futuro
Futuro, giudice illuminato e integro che però giunge troppo tardi. (A. de Tocqueville)
("Il potere dei puntuali" - il passato dunque, sarebbe un magistrato corrotto che arriverrebbe sempre puntuale?!)
Economia e felicità
La felicità materiale riposa sempre sulle cifre. (C. Baudelaire)
(In effetti, la matematica non è un'opinione ma che... spesso risulta insopportabile!)
Giudicando l’Inquisizione
Dopotutto significa dare un bel peso alle proprie opinioni se per esse si fa cuocere vivo un uomo. (M. de Montaigne)
(per dinci... i migliori cuochi che facevano bruciare l'arrosto?! Tomás De Torquemada - traduzione = Tommaso di terra bruciata - il grande inquisitore... )
Gradazione
E vi garantisco che uno sciocco colto è più sciocco di uno sciocco ignorante. (Molière)
(e come dargli torto, uno sciocco istruito ha provato a capirci qualcosa ed ha trovato la propria nullità, l'altro non ha nemmeno tentato e, forse, potrebbe provarci scoprendo che così sciocco, poi, non era; oppure, in caso di rinuncia. che... almeno, era modesto!)
Il beneficio della preghiera
L'uomo che la sera dice la sua preghiera è un capitano che dispone le sentinelle: può dormire tranquillo. (C. Baudelaire)
(in pratica... anestesizza "spiritualmente" la propria cattiva coscienza...)
Il critico d'arte
È l'avvocato del pubblico. (C.A. Sainte-Beuve)
(e, nel contempo, il pubblico ministero dell'artista!)
Il luogo del sapere
Non si sa leggere che in provincia. (Stendhal)
(giusto! in città non si guarda che troppa televisione...)
Il lutto del povero
Nel lutto del povero manca sempre qualcosa: si nota sempre un'assenza d'armonia che lo fa più desolante. Il povero è costretto a lesinare sul suo dolore, il ricco porta il suo assolutamente completo. (C. Baudelaire)
(quindi... quell'attore comico napoletano non aveva completamente ragione... nemmeno la morte, tra gli uomini, fungerebbe da "Livella")...
Il progresso, in ultima analisi
Progressivo decadimento dell'anima, progressivo predominio della materia. (C. Baudelaire)
(ecco il punto di sintesi delle due cose, che ci redimerà: e=mc2)...
Il regno di Dio
Dio è il solo essere che per regnare non abbia neanche bisogno di esistere. (C. Baudelaire)
(da noi, poi, ci sono politici dalla personalità a tal punto prorompente da potersi considerare... simili a Dio!)...
Il relativo
Verità da questa parte dei Pirenei, errore al di là. (M. de Montaigne)
(In Europearum Communitas, Veritas!)
Il vizio della fantasticheria
‘Toccare’ gli oggetti senza mai ‘stringerli’. (A. de Tocqueville)
(si... con dolcezza, per timore di danneggiare la cosa amata!)
In nome del popolo
Non vi è niente di così tanto irresistibile come un potere tirannico che si esplica in nome del popolo. (A. de Tocqueville)
(come non vi è cosa più odiosa di un popolo tirannico che parla in nome di una superiorità etnico-finanziaria)
Industria ed estetica
L'industria ha sviluppato la bruttezza in maniera gigantesca. (C. Baudelaire)
(e... questa è mia ma non creata adesso, bensì molto tempo fa. "Il potere più rapido" - La moda: ha il potere di farci considerare, dall'oggi al domani, brutto tutto ciò che fino ad ieri... sentivamo bello.)
L’individuo nella democrazia
Nella democrazia, l’uomo è esaltato in teoria ma degradato in pratica. (A. de Tocqueville)
(essa, a volte, è capace di farci credere di essere dei giganti ma spesso, ci fa sentire, dei nani...)
Ineluttabilità della follia
Gli uomini sono così necessariamente folli che il non esserlo equivarrebbe a esserlo secondo un’altra forma di follia. (B. Pascal)
(credo di appartenere alla seconda categoria...)
Influenza dei colori
Il ponte di Blackfriars (dei fratineri), a Londra, era tristemente famoso per il numero dei suicidi che vi avevano luogo; era dipinto di nero, fu ridipinto di verde vivo; il numero dei suicidi diminuì di un terzo. (R.L. Rousseau)
("Paint It Black"... dei Rollig Stones - Quando poi, qualche anno fa... il banchiere-faccendiere italiano Roberto Calvi si uccise lì sotto... gli inglesi erano tornati a dipingere il ponte di nero! "When The Blue Turn To Grey"... sempre dei Rolling Stones!)
La chiassosa apparenza
C’è molta gente che fa chiasso in Francia (ed anche altrove) [...]. Brava gente: un vestito e un po’ di pancia, ecco i tre quarti della loro gloria. (J. de La Fontaine)
(Gli italiani hanno sostituito i francesi nella moda... ultimamente)
La democrazia in America
Un sistema in cui un gentleman è agli ordini del suo droghiere. (Stendhal)
(ed il droghiere, che non è un gentleman, è alle dipendenze di un banchiere)
La determinante democratica
A seconda che avremo la libertà democratica o la tirannide democratica il destino del mondo sarà diverso. (A. de Tocqueville)
(ed , oggi, quale dei due ha prevalso?)
La facezia di un cittadino
La campagna è quel posto dove le galline vanno in giro crude. (C. Baudelaire)
(la battuta, poi, è stata ripresa un po' oggi: il supermarket è quel posto dove i galli possono vedere le galline nude)
La memoria storica
Gli uomini i quali si sono sforzati di farci credere che eravamo felici sono stati molto più lodati di quanti si sono sforzati di renderci davvero più felici. (D. Diderot)
(quelli che ci rendono davvero felici, poi, li abbiamo sempre presi, letteralmente, a calci nel sedere)
La nazione e i geni
Le nazioni hanno grandi uomini a loro dispetto, come le famiglie. Fanno ogni sforzo per non averne. (C. Baudelaire)
(per questo i ricercatori italiani emigrano tutti in America... Ragazzi, andiamocene
Lo Stato aristocratico
L’aristocrazia è lo Stato in cui una porzione dei cittadini è sovrana e il resto è costituito da sudditi [...] E poi, quale aristocrazia! Quella più insopportabile di tutte: quella dei ricchi. (M. de Robespierre)
(oh... divino Robespierre... ti prego, torna!)
La rivoluzione idilliaca
Cittadini, volete una rivoluzione senza la rivoluzione? (M. de Robespierre)
(italiani... volete farvi la comunione senza confessarvi?!)
(Cittadini campani... volete togliere la spazzatua dalle vostre strade... senza divenire più civili?!) <----< 31/1/2008 .... formula sempre attuale...
La sonda del domani
L’ideale non è che verità a distanza (A. de Lamartine)
(cioè, l'utopia non è che una distante verità?!)
L’albagia
Le persone di classe sanno tutto senza avere imparato niente. (Molière)
(o la classe non è acqua, o le persone di classe fanno acqua da tutte le parti: scegliete!)
Le due classi
La società si compone di due grandi classi: quelli che hanno più pranzi che appetito, e quelli che hanno più appetito che pranzi. (N. de Chamfort)
(insomma... una specie di media trilussiana gigantesca!)
3/30/2007 LA LEGGE DELLA SCURE!14-4-2007 Carissimi lettori dopo quasi un anno e mezzo che compongo articoli e pubblico foto-album (e senza che nessuno mai, prima, abbia protestato sul materiale da me inserito) ecco che, pare, un lettore abbia segnalato al msn di essersi sentito turbato per alcune immagini, così che è stato deciso di farmi togliere una parte del mio lavoro su queste pagine. Questo lo dico perché molti dei miei album, per forza di cose, sono stati falcidiati e, oramai, senza alcune foto, hanno perso il loro filo logico e buona parte del loro senso. Inoltre, poiché alcuni miei album erano strettamente collegati ad articoli, è chiaro che anche questi hanno perso un po' del loro significato. Con questo voglio dire che: 1. mi scuso con chi entri per la prima volta nel mio space sperando che non si meravigli dell'apparente illogicità di quello che andrà a leggere e vedere; 2. per chi, invece, mi segue, ormai da tempo... vorrei che capisse che il post, sugli alberi, qui sotto... uscito appena un po' prima della protesta e dei tagli non era stato da me inserito a caso. "La legge della scure", sapevo perfettamente quando e come sarebbe intervenuta... SSaludos! ---------------------
GLI ALBERI
C’è agitazione nella foresta Ci sono conflitti in mezzo agli alberi; c’è lotta tra gli aceri (che hanno desiderio di più luce) e le querce (che ignorano bellamente le loro richieste).
La difficoltà con gli aceri, (e loro sono proprio convinti di avere ragione) consiste nel fatto tanto semplice che le querce sono troppo alte e rubano loro, da sopra, tutta la luce del Sole.
Ma le querce non possono né vogliono capire né venire incontro alla loro sensibilità (se gli aceri non possono gradire il senso per il quale esse sono fatte) e si domandano perché loro non possano essere felici alla loro ombra.
C’è tensione nella foresta (e sono in fuga le creature da ogni parte). Come gli aceri gridano “Oppressione!” le querce, scuotono le loro fronzute chiome. Così gli aceri adesso hanno la loro Unione chiedendo diritti per tutti uguali. "Le querce sono troppo avide... le spingeremo a renderci la luce!" gridano.
Ma ora non c’è più l’oppressione delle querce, giacché per loro, ora, è stata approvata una nobile legge delle asce e della sega: gli alberi sono mantenuti tutti alla stessa altezza.
3/5/2007 PLUTOOONEEE... Fuori!!!Il mondo iberico, la scorsa estate, si è molto interessato
a questo problema:
PLUTONE NON È PIÙ UN PIANETA!
Naturalmente la notizia è vera.
Da noi, però, non c'è stata nei media
la meritata enfasi che l'argomento meritava,
per questo mi sono deciso a pubblicare due estratti
tradotti dallo Spagnolo: uno
proveniente dall'Argentina e l'altro, di soli commenti,
tratto da un forum sullo stesso tema
propriamente dalla Spagna.
Il primo è prettamente scientifico, mentre
il secondo è divertente. C'è da dire
che i post goliardici dei lettori spagnoli,
sagacemente, toccano molte delle questioni che
l'argomento suggerisce: dal cambio
dei testi scolastici e dell'insegnamento,
ai dubbi che la nuova definizione di pianeta,
voluta dagli scienziati,
fa sorgere più che chiarire, oltre al fatto che Plutone
risultava l'unico pianeta scoperto dagli americani...
Tutti i particolari qui sotto....
"Buenos Aires, 24 di Agosto del 2006 - 08:46 hs. L’Unione Astronomica Internazionale (UAI), questo giovedì a Praga, ha escluso Plutone, dopo lunghe e intense controversie su questa risoluzione, dal rango di pianeta di pieno diritto del Sistema Solare. Con la decisione, votata all’unanimità dal congresso della XXVI assemblea generale dell’UAI, si riduce il numero dei pianeti del Sistema Solare da nove a otto.
Più di 2.500 esperti da 75 paesi riuniti nella capitale cèca hanno riconosciuto, in questo modo, che si commise un errore quando si inserì Plutone nella categoria dei pianeti nel 1930, anno della sua scoperta. Di fatto, la definizione adottata colma un vuoto che esisteva in questo campo scientifico dai tempi del mitico astronomo polacco Copérnico (1473 a 1543).
La nuova definizione contempla tre gruppi di pianeti: il primo con gli otto pianeti “classici” - Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno - poi un secondo che sono gli asteroidi e un terzo gruppo che vede Plutone e il nuovo oggetto UB313, individuato l’anno scorso.
Plutone, che fu scoperto 76 anni fa (oggi 77) dallo scienziato statunitense Clyde Tombaugh (1906-1997), fu oggetto di dispute protratte per decadi, soprattutto dovute alle sue dimensioni, che si sono viste ridurre anno dopo anno, fino a giungere ai 2.300 chilometri attuali di diametro, come gli scienziati hanno stabilito. In questo modo, Plutone risulta molto più piccolo della Terra (12.750 chilometri) ed anche della nostra Luna (3.480 chilometri), e persino di UB313 (3.000 chilometri circa) che, senza dubbio, si trova molto più lontano dal Sole.
Altro argomento contro Plutone è la forma poco ortodossa della sua orbita, la cui inclinazione non è parallela a quella della terra e degli altri otto pianeti del Sistema solare.
Questa risoluzione comporta dei cambi nei testi educativi e nelle pagine di Internet dove per più di 70 anni ci hanno insegnato che il Sistema Solare era formato da nove pianeti.
In Exuador, le autorità cartografiche ed editoriali hanno iniziato a riunirsi per pianificare questo cambio storico per gli studenti.
COMMENTI dei lettori di un sito spagnolo che aveva riportato la stessa notizia:
Compiango coloro che furono bocciati agli esami per aver ignorato Plutone, però ora sono fortunati giacché la loro verità è divenuta a tutti nota.
mabarroso - #1
Io vado ad impugnare i miei esami di 6º egb che diedi nell'anno '83 (farò ricorso!).
Lauren postigo - # 2
Per Giove... che sciagura!!!
AAAAAAAAAAAAAAAAArrrrg - #3
Cominciano col toglierci Plutone, seguiranno con Rin-tin-tin, e poi con con Mickey Mouse e così via. Paco - #4
Aaaaaaaaaaaah...... Era l'ora!! Plutone si reggeva come pianeta solo per essere l'unico scoperto da statunitensi (secondo quanto dice mio padre; un entusiasta di astronomia).
mierdadepais - #5
Non capisco il criterio per eliminare Plutone dalla lista dei pianeti e perché lo definiscano pianeta nano ma…. non rimane un pianeta lo stesso?
Desconcertado - #6
Sarà piccolino però ha 3 pal.. pardon 3 lune.
Pezqueñito - #7
E come saranno denominati Xena e Caronte?
Intrigado - #8
Se lo dicono i catalani... allora togliamo plutone.
JSolano - #9" Approfondimenti redazione ECplanet
Più di 9 pianeti nel Sistema solare Il nostro Sistema solare potrebbe comprendere molti più pianeti dei nove di cui oggi lo crediamo composto. Lo pensa Eugene Chiang, un astronomo dell'Università della California di Berkeley. I pianeti in più si nasconderebbero nelle regioni più estreme del Sistema solare, oltre l'orbita di Nettuno. Alcuni sono stati appena scoperti e sono corpi celesti più piccoli di Plutone, ma molto più grandi degli asteroidi. Chiang però (e pochi altri con lui) ritiene che ci siano da scoprire pianeti ben più grandi, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di Marte o addirittura a quelle della Terra. L'effetto della forza gravitazionale di tutti questi corpi celesti avrebbe fatto impazzire le orbite dei pianeti stessi. In qualche caso, due o più pianeti rocciosi si sarebbero fusi fra loro fino a diventare più grandi, attirare grandi quantità di gas e trasformarsi nel nucleo solido degli odierni giganti gassosi. Altri invece sarebbero stati ‘fiondati’ dalla forza di gravità verso la periferia del Sistema solare o addirittura nello spazio interstellare sfuggendo all'abbraccio gravitazionale del Sole. Le simulazioni dicono che nelle regioni più esterne ci potrebbero essere tra i 6 e i 12 pianeti grandi quanto Marte o la Terra. La notizia è riportata dal “New Scientist”. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”. IL SISTEMA SOLARE Dal punto di vista dinamico, il Sistema Solare e' un insieme molto complesso e particolare. Tutti i pianeti ruotano nello stesso verso, cioe' in senso antiorario rispetto ad un ipotetico osservatore posto sul polo nord del Sole. I PIANETI Le loro orbite giacciono quasi tutte sullo stesso piano, cioe' sono inclinate al massimo di 2,5 gradi rispetto al piano dell'eclittica, ad eccezione di quelle di Mercurio (7 gradi) e di Plutone (17 gradi). L'estensione totale del Sistema Solare e' di circa 6 miliardi di Km, pari a 39,3 U.A.. I corpi del Sistema Solare occupano in realta' un volume molto piccolo rispetto alle dimensioni complessive. Il Sistema Solare e' quindi praticamente "vuoto": se il Sole fosse una sfera del diametro di un metro, la Terra avrebbe le dimensioni di un pisello e sarebbe posta a 108 metri di distanza da esso, Giove avrebbe le dimensioni di un'arancia, posta a 550 metri, ed infine Plutone disterebbe 4 km e misurerebbe meno di un millimetri di diametro.
[Qui sotto: l'immagine del pianeta singolo è quella di Plutone (colore reale e massima risoluzione fotografica sin ora ottenuta) - Le foto con due pianeti sono quelle di Plutone e Caronte] 10/1/2006 MUSTANGS!MUSTANGS (MA NIENTE SPADE!!!) Ecco una curiosità sul popolo, per me, fra i più poetici del mondo. Ve lo siete mai chiesti?! Avete mai visto Indiani con le spade?! Archi, frecce, pugnali e lance; scudi si, anche tomawack... ma niente spade. Gli Indiani d'America non conoscevano quest'arma! A contatto con i bianchi, gli Indios, passarono direttamente dalle frecce ai fucili e, in tutto il continente americano la spada non si vede... in cambio proliferano armi che si distinguono per la capacità di colpire da lontano e silenziosamente. Vedi, oltre ad archi e frecce, le cerbottane degli Indios, specialmente dell'Amazzonia (ma non solo), usate anche per la caccia con punte avvelenate (curaro e simili). Dall'Alaska alla Terra del Fuoco... è tutto uguale. Niente spade o sciabole! Credo che la ragione di questo sia dovuta al fatto che le tecniche di combattimento, di tutti gli Indios, non erano mai improntate all'uniformità ed all'ordine, tipico degli eserciti dei vecchi continenti.... La spada è arma per combattimenti regolari. Gli Indiani mi hanno sempre fatto pensare a combattenti divisi in piccoli gruppi che, solo occasionalmente, si riunivano in grandi concentrazioni... La sorpresa, l'imboscata, la conquista di luoghi, con l'intelligenza e la strategia, erano il loro forte...
Non sono tanto sicuro che le loro armi fossero solo quelle della caccia, perché popolo fondamentalmente pacifico (e, per cui, questo sarebbe il motivo della non conoscenza della spada). Gli imperi, come quelli precolombiani (Montezuma & co...), con tutte le loro guerre, esistevano anche lì; come è noto, le popolazioni d'America non erano solo dedite alla caccia, anzi! Gli Indios avevano sistemi d'avvistamento del nemico molto efficaci e rapidi. È risaputo che, quando Fernando Cortéz giunse con le sue “4 navi” nella famosa rada del Golfo del Messico... la notizia non tardò che pochi giorni, prima di raggiungere l'imperatore nella capitale a più di un migliaio di chilometri di distanza (fra l'altro, è noto che, in base ad alcune profezie, l'imperatore e tutto il suo popolo, si aspettavano l'avvento degli occidentali.... che sarebbero giunti dal mare per demolire, dalle fondamenta, la loro civiltà e sarebbe stato molto interessante scoprire se già da quelle poche strane imbarcazioni, guidate da Cortéz, l'imperatore ebbe, immediatamente, la percezione della propria fine imminente)! Non vi erano ceppi: il popolo degli Indios era unico in tutto il continente! Gli attuali Indiani USA erano solo coloro che vivevano... ai margini dell'impero, a volte facendone parte altre volte no... ma tutte le popolazioni del nuovo continente erano in contatto, fra di loro! Probabilmente, genti asiatiche, in epoche diverse, scesero dallo stretto di Bering popolando a strati tutto il continente. Gli indiani del Nord non erano altro che le popolazioni più vecchie che avevano avuto, per primi, le loro vicende storiche (di cui, purtroppo non sappiamo quasi nulla) e che, nel momento dell'avvento dei "visi pallidi"... vivevano una fase storica di separazione e decadenza....
L'impero di Montezuma era strutturato più come una semplice confederazione che secondo una impostazione classica. Infatti, i popoli che appartenevano a quella confederazione erano sottoposti a tributi ed in cambio ricevevano protezione dai popoli che vivevano al centro del continente (Messico: anche se geograficamente il Messico viene considerato America del Nord, in fondo è considerabile già centro...). Il tutto era disposto come una raggiera: verso gli oceani e verso nord e sud; più le tribù erano vicino all'attuale Città del Messico e più era stretta la loro unione con l'impero. Il legame, certamente, giungeva sino ai popoli dell'attuale USA (Texsas in primis; Arizona, New Mexico; California, etc., ma anche oltre) e poi più su, sempre con minore intensità. Apache e Comanche, erano certamente parte importante di quella raggiera!
SEGUE (qui sotto) MUSTANGS! - (II Parte) - ... e l'Impero di Montezuma[Bisognerebbe leggere la vita del Cortéz per vedere che mondo fantastico e che avventure si vivevano all’epoca della scoperta delle Americhe ma, soprattutto, per capire come erano strutturati i popoli delle Americhe visti dal di dentro delle loro realtà! Dalla biografia di Hernan Cortéz, per esempio, è possibile capire più cose sugli indiani che su 100 mila libri che parlano precipuamente di di loro (i libri illustrati sono utili ma, magari, in un secondo momento)!
Nelle mie ore d'ozio in Spagna (e chi avrebbe potuto conoscere gli Indiani meglio degli spagnoli?!) il mio sistema della casualità ordinata mi ha fatto trovare, in casa di chi mi ospitava, quei testi che trattavano l'argomento nel migliore dei modi: dalle biografie dei grandi conquistadores iberici ho appreso a guardare l’America con l’occhio di chi la vede, realmente, per la prima volta: vergine, misteriosa, e immensa!
Le modeste considerazioni che trovate qui sopra (MUSTANGS - 1ª parte) sono mie osservazioni personali che spero vi aiutino a capire meglio alcuni fenomeni. la vita del Cortéz mi ha riempito di stupore e meraviglia... con un centinaio di uomini conquistò un impero, contro la stessa Spagna e contro tutti... una testa calda solo agli occhi degli stupidi (tra l'altro ex studente di Giurisprudenza... e persona umanissima e ossessionata dal principio di legalità. Quindi non un bandito...)! Tornò anche in Patria e combatté nella battaglia d' Algeri contro gli Arabi, quasi da semplice soldato, senza che l'imperatore, né altri, gli chiedessero mai un minimo di consulenza strategica... a colui che solo dopo la sua morte fu ribattezzato come “il Cesare delle Americhe”… Grandioso! Bene: "Mal voluto non è mai troppo!"…. con questa frase si potrebbe concludere tranquillamente. Infatti, la battaglia di Algeri non andò troppo bene per i cristiani... Ed è proprio il caso di dire, infine, che alla stupidità ed all’orgoglio umani… non c’è mai limite... non è vero?!] SALUDOS
CODA (a seguito di alcuni commenti.. ma senza polemica... I promise!) Non sono certo io, quello che va predicando che la Verità possa risiedere da più parti, come se ognuno tra due contendenti ne possedesse uno spicchio, per cui si finirebbe sempre per non poter distinguere mai tra una vittima ed il suo carnefice. Sono sempre stato più che convinto che la Verità è, e deve rimanere, sempre una! Spero che con questi scritti si sia compreso il tentativo di aver offerto uno strumento idoneo a capire alcuni fenomeni, forse, a volte troppo sottovalutati. Il Cortez non era un assassino e gli Indios non erano tutti santi, come, spesso, romanticamente li si dipinge. Erano crudelissimi, conoscevano la guerra e praticavano sacrifici umani, anche collettivi, dove il sangue scorreva a fiumi (anche se questo non significa che un altro popolo si possa permettere il lusso di interferire negli usi e nelle tradizioni di un altro, usando la guerra come strumento o, peggio, come pretesto, per risolvere certe questioni...). No, la realtà era un'altra: ondate di poverissima gente proveniente dall'Europa aveva bisogno di aria nuova per uscire da un mondo ideologicamente soffocante e dalla loro miseria materiale. Le popolazioni provenienti dall'Inghilterra, riuscirono a creare, per alcuni versi, una confederazione diversa da quella esistente nella patria di origine (attraverso guerre di ribellione contro chi credeva di poter ristabilire, negli attuali USA, la stessa situazione di tipo feudale presente in Europa, laddove proprio da quella situazioni la maggioranza di quella gente era fuggita!). Indicativo era il sogno di molti dei coloni anglosassoni, passato alla Storia in un celebre motto, di trovare un po' di pace "...là in quella casa, sulle colline della Virginia..."); per quanto riguarda le vicende degli iberici, le cose andarono diversamente, in quanto non riuscirono nemmeno a costituire nuovi Stati... fondati sulla felicità né, tantomeno, sulla libertà. Ma la spiegazione sarebbe troppo lunga affrontarla qui..... Il mio scopo era tutto nel dire che non ai primi che arrivarono nelle Americhe è imputabile il masacro della civiltà Amerinda... bensì da quelli che vennero in seguito... gli amministratori successivi... non più in cerca di un moderato e sacrosanto benessere, bensì di potere e ricchezze smodati e che, distrussero cancellandone quasi ogni traccia, una civiltà! Spero che mi riconosciate, qui, almeno il merito di avervi fatto viaggiare rimbalzando dall'America alla Spagna, fino ai Romani, ai cristiani ed agli islamici ... per ritornare negli USA (anche sulle note di una bella canzone) tutto con un solo filo conduttore, tagliente e discutibile ma pursempre uno strumento (che, fra l'altro, nell'articolo era persino assente)... la spada! SALUDOS Nelle foto qui aggiunte, in coda al testo, tra le altre, qualche mappa per capire un po' la distribuzione sul territorio degli indiani. 8/29/2006 PRAVDA - Il comic dei '60 che anticipò i '70 (ed altre storie...)PRAVDA!
LA RICERCA CONTINUA...
Programma di una notte di fine estate:
PRAVDA, l'introvabile ed antesignano comic erotico degli anni '60 che anticipò tutta la grafica degli anni a venire. Di Guy Peellaert, autore belga che, per i fumetti, creò anche "Jodelle" e che, inoltre, terminò la sua carriera come illustratore di copertine Rock e del, forse, più famoso e patinato libro illustrato su quello stesso genere musicale: "Rock Dreams" (lavorando su foto, tecnica strabusata negli anni a venire).
(Altri particolari nel relativo album di foto, comprendente anche alcune illustrazioni estratte dal libro "Rock Dreams");
TOROS... vogliamo vederci più chiaro?! Insomma, la Corrida sarebbe uno spettacolo da abolire?! (Album fotografico completato)...
MOEBIUS, una delle sue storie più belle dal punto di vista grafico: "THE LONG TOMORROW" (album-fotografico di tutta la storia di erotismo spaziale);
FESTA DEL FUOCO, una tradizione popolare dalle connotazioni quasi Dark (foto dell'avvenimento, nell'album-foto, scattate in un paesino della Spagna dal Gangaceiro. Si... fra fuochi e fiamme per voi!)
E POI... SI PARTE PER IL TIBET!!!
A presto...
G
HO AGGIORNATO IL BLOG SU VENIX e Completato
l'ultimo album fotografico "Il lungo domani" 7/7/2006 UN TEPPISTA
Confessioni di un malandrino
o, forse e meglio, che di tutti i miei versi se ne infischiano; Con le loro forcole verrebbero a infilzarvi
dove come per scaldarsi alle fiamme del tramonto
Non m’importa, se del cinico ho l’aria
Come un agosto, come una tempesta, dal mio capo scivola il vino folle delle chiome, tutti e nessuno ci perdiamo.
Foto: Eisenin (si legge Yessenin) ed Isodora Duncan - Eisenin diciassettenne - Il Kremlino - Eisenin in giacca e cravatta 6/27/2006 LA FORZA DEI BAMBINI GUARDATELI GLI ALBUM
FOTOGRAFICI...
CHE SONO BELLI... E C'È DA
SBIZZARRIRSI!
"G"
Questo è uno spazio autopromozionale e, quasi sicuramente, verrà annullato. Per cui vi pregherei di lasciare eventuali commenti o messaggi nel blog dedicato a VENEZIA, o in qualsiasi altro spazio più sotto. Grazie...
Eh eh eh... vedo che non avete
proprio resistito a commentare qui! Beh... per stavolta non fa niente,
la prossima volta... sparo!
Ne approfitto per caldeggiarvi un racconto
erotico, in due parti, presente nel mio libro
delle visite: "a (guest) book of dreams". Molto
sui generis il mio libretto delle visite...
VISITATELO! 5/22/2006 PHOENIX - VENIX...QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO ALBUM FOTOGRAFICO
VENIX !!!
"Venezia non è una città... è un'idea!"
Cuban Sunrise in un commento qui sotto scrive: "Venezia è un miraggio!". Ed allora, ancora un passo più in là, io, aggiugo: "Si, Venezia è un'allucinazione!"....
SALUDOS
Gangaceiro
8-9-2006 (aggiornamento)
Un regalo per un amico
(ulteriore immagine di uno dei più grandi artisti della nostra epoca. Si, il fumetto siede, oramai, senza complessi ed a pieno diritto, allo stesso tavolo di tutte le altre forme di espressione denominate "Arti maggiori"!)
Franz è veneziano e si complimentava per l'album fotografico abinato a questo breve articolo, specialmente per i disegni di cui, qui sopra, ora ne ho appena pubblicato uno con l'aggiornamento. Tuttavia il suo commento, abbastanza lungo, si presta onde prendere spunto per illustrare alcune cose, anche a carattere generale, sul mio msn space. Vado per punti: la questione dell'album fotografico "sulla guerra" ha una sua funzionalità per un discorso che, in futuro, vorrò fare da queste pagine per cui, per adesso, non do altre spiegazioni sul tema. La qualità dei disegni di Moebius, sul msn, è quella che è: nel senso che anche a non volerlo, non si possono inserire foto in un formato di qualità elevata, perché msn alleggerisce, automaticamente, il peso delle foto. Quindi mi dispiaccio con Franz, (e con chiunque altri volesse avere immagini qualitativamente migliori) di non poter inserire servizi a più alta risoluzione. Preciso che nei miei album fotografici, spesso, non è la foto che conta (meglio dire: non è solo la fotografia a contare) ma l'insieme delle immagini che, sovente, costituiscono delle vere e proprie storie da me imbastite per dare solo un'idea, un sapore, dell'argomento trattato. Ultimo ma non meno importante... ci tengo a spiegare che, secondo il filo del discorso fin qui seguito, ho preferito non essere tecnico con i miei lettori, omettendo di dire che a Venezia (per i veneziani) non esiste solo un modo per dire "Piazza". Comunque ecco una buona occasione per arricchirsi anche culturalmente: quello che dal resto degli italiani (ma anche dagli stranieri) viene chiamato genericamente piazza , a Venezia, subisce un'ulteriore ripartizione. Esistono i "Campi " ed i "Campielli": le prime sono da definirsi piazze minori fornite, però, almeno di una chiesa o di un campanile (o tutti e due), mentre i campielli sono dei rientri dove confluiscono solo case. Insomma, nell'album fotografico non potevo utilizzare la suddivisione tecnico-specialistica degli abitanti di Venezia e dovevo, per forza, usare il termine più sintetico: piazze... appunto... dove San Marco rimane la piazza più bella e famosa per antonomasia... ma non l'unica! Ciò detto, ringrazio Franz per avermi permesso di ampliare il tema specifico su "VENIX" e di rappresentare alcuni concetti generali relativi al mio spazio Messenger. Concludo con una frase (mia, mettendo da parte la modestia per un po'), forse un po' criptica, messa così e senza null'altro aggiungere, ma eloquente e che ribadisce il contenuto del mio ringraziamento non fasullo per un amico: "La dialettica è la base di tutti gli investigatori... senza di essa non si scopre nulla, senza di essa... essi non scoprono mai nulla!"... Ciao a tutti.
4/14/2006 LA LEGGE DELLA TEPPAGLIA - Un altro gioco4/5/2006 GIOCHI DI DIFFICOLTÀ DEL 2º LIVELLO (L'evoluzione della specie)
Hey... ragazzi, a proposito di giochi e di evoluzione... Reborio ha pubblicato un suo cruciverbone... vediamo se siete all'altezza >>>>>>>> da questa parte prego! >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> http://www.reborio.altervista.org/cruciverba.html
Inoltre Boodah ha proposto un paio di interessantissimi giochi (il più interessante di logica spaziale: spulciate che lo trovate subito. Ma no... ma no! quello non lo risolverete proprio; non ce la farete mai... ci vuole troppa... ingenuità... Ma ce l'avete o no? Vediamo... Boodah: http://spaces.msn.com/memphisss/
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14/4/2006 ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE - GAME
UN GIOCO DA NON PERDERE: CORRETE A QUESTO LINK http://spaces.msn.com/feffe84/ E CERCATE DI DARE UNA RISPOSTA AL GIOCO CHE FEDERICA ED IO ABBIAMO PENSATO (NON È IMPORTANTE INDOVINARE, BASTA PROVARE E SI PUÒ DIRE QUALSIASI COSA CHE PASSI PER LA MENTE, ANCHE SE QUALCUNO AVESSE GIÀ INDOVINATO...)! DOMANDA: PERCHÉ QUESTO BLOG DOVREBBE CHIAMARSI LA LEGGE DELLA TEPPAGLIA? RISPOSTA: PERCHÉ ANCHE IL SOLO TENTARE DI DARE UNA RISPOSTA AL QUIZ SIGNIFICHEREBBE AVERE: 1) VOGLIA DI "GIOCARE"; 2) VOGLIA DI SAPERNE DI PIÙ SU TUTTO; 3) VOGLIA DI NON RISPONDERE SEMPRE AI SOLITI TEST FUTILI; 4) VOGLIA DI NON ESSERE BANALI; 5) VOGLIA DI INCURIOSIRSI.... ; 6) VOGLIA DI PENSARE; 7) PERCHÉ SI PUÒ DIMOSTRARE CHE C'È GENTE INTELLIGENTE CHE NON SI PIEGHERÀ MAI ALLA LEGGE DELLA TEPPAGLIA, QUELLA CHE VOGLIONO IMPORCI; ANCHE SBAGLIANDO, ANCHE SENZA RIUSCIRE A DARE UNA SOLUZIONE, SI PROVERÀ CHE CERCANDO LE COSE DIFFICILI, IMPENSABILI, SI POSSIEDERÀ UN AUTENTICO SPIRITO DA SURVIVOR... OLTRE LE MODE! 8) VOGLIA... E BASTA! Ma di che si tratta? È presto detto! Il racconto di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, non era solo un bel racconto di fantasia ma, poiché scritto con il contributo di matematici, contiene anche divertenti problemi da risolvere. Quel libro, al di là di fantasiose immagini, è un punto d'incontro, un crocevia tra immaginazione, filosofia e matematica. Altre spiegazioni le troverete nel Blog di Federica, una simpaticissima ragazza che, senza saperlo, è sempre alla ricerca di nuovi spunti interessanti. E guardate che simpatia... (qui sotto!)...
(http://spaces.msn.com/feffe84/)
PS Se non si fosse ancora capito... per legge della teppaglia intendo la legge di chi non pensa autonomamente... di chi è massificato! NON... DELUDETEMI ED ACCETTATE LA SFIDA!
HO TROVATO! (ALMENO CREDO DI ESSERE VICINO ALLA SOLUZIONE DEL NUOVO INDOVINELLO LOGICO-MATEMATICO (?) RILANCIATO DA "CELESTIAL DREAM" IN UN COMMENTO QUI SOTTO)!
PERÒ DIABOLICA LA TIPETTA... ÈH!
(Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...... ho indovinatooooooo!)
...eh eh eh! SALUDOS
Ragazzi... sono fiero! vuoi vedere che l'Italia è piena di persone intelligenti più di quelle che si poteva pensare... e che è solo una questione che queste persone vadano nei punti giusti? (Beh... un'altra volta vi spiego!)... Comunque,, come avete visto, dal gioco di Federica ne è uscito un altro (a questo link: http://spaces.msn.com/6VioletSky6/) e poi da questo, un ottimo blogghista (fra l'altro, figlio di una enigmista), ne ha tirato fuori un altro! Vi consiglio di andare a vedere anche questo(http://spaces.msn.com/gnometra/).
EVVAIII... HO SBANCATO ANCHE IL GIOCO DI GNOMETRA... YUUU HU!!! E, GIÀ CHE CI SIETE, CORRETE A RISPONDERE ANCHE AL GIOCO DI REBORIO linkando su: http://spaces.msn.com/reborio/
Si... via via... viiiia, vieni via con me, via dalla legge della.........
4/8/2006 GESÙ NON ERA DEL CAPRICORNO! - ARIES - [e = (a) mc2]QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO ALBUM FOTOGRAFICO
When The Warlike March
Become Jesus
Onestamente, non credo che il segno zodiacale dell'Ariete abbia bisogno di essere difeso da nessuno (con tutte le forze primordiali che si porta dentro!) ma chiarire alcuni aspetti falsi che, come un alone di leggenda negativa, da troppo tempo circolano su di esso mi sembra, quasi, doveroso. State a sentire!
Non ho mai letto i libri di narrativa dell'affermata scrittrice Lisa Morpurgo ma i suoi testi e trattati dialettici sullo studio dell'astrologia si! ed anche molto bene...
Dovendo dare atto alla signora che, con il suo lavoro, ha contribuito, notevolmente, a sfrondare di tutto il ciarpame pseudo-esoterico e la ciarlataneria che abitualmente circondava questa materia... ed averle ridato, quasi, dignità di scienza, riavvicinandola all'astronomia: per esempio per aver saputo far intendere il vero significato delle 12 case - prima di lei un vero enigma - e come esse vadano realmente interpretate negli oroscopi (a titolo esemplificativo, per gli scettici, ricorderò che l'astronomia nacque in conseguenza dell'osservazione del cielo da parte degli astrologi - i primi furono i Caldei - e che grandissimi fisici moderni, come Einstein, per dirne uno, compilavano essi stessi carte astrali del cielo e credevano nell'astrologia).
Inoltre, a suo grandissimo merito, c'è da riconoscere che, attraverso l'intuizione del sistema dei presunti pianeti X, Y - il grande principio femminile ed il grande principio maschile - la Morpurgo, sia quasi riuscita a dimostrare quello che molti scienziati prima appena sospettavano: l'esistenza di altri 2 pianeti nel nostro sistema solare, al di là dell'orbita di Plutone...). Insomma, l'astrologia che precede le scoperte astronomiche... chiaro?
Tuttavia, per il fatto che Lisa Morpurgo, possa essere considerata oggi una delle più grandi astrologhe del nostro tempo non è detto che la sua opera non presti il fianco a grandi critiche.
Profondamente anti-maschilista, ha attribuito, neanche troppo implicitamente, all'esistenza dell'Ariete
(mi sembra e se non ricordo male, l'unico segno zodiacale con una strepitosa tripletta di pianeti tutti al maschile: Marte, Sole, Plutone), ogni responsabilità dei mali del mondo: come le guerre ed in particolare delle pessime condizioni della donna nella società nelle varie epoche storiche...
Insomma, per la scrittrice astrologa, l'Ariete sarebbe il nemico numero uno delle donne e dell'umanità (ha gli occhi iniettati di sangue, quando appena sente pronunciare quel nome. Confrontare le sue opere: dal "Convitato di Pietra" alle "Lezioni di Astrologia)! Spesso associa al segno ed ai suoi pianeti maschili, l'epiteto di "minchione... minchioni" e simili.
Posto che nelle sue descrizioni, tra l'altro interessantissime per tutti gli altri segni e "case", tralascia di elencare, nell'applicazione pratica della materia, la straordinaria famiglia degli Arieti, che ha personaggi così espliciti da far pensare che essi tutto siano meno che dei minchioni. Chi potrà negare, infatti, considerando lo spettacolare nucleo dei maledetti: Van Gog, Baudelaire, Verlaine (persone così straordinariamente affascinanti, innovative, poetiche, contundenti, sofferte...) che gli arieti siano tutto meno che dei minchioni?
Si potrebbe continuare con moderni geni matematici, come Von Braun, o antichi ed omniscenti come Leonardo da Vinci (sul quale si è tentato persino di inventare teorie a tavolino per fare in modo di sottrarlo a quel segno: adducendo per esempio, che il percorso calendariale doveva essere riveduto; che, a causa dell'oscillazione dell'asse terrestre nel tempo e del relativo spostamento delle costellazioni rispetto ad esso, il 15 aprile dell'anno di nascita di Leonardo sarebbe caduto nel Toro! dimenticandosi, invece, che l'artista scienziato era semplicemente nato in primavera, intorno al 23º - 26º grado del segno e basta. E gli antichi, con società fondamentalmente basate sull'agricoltura e sui raccolti, quindi attenti osservatori della naturalistica scansione del tempo e delle stagioni, difficilmente si sbagliavano o dicevano una cosa per un'altra... al di là della ricostruzione a ritroso dei calendari erronei! Isomma, che lo sappiano tutti: un carattere interessato a tutto, che voleva essere in cento posti e in cento cose contemporaneamente, con mille progetti per la testa, non poteva che essere che dell'Ariete), per cominciare a pensare che quanto circola oggi intorno al primo segno di primavera sia mera mistificazione.
Quello che l'approccio della Morpurgo ha generato nei moderni astrologi (gli antichi non la vedevano certo così...), e che è il punto e sintesi della questione, è questo: l'Ariete sarebbe profondamente insicuro, per cui diverrebbe violento e distruttivo.
Certo, una macchina da guerra come la sua, può fare impressione: il suo pianeta guida principale, Marte, era spesso immaginato e raffigurato su di un cocchio in fiamme preceduto e seguito da i suoi due terribili alleati: fobia ed istinto bellico (Fobos e Bellona, i due satelliti del pianeta); il Sole, che è l'astro dei suoi 10 gradi centrali, induce a pensare ad un'energia bruciante ed inesauribile e Plutone, che fa parte della famiglia, condisce il tutto con insospettabili e misteriose forze occulte. Pure la macchina sfonda porte e mura di città che tutti conoscono, più le varie terminologie utilizzate sia nel linguaggio della Fisica che in guerra: tipo "il colpo d'ariete" ed altre, fanno pensare ad un qualcosa di ostile ad un vivere sociale tranquillo e pacifico. Ma considerando che l'astrologia non è lo strumento per catalogare i buoni o i cattivi, bensì uno strumento di conoscenza, si deve dedurre che il segno stia a raffigurare semplicemente un aspetto della vita: l' energia !
Casomai, il non arrendersi mai è, la nota che li caratterizza: cadono sempre gli arieti ma, con spirito commovente, a causa della loro infaticabile vitalità, si rialzano sempre con più ottimismo di prima. Sempre!
Infatti, come suggerisce il titolo dato a questo articolo ed a causa della circostanza che il Sole si esalti in Ariete (ogni elemento astronomico usato in astrologia trova nei vari segni, il suo domicilio, la sua caduta o, appunto, la sua esaltazione come nel nostro discorso), sarebbe il caso di dire, invece, che chi abbia nei primi 30 gradi dello zodiaco il Sole - che equivale ad essere degli Ariete - subisca un potenziamento energetico per i proprii interessi; tutto ciò che farà sarà esaltato e maggiorato: come se avesse un turbo dentro sé che guida ciecamente ad una esplosione creativa. Basterà avere una propensione alla musica ed un Sole in Ariete (J.S. Bach, Hendel, Angus Yung... degli AC/DC) per far esprimere una personalità musicale al meglio; o per la poesia, l'arte (Raffaello, per es.), o la scienza (come già si è avuto modo di illustrare in apertura), persino le strategie del Dongiovanni si esaltano in questo segno (G. Casanova). Dunque: a : e = mc2 : x, questa semplicemente dovrebbe essere la proporzione corretta (dove "a" sta per ariete). Lo aveva capito bene, Paul Mc Cartney dei Beatles, quando pubblicò il suo primo album solistico: "Ram On!", dedicato alle potenzialità ed all'incontenibile energia del segno!
Ma la spada tipo Highlanders, riportata nella foto qui sotto, sta ad introdurre un altro concetto... un altro errore storico-astrologico, riguardante l'Ariete: vediamo se sono capace di incuriosirvi... e guardate la foto di questo disco qui sotto!
Si tratta di "Jesus Was A Capricorn" di Kris Kristofferson (notare il collegamento tra il Gesù del titolo dell'album e del cognome dell'artista), musicista americano il quale, tra i tanti significati da attribuire al prorprio lavoro, pare abbia voluto indicare che nessuno sfugge alla legge del destino, che vuole che chiunque abbia visto la luce sulla Terra appartenga ad una costellazione astrale: anche il figlio di Dio aveva un segno, come tutti gli uomini!
Bene, l'errore (che non è certo del solo Kristofferson) sta proprio in questo: alcuni studi recenti hanno osservato che: poiché la stella cometa, dei presepi odierni, sta ad indicare che il Nazzareno fu annunciato e preceduto da un fenomeno astronomico (senza dubbio un pianeta, o più pianeti in una particolare posizione del cielo), e che i Magi d'Oriente della tradizione altri non erano che i discendenti della tradizione astrologica dei Caldei, che avevano seguito l'evento planetario per capire dove e quando questo futuro grande personaggio sarebbe nato, era possibile attribuire alla nascita del Cristo una data certa. Dopo aver provato e riprovato con assoluto metodo scientifico-critico, gli studiosi sono riusciti a stabilire che Gesù nacque, con scarsissima possibilità d'errore, in un periodo che va dalla fine del mese di Marzo ai primi 20 giorni del mese di Aprile e che quindi non era un Capricorno, bensì un Ariete...
Sconcertante colpo basso, per quanti hanno sempre considerato il segno dell'Ariete come il segno degli idioti e degli inutili, questo!
Del resto il padre di tutte le rivoluzioni (detto di passo:avete mai fatto caso che alcune accuse, ai proprii rivali, provenienti da un'odierna parte politica vertano contro tutti quelli che non la pensano come loro, con accuse tipo: "I catto-comunisti" - tra l'altro, ironia della sorte, i due sostantivi unificati rappresentano le due componenti originarie e creatrici dell'attuale nostra Carta Costituzionale... cattolici e comunisti... nella quale pare proprio che, la suddetta parte politica, non voglia riconoscersi...), colui che ha compiuto un'opera di cambiamento dell'Umanità così straordinaria, non poteva essere che un soggetto munito di una forza di fuoco impressionante... o, sennò che era Dio... ah!
Ah ah ah... Lisa... la vedi la spada? lo vedi il glifo (il simbolo) rovesciato del segno zodiacale dell'Ariete nella foto.... raddrizzalo un po' e vedrai spuntare una croce...
Yes, il bellicoso Marte si trasforma in Gesù e l'agnello sacrificale (da sempre offerto agli dei) ritorna al mondo. E a pensare che, proprio in questi giorni, stiamo festeggiando il suo compleanno!
3/29/2006 CACCIA D'ALTURA - (Falconeria d'amore)QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO ALBUM FOTOGRAFICO
El juego de Amor es "caza altanera"
entre halcon y gaza guerrera...
(Márquez)
Essendo la Falconeria una caccia su animali che si muovono sia al suolo che in altura, essa si effettua, prioritariamente ma non esclusivamente, con uccelli di
due specie: il falco pellegrino per le alte quote, e l'astore per quelle più basse.
Naturalmente stiamo parlando dei predatori per cui, nella caccia oggetto del nostro interesse non si deve pensare solo alla ristretta famiglia dei falchi, bensì, al più vasto genere dei rapaci di ogni tipo, compresi gli uccelli notturni.
Poiché la falconeria è sempre stato uno "sport" per ricchi anzi, diciamo, per nobili (qualcuno pensava, in tempi di fame, persino che si trattasse, esclusivamente, di un piacere da Re), essa è una di quelle attività che più di altre viene associata all'Araldica: quasi si può dire che non esiste famiglia nobiliare che non abbia disegnato nel blasone almeno una zampetta di uno dei "polli" di cui stiamo parlando... Inoltre i falconieri, specialmente quelli attuali, non la praticano mai per procurarsi cibo. È cosa che si fa per puro e semplice diletto, per piacere, diciamo... per gioco!
Tutti sanno che l'origine della Falconeria si perde nella notte dei tempi e che nasce nell'Asia centrale dalla quale si è introdotta in Europa ed in Africa. Gli imperatori Romani la praticavano e la importarono in Spagna. Gli Arabi ne perfezionarono la tecnica: per esempio, creando quel tipico cappuccio che spesso copre gli occhi dei rapaci da caccia (la ragione dell'utilizzo è dovuta al fatto che gli animali pare si tranquillizzino al buio e questo torna utile specialmente negli spostamenti per raggiungere i luoghi operativi). Dal connubio della tradizione araba ed europea è sorta la migliore scuola della Falconeria, al di là di quello che si possa opinare sulla giustezza di questo sport, o meno.
Detto questo si può facilmente intendere che nei luoghi dove queste due culture si incontravano usciva il meglio della caccia a volo: la Spagna e ancor più nella Sicilia di Federico II di Svevia, che certamente costituisce il sovrano più famoso e che più ha mostrato interesse per la Falconeria (e che forse più ha contribuito a generare interesse intorno al fenomeno). Il Medioevo è stato il periodo di maggior sviluppo per questo tipo di caccia.
Contrariamente a quanto potrebbe credersi, per via dell'estinzione di parecchie specie di volatili predatori,
in Italia come in tutto il mondo del resto, le scuole di falconeria sono abbastanza numerose e ben floride, nonostante l'ostilità dei combattivissimi naturalisti (potenziali falconieri... ah ah ah!).
Una volta fatto questo breve escursus sul mondo dei cacciatori che si servono di uccelli per cacciare altri animali: piccoli erbivori come lepri conigli e simili, o gli stessi altri uccelli, devo segnalare che il fascino della Falconeria sta in quel certo non sò che di sensuale che essa emana. La simbologia è evidente: chi ha appetito e vuole una preda si innalza dapprima soavemente poi perlustra dall'alto la situazione e una volta individuato il punto debole della sua vittima (logisticamente parlando, cioè quando la vittima è allo scoperto, s'intende!) gli si scaglia con violenza contro, con uno spettacolare inseguimento: l'afferra
(la presa) e, quindi, letteralmente si appresta a divorare il cuore della sua vittima (o comunque iniziando dal ventre). Lo stato mentale del cacciatore che controlla il territorio e nel quale ha disseminato tracce visibili e percepibili, attraverso l'estensione del volo del predatore è evidente. Le stridule grida, tipiche dei rapaci, contribuiscono a creare quella certa aria di tensione intorno al fenomeno; c'è aria di sangue intorno ad ogni caccia ma qui c'è odore di stiletti... stiletti appuntiti come i becchi dei rapaci. Naturalmente il tutto avviene, nei cacciatori, a livello inconscio.
Dicevo prima che la Spagna è uno dei luoghi dove la tradizione falconiera è più sentita e non è un caso che una delle frasi più indovinate per descrivere il volo dei rapaci provenga proprio da là: "Si elevano con la soavità di una preghiera per, poi, pesantemente, scendere ed abbattersi con la rapidità di una maledizione!", dicono gli iberici.
Si vede che dalla Spagna el espirtu halconero si è trasfuso nei paesi del Sud-america, i quali ne hanno colto l'essenza erotica portando, per esempio, lo scrittore Gabriel Garcia Márquez ha coniare la famosa frase qui riportata nel titolo: "La caccia d'amore è affare di caccia d'altura, è cosa tra falconi e gazze guerriere", con ciò volendo evidenziare un concetto molto sottile: che la Falconeria è, sì, storia di Falconi ma anche che, per un suo più spettacolare effetto, necessita di una collaboratrice combattiva...
Anche questa volta potrebbe alzarsi un coro di proteste da parte delle rappresentanti del c.d. gentil sesso: "Ma allora si vuole dire che che la parte femminile del gioco, comunque vada, rappresenta sempre la vittima... anche se combatte da vera gaza guerrera?". Risposta "Si!".
È di tutta evidenza che la facile arrendevolezza ha poco d'attraente e che anche le più spietate guerriere vogliono, al fine, essere prede e vittime. Ma poi le femmine, nei rapporti duraturi, perché vorrebbero quasi sempre comandare loro (come pare di osservare nella realtà)? È chiaro: la vendetta inconscia per non sentirsi più prede e, spesso, c'è aria di tradimento quando questo avviene. Conviene allora al falcone... dare prova, quando le bambine mostrano le unghiette...
Aggiunte foto nell'album dei falchi... presto altro aggiornamento...
Spero che chiunque dovesse vedere o riconoscere immagini, comunque proprie, capisca che la citazione delle fonti, in questo caso, è superflua: in quanto articoli e foto pubblicati contribuiscono ad esercitare interesse e curiosità verso i fenomeni rappresentati. Si ricorda anche che il detentore di questo msn space non percepisce alcuna utilità pratica per il lavoro svolto. Non vi è assolutamente un fine lucrativo. Ugualmente, se i detentori dei diritti chiederanno di apporre la fonte, o di rimuovere le foto, la richiesta verrà pacificamente accolta. 3/26/2006 HO GIOCATO CON LA VITA QUESTA VOLTA HO RISCHIATO L'INFARTO...
...credo proprio che non giocherò più per un bel pezzo!
SI... LEI È LA VITA,
parola di
"G"
Heart Of A Lion
Crashing through the city streets
Caught in the glare of the midnight sun I've got wings upon my feet But locked as I run
Now you're just a breath away 3/12/2006 SCACCO ALLA DAMA... DI CUORI! - (Un gioco on-line) IS THIS MACHINE WORKING????
Bene, vi ritengo troppo intelligenti e troppo amanti del gioco per non correre
a rispondere alla domanda proposta da "abc"; si accetta qualsiasi risposta ma state attenti a capire bene: c'è un blogger abilissimo (ack/4)... che non le butta lì a caso!
Questa è la domanda e questo è il gioco che troverete all'indirizzo qui
sotto linkato:
"definite a parole cos'è l'amore".
(altre e più precise spiegazioni le troverete cliccando qui http://spaces.msn.com/ack4/).
Ah... dimenticavo! chi sono i due Cangaceiros della foto, a giro per le strade di Rio (de Janeiro)?
Quello alla sinistra di chi guarda, con il pistolone e gli occhialoni da sole, è l'autore del gioco, mentre la dolce fanciulla sorridente sulla sua destra è l'androgina/no del pensiero... colei che si fa sedurre da qualsiasi cosa bella ed intelligente...
Rispondo a DrHouse e all'altro blogger che hanno commentato il post nello spazio di abc: "Doctor, la risposta è libera e può essere anche doppia... e insincera... e lunghissima... Insomma:
c'è e la vedrai!"
All'altro commentatore dirò: "Non si tratta di un semplice definire 'l'Amore', come altri banalissimi quiz; questo è più un test che un quiz!"...
SALUDOS DOC! ed anche a VNT89 e tutti gli altri che ci vorranno onorare con
una visita al blog di abc, al quale aggiungo:
CERTO CHE TI STUPIRÒ!!!
STAY TUNED GUYZ... E CONTINUATE A GIOCARE LA PARTITA È SEMPRE APERTA!!!
CIAO A TUTTI CON MOLTA SIMPATIA...
GANGACEIRO
3/4/2006 MAN's BEST FRIENDS QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO ALBUM FOTOGRAFICO:
WHEN SUN'S SMILE IS BLACK
Ho sempre ritenuto che i felini, in generale ma questi in particolare, fossero gli animali più simpatici del mondo, considerandoli come una specie di miei amici, anzi, quasi quasi, ribaltando tra me e me il famoso detto sul cane (spero che qualcuno non se la prenda per questo...): pensavo che fossero essi i migliori amici dell'uomo (specialmente nei Circhi Romani...)!
La cosa, per me, straordinaria è che anche le persone del segno zodiacale del leone siano altamente simpatiche ed attraenti (salvo rare, anzi rarissime eccezioni).
A parte gli scherzi, Voi che ne pensate?
(Prima, però, guardate l'album fotografico...)
1º PS
Prima di rispondere a qualcuno che, inevitabilmente di questo segno zodiacale, vorrà qualche spiegazione... vorrei chiarire una cosa, anzi, sfatare un mito.
Un mito creato, purtroppo, da gente ignorante o, meglio, erudita... ma non cólta: ovvero da coloro che pensano di essere cólti solo perché hanno maldigerito libri - senza capirci nulla - o solo perché gestiscono i c.d. "media" (mi riferisco proprio a quelli che, molto considerati: passano, commentano, e fanno commentare, i c.d. "filmati sugli animali" in televisione).
Ho visto dei filmati sugli animali, all'estero, molto migliori di quelli che danno da noi, oppure gli stessi ma non edulcorati nelle parti più crude... per un malinteso senso del moralismo nostrale.
About LIONS: "i leoni maschi sarebbero pigri" non partecipando mai alla caccia e facendo svolgere tutto il lavoro alle femmine (potrete seguire Piero Angela and friends per accorgervi che la musica è sempre quella).
--- FALSE!!! ---
Posto che nella vita di branco il contributo alla caccia del maschio consiste nel cosiddetto colpo finale, quando cioè le femmine, di fronte ad un animale di grande taglia, o particolarmente resistente, proprio non ce la fanno e posto che i peggiori nemici delle leonesse sono le jene (che arrivano persino a mangiarsele), certamente il contributo del leone maschio, in quei casi è essenziale se non determinante per la salvezza delle leonesse.
Detto ciò, faccio notare questo: i leoni maschi, più o meno e per la legge della probabilità, rappresentano il 50 % delle nascite in un branco: vi siete mai chiesti dove questi vanno a finire dopo una certa età, quando vengono cacciati dal gruppo? Perché inevitabilmente un branco di leoni è costituito da un solo maschio (o al massimo, in alcuni casi di grandi gruppi, di due o tre adulti), con il diritto/dovere di copulare per la riproduzione, e cuccioli: femmine (per tutta la vita) e maschi (solo fino all'età di 1 anno e mezzo - 2; dopodiché vengono scacciati, senza pietà, dalla comunità)!
Bene, la risposta ve la do io, anche se posto il problema in questi termini ed inquadrata la situazione, la risposta potrete darvela da soli.
I leoni maschi che abbandonano il gruppo devono: lottare... lottare... lottare... per sopravvivere; devono cacciare... cacciare... cacciare... per sopravvivere. Tutto, il giorno, tutta la vita, senza branco: cioè DA SOLI!
Per di più devono lottare per conquistarsi un insieme di femmine per riprodursi (e pensate che solo pochissimi riescono nell'impresa). La maggiorparte dei maschi, abbandonati papà e mammà, che li scacciano e scacceranno sempre di casa, proseguiranno la vita in solitudine, contro ogni pericolo, contro tutto e contro tutti!
Se i nostri benamati gestori dei mass-media, invece di riproporci da secoli la storia dei leoni in branco, di cui sappiamo vita morte e miracoli, andassero a far seguire, con le loro telecamere, le imprese dei leoni solitari, sicuramente, vedremo immagini più crude ma certamente più belle e, soprattutto, più veritiere. Verrebbe così sfatato il mito che il leone maschio sia un animale pigro.
Ma che ne sanno loro? Ad essi bastano le verità riconosciute e codificate (non fa niente che poi risultino false)!
Ignorare la realtà degli esemplari fuori branco rappresenta un po' un vecchio vizio: è come se in una democrazia, perdonatemi l'esempio, si volesse dar spazio solo alle maggioranze, dimenticandosi delle minoranze. Si, vecchio vizio italico quello: all'estero questo non avviene e ci sono belleissime trasmissioni integrali (e molto più poetiche) di quelle che danno da noi (mi riferisco specialmente alla Spagna, con moltissime serie, anche completamente originali).
Ciò detto, ricordandovi che I LEONI, in generale, sono i miei animali preferiti e non negando la bellezza di quelli che riescono a farsi una famiglia, vi traccio un ritratto di quelli tra loro che preferisco: i solitari, gli scacciati da tutti, quelli magri ed affamati... insomma, quelli che per tutta la vita inseguono, a volte riuscendoci ma per la maggiorparte no, le femmine e pertanto... eternamente innamorati. Ahhhuuuurrrrrrrrrrrrf.... (cioè ciao)!
Continua su altri aspetti del termine "LEONE"....
2º PS
Ci tengo a precisare che chi scrive non è di quel segno zodiacale... ed è per questo che ama quell'animale (e quel segno), ancora di più.
CURIOSITÀ:
alcuni esemplari maschi dell'animale arrivano ad accoppiarsi sino a 50 volte al giorno!;
"I baffi dei leoni (la posizione dei corrispondenti fori di uscita di essi) corrispondono alle nostre impronte digitali, ed essi vengono studiati e catalogati seguendo tale caratterizzante mappa genetica;
Il nome Napoleone, di origine greca, significherebbe "Nuovo sterminatore" (in quanto tra le varie accezioni dell'origine del termine leone la più importante è quella di sterminatore). Gli studiosi identificano la prima parte del nome di Napoleone - Na - con "Neo-Nuovo" - come quella della città di Napoli, cioè Neapolis=città nuova). Tuttavia io avrei dei dubbi sulla completezza di questa definizione (Nuovo sterminatore) in quanto la parte centrale delle lettere - P e O - di Napoleon lascerebbero intuire una 3ª parola (dal significato incerto) sulla quale bisognerebbe ancora studiare... [of course: Bonaparte era del segno del Leone!];
avete mai provato a guardare un leone da vicino (anche fra le sbarre)? Non capirete mai se vi sta ignorando completamente o se il suo sguardo vi stia trapassando da parte a parte... con l'intenzione di sbranarvi. Penso che l'effetto dipenda dal fatto che l'occhio del leone a volte sembra quello di un cieco...
Se non l'avevte mai provat fatelo; per me è una delle sensazioni più belle che si possano provare al mondo e più gli si sta vicino più l'effetto sarà potente!;
avete mai fatto caso che il ruggito dei leoni, oltre ad incutere terrore, è sempre malinconico?;
Gli antichi Romani, quando tracciavano una rudimentale carta geografica dell'impero e volevano indicare che in una certa zona non vi era nulla, cioè che si trovava ai limiti della civiltà fino a quel punto conosciuta e più in là era inutile andare, perché improduttiva e senza uomini (deserto), scrivevano: "Hic sunt leones", volendo significare: qui ci sono solo leoni. L'uso si è protratto sino al medio-evo, anche su alcune mappe ufficiali;
Il metodo di caccia dei leoni, molto simile a quella di altri felini (ad es il ghepardo, mentre il leopardo ha un'altra tecnica) consiste: 1º nel mimetizzarsi strisciando nella vegetazione, 2º avvicinarsi sempre più alla preda, a piccoli passi, con il sistema dello "stop and go": fermarsi e poi ripartire, con un movimento lento ma continuo, come la lancetta dei secondi di un orologio; 3º uno scatto improvviso, bruciante e fulmineo, dopo l'ultimo stop (seminare panico fra le prede); 4º un inseguimento che, se a buon fine, si conclude con una zampata-sgambetto dal didietro, che fa perdere l'equilibrio alla preda (quasi sempre un grosso erbivoro); nel caso che la vittima cada vi è la presa alla gola: il leone uccide sempre per strangolamento. Questa è la tecnica del leone solitario ma una variante del branco consiste nel coordinamento fra una leonessa che esegue queste operazioni mentre altre 3 o 4 compagne la coadiuvano nell'inseguimento e nel colpo finale. Del contributo del maschio nelle situazioni più difficili già ho detto. 2 leonesse accerchiate da 10 jene sono due leonesse morte, mentre 1 leone maschio con lo stesso numero di jene non avrà alcun problema. Al riguardo vi sono filmati eloquenti che lo hanno dimostrato;
L'accoppiamento delle leonesse è tra i più spettacolari del mondo animale. Non molto dissimile da quello dei gatti però, nei leoni, viste le più grosse proporzioni, produce un effetto molto più impressionante: lo strusciamento prima sul maschio e poi lo strisciamento al suolo è estremamente suggestivo. Tuttavia, come tutte le cose belle, l'operazione è molto pericolosa. La femmina, inconsciamente, sa che in pratica, per dare origine ad una nuova vita, nell'arco di tempo che va dalla penetrazione al parto, inizia a morire. Da un lato vorrebbe rinunciare per sentirsi ancora irresponsabile - giovane - (istinto non di vita ma... di morte) , dall'altro gli stimoli incontrollabili che gli provengono dalla vagina (vero istinto vitale...) che la spìngono a darsi, gli procurano un contrasto "psicologico" che, da una parte la spingono a farsi deflorare ed iniettare, dall'altro la portano a voler uccidere colui che vuole "finirla". Ne risulta, anche qui, una serie di stop and go, che si conclude con la resa finale; non priva di piccoli guaiti e segni di ribellione, anche con ruggiti e pericolose zampate improvvise. Il maschio, in fondo non perde mai di vista le zampe e la testa della sua "amica" ed il morso finale sulla nuca di lei ha il doppio scopo di tenerla ferma ma anche di comunicargli che il rito è compiuto e che lui è il suo terminatore.
C'è un'ultima fase di pericolo, prima che i due animali si stacchino e che fa parte del rituale. Il maschio deve allontanarsi dalla "felina" con grande attenzione, e sempre senza abbassare la guardia, lei tirerà fuori per l'ultima volta le sue unghie e tenterà di colpirlo nel suo punto più debole: il ventre! Quindi il maschio dovrà fare un balzo di lato o di dietro e, nel contempo, alzare la sua zampa per parare il colpo, senza abbandonare "la guardia". Dopodiché lui tornerà signore del rapporto: poiché le leonesse hanno uno spiccato rispetto per il/i loro maschio/i nella vita corrente. Se ci sono più maschi attendono persino al rispetto della gerarchia che va dal più adulto per primo, al più giovane, con diritto di copulazione...
C'è qualcosa di magico in quell'ultimo saluto post-coito, quando i due artigliati polpastrelli s'incontrano; è l'inizio del sentimento! Lei mostra la sua forza ma anche la sua disperazione, lui deve mostrarsi sempre all'altezza: duro, insensibile, viglile e, da ora in poi, protettivo (leggi "comprensivo"). Un suo vacillare sarebbe inteso come incapacità allo scopo. La leonessa lo vuole cattivo (ma lui il primo segno di ciò lo ha già dato quando, per iniziare un rapporto, uccide tutti i cuccioli precedenti non suoi -*vedi nota-) e dovrà accompagnare, per un periodo più o merno lungo, le sue femmine a custodire la vita e, dunque, avviarsi verso il sacrificio di quella delle stesse leonesse.
E sì... gran storia di vita e di morte quella racchiusa in qualche piccolo, caldo, fiotto seminale...
L'erotismo, come diceva lo scrittore francese George Bataille "È l'approvazione della vita, sin dentro la morte", ma io aggiungo che, più semplicemente esso consiste nel rituale e nella ripetizione di anche piccole parti di esso. L'erotismo è il senso psicologico di finzione che accompagna questo rito (più uomini e donne studiano atteggiamenti per dissimulare, o per mostrare... la loro dissimulazione, e più vi sarà erotismo. In uomini o in animali c'è una psicologia che viene trasmessa; si tratta di mostrare quello che si sta nascondendo, o di nascondere ciò che si sta mostrando: la voglia... il desiderio... quello che fa la leonessa fingendosi arrabbiata e quello che fa il leone, fingendosi triste e serissimo).
(* Nota: v'inviterei ad osservare con attenzione la faccia e l'espressione di un leone mashio che si decide ad uccidere dei cuccioli della sua specie. Vi è in ciò qualcosa molto vicino alla più raccapricciante delle bellezze.
Lui l'ha spiataa da lontano, l'ha seguita e l'ha studiata, mentre lei è rimasta ignara. Eppurtuttavia quando lui si presenta a lei ha già deciso e questa decisione enorme gliela comunica con uno sguardo che lei comprende immediatamente. Guardatelo bene quel leone in quel momento - che poi, misteriosamente avviene sempre in un giorno ventoso, quando l'aria tutt'intorno agita la sua criniera come fosse grano - e lui la guarda come se fosse conscio della gravità di ciò che sta per compiere. C'è un brivido che lo coglie - ed io sono certo che in quel momento lui sta... uccidendo il suo cuore - ma di cui poi si dimentica... deve dimenticarsene, deve farlo! lui si ferma, la guarda e poi avanza, irremovibile. Esibirà le sue piccole vittime insanguinate affinché lei le veda bene.
Tutti si chiedono in quegli attimi, perché la vita abbia scelto, proprio lui, il leone, per la più grande delle sue rappresentazioni; ma lui non se ne cura è il più grande degli sterminatori, non deve curarsi di niente e di nessuno, solo avanzare perché il destino e il gioco della vita si compia. L'approvazione della vita... sin dentro la morte!
Vi dico tutto questo perché anche nello zodioco il Leone rappresenta il gioco e la riproduzione (no, non è lo Scorpione... quello del sesso... ma questa è un'altra storia ed io sarò qui per raccontarvela... se ne avrete voglia!)
Non ho altro da dirvi... per adesso!
SALUDOS
"G"
BOLLETTINO DEI NAVIGANTI: avete mai sentito parlare della storia dei bambini (cuccioli d'uomo) mangiati dai leoni? Si, insomma... la storia dei leoni androfagi!
PROSSIMAMENTE SU QUESTI SCHERMI...
2/1/2006 THE PUNISHMENTS (Autopunizione e fantasie femminili)
"WHEN THE MOON IS BRIGHT SHINING RED"
A volte le donne ci puniscono per cose di cui non ne sappiamo assolutamente nulla, che non abbiamo mai fatto... di cui non ne intuiamo nemmeno lontanamente la ragione; perché non esiste... Solamente molto tempo più tardi scopriremo che esse, semplicemente, desideravano esemplarmente una punizione da noi, appunto, senza ragione! E questo, quando succede, va assolutamente fatto, senza esitazione. Solo con questa sorta di sadismo capovolto, sembrerebbe ristabilita la normalità perduta e... le faremo felici. Altrimenti ci odieranno! Mi dispiace dirlo ma, chi vi parla, lo afferma per esperienza diretta, reale, ed attualmente ha la possibilità, dopo lunghe e gravi sofferenze causate da una donna, di mettere in pratica un qualcosa nel senso ora accennato. Esemplarmente! Per spiegare qualcosa su questo singolare fenomeno "tellurico" dell'inconscio femminile (naturalmente senza generalizzare troppo: non è che siano tutte così ma è solo per tentare di dare una spiegazione all'inconsueto comportamento di molte di esse quando, e se, dovesse accadervi!), verrà pubblicato un album fotografico sull'erotismo come lo vedono le donne, cioè da loro stesse rappresentato, dove constaterete che il tema della punizione è quasi onnipresente in esse. Ugualmente, in seguito, verranno ricercati e pubblicati anche alcuni commenti di soggetti femminili che confermano, per grandi line, la tendenza. Insomma, volenti o nolenti, capirete che il mondo femminile si trova sempre ad affrontare questo problema. Una riflessione sul tema del femminismo, poi, va aggiunta (visto che qualcuno ha sparato via RSS questo spazio definendo, impropriamente, l'autore come "Musikilista"): le femministe hanno sempre giustificato il potere dell'uomo sulla donna come prevaricazione - con l'uso della forza - su di essa. Bisognerebbe, invece, cominciare a considerarlo, per quanto inspiegabile, quasi, come una intima necessità della donna, a volere quello; per cui l'esortazione delle femministe alla liberazione sarebbe da valutare quale forzatura della struttura psicologica della donna stessa e dunque impossibile e, comunque, sempre una forzatura. Chi scrive non detesta affatto le donne ed è contento che esse siano socialmente equiparate all'altro sesso in tutto, bensì le ama proprio per questa peculiare struttura bio-psico-chimica e si sente, estremamente attratto da esse proprio in virtù delle profonde diversità che le caratterizza. Non è affatto contrario alla liberazione voluta dalle femministe ed, anzi, augura a queste di riuscirci, pur rimanendo intimamente scettico e, sotto sotto, felice che il tentativo, in tal senso, rimanga tale, in quanto si sentirebbe defraudato di qualcosa: della sorprendente struttura mentale femminile che, senza dubbio e nonostante la stranezza, può definirsi meravigliosamente misteriosa, attraente e, soprattutto, stimolante. E la spiegazione di fondo del comportamento a cosa sarebbe dovuto, dunque? Uno dei motivi, forse e tutto da sperimentare, potrebbe essere perché la donna, nel profondo, non si accetta completamente così com’è, per cui penserebbe di autopunirsi con sistemi raffinati, scegliendo una vittima ignara che, per vie contorte la redima. Ad esempio, ho sentito, a volte, donne parlare tra loro ed affermare che odiavano la loro condizione per i ripetuti… malditesta e cose simili! (semplicistico ma non da escludere del tutto). Resta implicito che il farsi del male è fonte di piacere per esse. La conclusione è questa: o si crea qualcosa di completamente diverso da ciò che esiste allo stato attuale, anche migliore, o è preferibile non vedere mai i due sessi completamente equiparati anche nel cervello, con un cambio. Di anime maschili ce ne sono già troppe al mondo!
PS "...l'esortazione delle femministe alla liberazione sarebbe da valutare quale forzatura della struttura psicologica della donna stessa e dunque impossibile e, comunque, sempre una forzatura..." Insomma... le femministe da guardare non come eccezione ma come parte titanica del gioco medesimo: le donne che autopuniscono tutta la categoria; in un sorta di allargamento dell'orbita... il gioco si fa colossale... È tutto il sesso maschile che viene attaccato, in attesa di una reazione forte (mamma mia!). Quindi dovremo esserle grate per aver scatenato, rivalorizzandolo, un antico gioco forse ultimamente un po' sopito? "l'Amour et la Guerre sont le sal de la Terre". La vecchia guerra dei sessi? Bene, allora dovremo ringraziarle per aver gettato nel mondo migliaia di ettolitri di caldo avvolgente erotismo (grazie... sorelle e a buon rendere!).
Ne riparliamo.............. Saludos !
"G"
NB COMPLETATO IL FOTO-ALBUM "THE PUNISHMENT". È QUELLO DI PAULA LYNN RUSSELL. Una foto aggiunta nell'album LA GUERRA (dei sensi) Qualche nuova foto aggiunta nell'album di Hugo Pratt e dei "Quadri naturali (Ma dov'è Wally?)". Riguardate gli album perché spesso vengono modificati, anche dopo molto tempo dalla loro pubblicazione. VI RICORDO CHE MI FARESTE MOLTO PIACERE SE MI LINKASTE FRA I VOSTRI BLOG PREFERITI!
"G"
1/24/2006 SARAI UOMO? IF (Se...)
...il mio piccolo “Se…”
Se siete giovani e pensate di rivedervi in quanto detto da Kipling - con il suo “IF” - credendo di essere capaci di rimanere a ciò coerenti per tutta la vita, vi dirò quanto segue:
poiché inevitabilmente - con l’intento di ridurre ognuno alla maschera di se stesso - dalla corruttela del mondo, con tutte le sue miserie e meschinità, negli anni verrete assaliti, sarete in pochissimi a riuscirci! Un mio amico a cui ho mostrato questo testo, con fare sorpreso e spontaneo, ha esclamato dopo aver finito di leggerlo: “Mamma mia… quanti pochi uomini esistono, allora, sulla Terra!”. Tornate tra 20 anni e raccontatemi della fedeltà ai vostri ideali e poi riparleremo… di ciò che ne è stato! Se sarete in parecchi, forse, non sarete riusciti a purificare il mondo da tutte le sue lordure ma lo avrete reso almeno un po’ più sopportabile. Tuttavia è bene che vi dica che in molti vi hanno prematuramente rinunciato con il pretesto di non voler passare da stupidi (l’uniformità…). Ma io ritengo, invece, che proprio quello sia semplicemente il sintomo della più grande delle idiozie: vi è una correlazione stretta fra carattere, fedeltà a se stessi, ed intelligenza. Il fatto che tutti gli altri si comportino diversamente, per cui ci si deve proteggere e quindi adeguare, non è una scusante. Chi è fedele a se stesso ha carattere e gli stupidi non hanno carattere; essi, semplicemente, si conformano! Saludos 1/16/2006 L'ADDIO DEI POETI (Maiakovski)
Маяковский Владимир Bладимирович
ehi lei cielo ! si tolga il cappello prego ! io me ne vado via ! di nascosto l'universo sonnecchia poggiando sulla zampona l'immenso orecchio pieno di zecche astrali la nuvola in pantaloni. poema
con questa frase disse addio al mondo vladimir vladimirovič majakovskij un poeta russo. qui sotto un altro breve estratto dei suoi versi dietro una donna colava biacca da una fiasca nera e, a briglia sciolta nel cielo canuto e greve, caracollava fra le nuvole. Nel fuso rame di case stagnate a stento si contengono i trèmiti delle vie, stuzzicati da un rosso mantello di lussuria, I fumi diramavano le corna dentro il cielo. Cosce-vulcani sotto il ghiaccio delle vesti, messi di seni mature già per il raccolto. Dai marciapiedi con ammicchi malandrini frecce spuntate insorsero gelose. Stormo che, a un colpo di tacco si levi a volo nel cielo
lilička ! in luogo di una lettera tu scorderai domani che io t’incoronavo che d’un ardente amore l’anima ti bruciavo e un carnevale effimero di frenetici giorni disperderà le pagine dei miei piccoli libri… le secche foglie delle mie parole potranno mai indurre uno a sostare a respirare con avidità? almeno lascia che un’estrema tenerezza copra l’allontanarsi dei tuoi passi 26 maggio 1916 pietrogrado
(Puoi vedere le sue foto nell'album a lui dedicato; in questo stesso blog la drammatica immagine di alcuni attimi dopo il suicidio, scattata dal suo amico Rodchenko)
12/22/2005 THE G POINT vi saluta e vi da l'appuntamento a dopo le feste... con molte sorprese!Hey...
THANK YOU FOR COMING
AND CLICKING "THE G POINT",
spero che esso sia stato piacevole!
The Gangaceiro survivor tornerà presto, dopo le feste con belle
sorprese...
STAY HAPPY! 12/21/2005 GUEST-BOOK Benvenuti nel mio libro delle visite, ditemi e ditevi tutto! UN SOGNO
COME SPOSAI UN TONTO MEGALOMANE E COME CI UNÌ IN MATRIMONIO UN PRETE IN MUTANDE (A sensual fantasy)
Ero stanchissimo, era tardi, avevo trascorso una giornata molto intensa, crollavo dal sonno e mi addormentai completamente vestito: a pancia in giù sul letto ancora rifatto e così rimasi tutta la notte. Uno stivale ad un metro dal comodino ed un calzino né tolto né messo a metà del mio piede, furono gli unici accenni del mio malriuscito strip. Ricordavo di aver visto, la mattina prima davanti ad un supermercato, una bella ragazza che mi aveva colpito e cominciai a sognare con ancora la sua immagine negli occhi. Confesso che negli ultimi secondi prima di perdere sonno mi auguravo proprio che ciò avvenisse. Persi coscienza sprofondando la mia testa in un cuscino, che feci conto si trattasse delle cosce o qualcosa di simile che mi ricordasse la femminilità, forse, la chioma di una donna... non ricordo con precisione.
Lei era una bella ragazza, di quelle che trasudano appeal da ogni poro della pelle tutto intorno a loro: ma con una sensualità spontanea e molto naturale, quella che alcune persone hanno e della quale non hanno affatto cognizione non dandole, fra l’altro, alcuna importanza. Per esempio… quando compiono il più semplice dei gesti: come quando tirano appena su un po' la gonna per aggiustarsi una calza… senza malizia, raggiungendo, talvolta, una giarrettiera bassa, pensando di non esser viste.
La fortuna fu dalla mia parte, sicché sognai proprio di lei e il sogno che feci in quell’occasione fu precisamente questo.
Un tizio, perdutamente innamorato della ragazza che aveva seguito, in un giorno di piena estate, la vede da sola nel retro di una chiesa mentre pregava in solitario, accanto ad una fontana che zampillava dolcemente. Lei eseguiva spesso questa pratica perché reputava il parroco di quella chiesa asfissiante ed anche un po’ antipatico, e poi perché preferiva eseguire le sue operazioni all’aria aperta, giacché gli davano la sensazione di raggiungere un contatto più diretto e meno formale con il mondo del soprannaturale e della religione. E poi, siccome le sue preghiere erano lunghe e dette ad alta voce, così da seccarle la gola, spesso le veniva sete e poteva comodamente bere lì vicino, tra un’orazione e l’altra.
Talmente era piena di ispirazione per il Signore che recitava con fervore le sue preghiere, strascicando anche un po’ le ultime parole di ogni frase, a dir la verità (e certe volte anche facendo un po’ sibilare il suono delle sue “esse”, specialmente quelle ad inizio di ogni parola… un vizietto - ssss…scusabile -di molti fervidi credenti) e non si accorse del tizio che le stava proprio accanto (ma un pochino più dietro) e che ascoltava ogni cosa lei dicesse con un interesse particolare e, ad ogni fine di un versetto da lei recitato, aggiungeva un commentino un po’ biascicato, cioè masticando le parole, sicché la cosa sembrava quasi una preghiera a due (una specie di solenne pezzo per piano-forte a quattro mani). Ma lei non se ne accorgeva.
Le sue preghiere, che talmente erano calde e sentite, risultavano quasi un proclama di fede incondizionata, un possente messaggio di fede e di ispirata dedizione. Insomma… quasi l’amore puro di chi è in piena estasi!
CONTINUA nell'altro guest-book... |
Benvenuto nel mio Spaces!
AGO MASCALZONE LATINOwrote:
CIAO TI LASCIO UN REGALINO VIENI A TROVARCI
May 17
Dariowrote:
Ciao, Ma sei ancora vivo? LOL è un pò che non ci si sente
Jan. 23
Cuban Sunwrote:
Ti saluto, amico!
Nov. 10
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