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    11/7/2007

    FRASI CELERI

     

     

     

     

    FRASI  CELERI

     

    Sorriso

     

    Ho intenzione  di  presentare  una  parata

    di  aforismi  di  personaggi  famosi   e comincerò  dai  francesi, 

    (sublimi!).  Sorprendente l'acume 

    mentale  soprattutto  di C. Baudelaire  del  quale,  personalmente, 

    ho sempre  trovato  i  suoi scritti in prosa, 

    quasi,  più grandi  dei suoi  versi;   passerò, poi, ai tedeschi 

    e ad  altri.  Queste  frasi famose,  comunque,  le  colorirò con

    qualche mio breve commento,  aggiunto  dopo  il nome 

    dell'autore  e  fra  parentesi.

     

     

     Ai margini 

     

     

     La monotonia, che è metà del nulla. (C. Baudelaire) 

     

    (verissimo e...  l'altra  metà  è  data dalle persone vacue!)

     

     

     

     

     

     Appellarsi al futuro

      

     

    Futuro, giudice illuminato e integro che però giunge troppo tardi. (A. de Tocqueville) 

     

     

    ("Il  potere  dei  puntuali" -  il  passato  dunque,  sarebbe  un  magistrato  corrotto

    che  arriverrebbe sempre  puntuale?!)

     

     

     

    Economia e felicità

     

     

    La felicità materiale riposa sempre sulle cifre. (C. Baudelaire) 

     

    (In  effetti,  la  matematica  non è  un'opinione  ma  che...  spesso  risulta  insopportabile!) 

     

     

     

     

    Giudicando l’Inquisizione

     

     

    Dopotutto significa dare un bel peso alle proprie opinioni

    se per esse si fa cuocere vivo un uomo. (M. de Montaigne)

     

     

    (per  dinci... i  migliori  cuochi  che  facevano  bruciare  l'arrosto?!

    Tomás De Torquemada - traduzione = Tommaso di terra  bruciata -

    il  grande  inquisitore... )

     

     

     

     Gradazione  

     

    E vi garantisco che uno sciocco colto è più sciocco di uno sciocco ignorante. (Molière) 

     

     

    (e come  dargli  torto,  uno sciocco  istruito  ha  provato a  capirci  qualcosa 

    ed  ha  trovato  la  propria  nullità,  l'altro  non   ha  nemmeno tentato  e,  forse,  potrebbe 

    provarci  scoprendo  che  così  sciocco, poi,  non  era;  oppure,  in  caso  di  rinuncia.  che... 

    almeno, era  modesto!)

     

     

     

     

     Il beneficio della preghiera 

     

    L'uomo che la sera dice la sua preghiera è un capitano che dispone le sentinelle:

    può dormire tranquillo. (C. Baudelaire)

     

     

    (in  pratica...  anestesizza  "spiritualmente"  la  propria  cattiva  coscienza...) 

     

     

     

     

     Il critico d'arte  

     

    È l'avvocato del pubblico. (C.A. Sainte-Beuve) 

     

     

    (e,  nel  contempo,  il   pubblico  ministero  dell'artista!) 

     

     

     

     

     Il luogo del sapere

     

     

    Non si sa leggere che in provincia. (Stendhal) 

     

    (giusto!  in  città  non  si  guarda  che  troppa televisione...)

     

     

     

     

     Il lutto del povero

     

              Nel lutto del povero manca sempre qualcosa: si nota sempre un'assenza d'armonia

               che lo fa più desolante. Il povero è costretto a lesinare sul suo dolore, il ricco porta

        il suo assolutamente completo. (C. Baudelaire)

     

     

    (quindi...  quell'attore comico napoletano  non  aveva  completamente  ragione...

    nemmeno  la  morte, tra gli uomini,  fungerebbe  da  "Livella")...

     

     

     

     

     Il progresso, in ultima analisi

     

    Progressivo decadimento dell'anima, progressivo predominio della materia. (C. Baudelaire) 

     

    (ecco  il  punto  di  sintesi  delle  due cose,  che  ci  redimerà: e=mc2)... 

     

     

     

     Il regno di Dio  

     

    Dio è il solo essere che per regnare non abbia neanche bisogno di esistere. (C. Baudelaire)  

     

     

    (da noi, poi,  ci  sono   politici  dalla  personalità  a  tal  punto  prorompente  da  potersi

    considerare...  simili  a  Dio!)...

     

     

     

     

     Il relativo

     

     

    Verità da questa parte dei Pirenei, errore al di là. (M. de Montaigne)

     

     

    (In   Europearum Communitas,  Veritas!)

      

     

     

    Il vizio della fantasticheria

     

     

    ‘Toccare’ gli oggetti senza mai ‘stringerli’. (A. de Tocqueville) 

     

     

    (si...  con  dolcezza, per timore di danneggiare la  cosa  amata!)

     

     

     

     In nome del popolo

     

    Non vi è niente di così tanto irresistibile come un potere tirannico

    che si esplica in nome del popolo. (A. de Tocqueville) 

     

     

     

    (come non  vi  è  cosa  più  odiosa  di  un  popolo  tirannico  che  parla  in  nome 

    di  una superiorità  etnico-finanziaria)

     

     

     

     Industria ed estetica

     

    L'industria ha sviluppato la bruttezza in maniera gigantesca.

    (C. Baudelaire) 

     

    (e...  questa  è  mia  ma  non  creata  adesso,  bensì molto  tempo  fa.

    "Il potere più  rapido" - La moda:  ha  il  potere  di  farci   considerare, 

    dall'oggi  al   domani,  brutto tutto  ciò  che  fino ad  ieri...  sentivamo bello.)

     

     

     L’individuo nella democrazia 

     

    Nella democrazia, l’uomo è esaltato in teoria ma degradato in pratica. (A. de Tocqueville)

     

     

    (essa,  a  volte, è  capace  di  farci   credere  di  essere dei  giganti  ma   spesso,

    ci  fa  sentire,  dei  nani...)

     

     

     

     

     Ineluttabilità della follia  

     

    Gli uomini sono così necessariamente folli che il non esserlo equivarrebbe a esserlo

    secondo un’altra forma di follia. (B. Pascal)

     

    (credo  di  appartenere  alla seconda  categoria...) 

     

     

     

     Influenza dei colori

     

     

    Il ponte di Blackfriars (dei fratineri), a Londra, era tristemente famoso per il numero dei suicidi

    che vi avevano luogo; era dipinto di nero, fu ridipinto di verde vivo; il numero dei suicidi

    diminuì di un terzo. (R.L. Rousseau)

     

    ("Paint  It  Black"...  dei  Rollig  Stones -  Quando  poi,  qualche  anno fa... 

    il  banchiere-faccendiere  italiano  Roberto  Calvi  si  uccise  lì  sotto...  

    gli  inglesi  erano  tornati  a  dipingere  il  ponte  di  nero! 

    "When  The  Blue  Turn  To  Grey"...  sempre  dei Rolling  Stones!)

     

     

     

     La chiassosa apparenza  

     

    C’è molta gente che fa chiasso in Francia  (ed anche altrove) [...]. Brava gente: un vestito e un po’ di pancia, 

     ecco i tre quarti della loro gloria. (J. de La Fontaine) 

     

     

    (Gli  italiani  hanno  sostituito  i  francesi  nella  moda... ultimamente)

     

     

     

     

     La democrazia in America

     

    Un sistema in cui un gentleman è agli ordini del suo droghiere. (Stendhal) 

     

    (ed  il  droghiere,  che  non  è  un  gentleman,  è  alle  dipendenze  di  un banchiere)

     

     

     

     La determinante democratica

     

    A seconda che avremo la libertà democratica o la tirannide democratica

    il destino del mondo sarà diverso. (A. de Tocqueville) 

     

    (ed ,  oggi,  quale  dei  due  ha  prevalso?) 

     

     

     

     La facezia di un cittadino

     

    La campagna è quel posto dove le galline vanno in giro crude.

    (C. Baudelaire) 

     

    (la  battuta, poi,  è  stata  ripresa  un po'  oggi:  il  supermarket  è  quel posto  dove  i  galli  

    possono  vedere  le  galline  nude) 

     

     

     

     La memoria storica

     

    Gli uomini i quali si sono sforzati di farci credere che eravamo felici sono stati molto più lodati

    di quanti si sono sforzati di renderci davvero più felici. (D. Diderot) 

     

    (quelli che ci  rendono  davvero  felici,  poi,  li  abbiamo  sempre  presi,  letteralmente,  a  calci nel  sedere)

     

     

     La nazione e i geni 

     

    Le nazioni hanno grandi uomini a loro dispetto, come le famiglie. Fanno ogni sforzo per non averne. (C. Baudelaire) 

     

    (per  questo  i  ricercatori  italiani  emigrano  tutti  in  America...  Ragazzi,  andiamocene  Sorriso !) 

     

     

     Lo Stato aristocratico

     

    L’aristocrazia è lo Stato in cui una porzione dei cittadini è sovrana e il resto è costituito da sudditi [...]

     E poi, quale aristocrazia! Quella più insopportabile di tutte: quella dei ricchi. (M. de Robespierre) 

     

    (oh...  divino  Robespierre...  ti  prego,  torna!)

     

     

     La rivoluzione idilliaca

     

    Cittadini, volete una rivoluzione senza la rivoluzione? (M. de Robespierre) 

     

     

    (italiani... volete  farvi  la  comunione  senza  confessarvi?!)

     

    (Cittadini campani...  volete  togliere  la  spazzatua  dalle vostre  strade...  senza  divenire più civili?!)  <----<   31/1/2008 ....  formula  sempre  attuale...  Animoticon ...

     

     La sonda del domani

     

    L’ideale non è che verità a distanza (A. de Lamartine) 

     

    (cioè,  l'utopia  non  è  che  una  distante  verità?!) 

     

     

     

     L’albagia  

     

    Le persone di classe sanno tutto senza avere imparato niente. (Molière) 

     

    (o  la  classe  non  è  acqua,  o  le  persone  di  classe  fanno  acqua  da  tutte  le parti:  scegliete!) 

     

     Le due classi

     

    La società si compone di due grandi classi: quelli che hanno più pranzi che appetito,

    e quelli che hanno più appetito che pranzi. (N. de Chamfort) 

     

    (insomma...  una  specie  di  media  trilussiana  gigantesca!)

     

    3/30/2007

    LA LEGGE DELLA SCURE!

    14-4-2007

    Carissimi lettori dopo quasi un anno e mezzo che compongo articoli e pubblico foto-album  (e senza che nessuno mai, prima, abbia protestato sul  materiale da me  inserito) ecco che, pare, un lettore abbia segnalato al msn di essersi sentito turbato per alcune immagini, così che è stato deciso di farmi  togliere  una parte del mio lavoro su queste pagine. 

    Questo lo dico perché molti dei miei album, per forza di cose, sono stati falcidiati e, oramai, senza alcune foto, hanno perso il loro filo logico e buona parte del loro senso.  Inoltre, poiché alcuni miei album erano strettamente collegati ad articoli, è chiaro  che  anche questi hanno perso un po' del loro significato.  

     Con questo voglio dire che:

    1.  mi scuso con chi entri per la prima volta nel mio space sperando che non si meravigli dell'apparente illogicità di  quello che andrà a leggere e vedere;

    2.  per chi, invece, mi segue, ormai da tempo...  vorrei che capisse che il post, sugli alberi, qui sotto... uscito appena un  po' prima della protesta e dei tagli non era stato da me  inserito a caso. "La legge della scure", sapevo perfettamente  quando e come sarebbe intervenuta...

    SSaludos!

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    Image hébérgée par hiboox.com

     

     GLI  ALBERI

     

     C’è  agitazione nella foresta  

    Ci  sono  conflitti  in  mezzo  agli  alberi;

    c’è  lotta  tra gli aceri  (che  hanno  desiderio  di  più  luce)

    e le querce  (che   ignorano  bellamente  le loro richieste).

     

     La difficoltà  con gli aceri,

     (e loro sono proprio convinti  di  avere  ragione)

     consiste nel fatto  tanto  semplice

     che le querce sono troppo alte

     e  rubano loro, da  sopra,  tutta la luce  del  Sole.

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     Ma le querce non possono né  vogliono  capire

     né  venire  incontro  alla loro sensibilità

     (se gli  aceri  non  possono  gradire  il senso

     per  il  quale esse sono  fatte)

     e si domandano perché  loro

     non possano essere felici  alla loro ombra.

     

    C’è  tensione nella foresta

    (e  sono  in  fuga le  creature  da  ogni  parte).

    Come gli aceri gridano “Oppressione!”

    le querce, scuotono le loro fronzute chiome.

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      Così gli aceri  adesso  hanno  la  loro Unione

     chiedendo diritti per tutti uguali.

     "Le querce sono troppo avide...

     le  spingeremo  a  renderci la  luce!"  gridano.

     

    Ma  ora   non c’è  più  l’oppressione  delle  querce,

    giacché  per loro,  ora,  è  stata approvata  una  nobile legge

     delle  asce  e della sega:

     gli alberi sono  mantenuti  tutti alla  stessa  altezza.

     

     

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    3/5/2007

    PLUTOOONEEE... Fuori!!!

     
    Il mondo iberico, la  scorsa estate, si è molto  interessato 
     a questo problema:  
    PLUTONE  NON  È  PIÙ  UN  PIANETA!
    Naturalmente  la  notizia  è  vera.  
     Da  noi, però,   non  c'è stata nei  media
      la meritata  enfasi che l'argomento meritava, 
    per questo  mi sono deciso  a pubblicare  due  estratti  
     tradotti  dallo  Spagnolo:  uno 
    proveniente  dall'Argentina  e  l'altro,  di  soli  commenti,
     tratto  da un  forum  sullo  stesso tema 
    propriamente  dalla  Spagna. 
    Il  primo è prettamente  scientifico,  mentre 
    il  secondo è divertente.  C'è  da  dire 
     che i  post  goliardici  dei lettori  spagnoli, 
    sagacemente, toccano molte  delle  questioni  che 
     l'argomento  suggerisce:  dal  cambio 
    dei  testi  scolastici  e  dell'insegnamento,  
    ai   dubbi  che  la  nuova  definizione  di  pianeta,  
    voluta dagli scienziati, 
     fa  sorgere  più  che  chiarire,  oltre al fatto che Plutone
     risultava l'unico pianeta scoperto dagli  americani... 
     
    Tutti  i particolari  qui  sotto....  
     
    Image hébérgée par hiboox.com 

    "Buenos Aires, 24 di  Agosto del  2006 - 08:46 hs.
    CONGRESSO  DI  PRAGA
    Plutone  non  è  più  un  pianeta

    Scienziati di tutto il mondo hanno cambiato la definizione di Plutone, per cui il numero  dei pianeti del  sistema  solare  da  ora  in  poi  sarà  ridotto  ad  otto. Plutone  è  molto più  piccolo  della Terra  e, persino  più  piccolo  della  Luna.  Inoltre,  la  sua  orbita  è  poco  ortodossa.

     L’Unione  Astronomica  Internazionale  (UAI), questo  giovedì  a  Praga, ha  escluso  Plutone, dopo  lunghe e  intense  controversie  su  questa  risoluzione, dal  rango  di  pianeta  di  pieno  diritto  del Sistema Solare. Con la decisione, votata all’unanimità dal congresso della  XXVI assemblea generale  dell’UAI, si riduce  il  numero  dei pianeti  del  Sistema  Solare  da   nove  a   otto. 

    Più di 2.500 esperti da 75 paesi riuniti nella capitale cèca hanno riconosciuto, in questo modo, che  si commise un errore quando si inserì Plutone nella categoria dei  pianeti nel 1930, anno  della  sua  scoperta. Di fatto, la definizione  adottata  colma  un  vuoto  che  esisteva  in   questo  campo  scientifico  dai tempi del mitico  astronomo polacco  Copérnico (1473 a 1543).

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    La nuova  definizione  contempla  tre  gruppi  di  pianeti:  il  primo  con  gli otto  pianeti  “classici” - Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano  e Nettuno - poi un  secondo  che  sono  gli  asteroidi  e  un  terzo  gruppo che vede  Plutone  e  il  nuovo  oggetto  UB313,  individuato l’anno  scorso.

    Plutone,  che fu   scoperto  76  anni  fa  (oggi  77)  dallo  scienziato statunitense  Clyde Tombaugh (1906-1997), fu  oggetto   di  dispute protratte  per  decadi,  soprattutto  dovute  alle  sue  dimensioni, che  si  sono  viste  ridurre  anno   dopo  anno,  fino   a  giungere  ai 2.300  chilometri  attuali   di  diametro,  come  gli  scienziati  hanno  stabilito. In  questo  modo,  Plutone   risulta  molto  più  piccolo  della  Terra (12.750  chilometri)  ed  anche della  nostra  Luna  (3.480 chilometri),  e  persino  di  UB313 (3.000  chilometri  circa) che,  senza  dubbio,  si trova molto  più  lontano   dal   Sole.

    Altro   argomento  contro  Plutone  è  la   forma  poco  ortodossa  della  sua  orbita,  la  cui  inclinazione  non è  parallela  a  quella  della   terra  e degli altri otto pianeti   del  Sistema  solare.   

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    Cambi:

    Questa risoluzione comporta dei cambi nei testi educativi e nelle pagine di Internet dove per più di 70  anni ci hanno insegnato che  il Sistema Solare  era formato da nove pianeti.

    In Exuador, le autorità cartografiche ed editoriali hanno iniziato a riunirsi per pianificare questo cambio storico per gli studenti.

     

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    COMMENTI  dei lettori  di  un  sito spagnolo che  aveva riportato la  stessa  notizia:  

    Compiango coloro che furono bocciati agli esami per aver ignorato Plutone, però ora sono fortunati  giacché  la  loro  verità è divenuta a tutti  nota.

    mabarroso - #1

    Io vado  ad  impugnare  i miei esami di  6º egb che diedi nell'anno '83 (farò  ricorso!). 

    Lauren postigo - # 2

     

    Per  Giove...  che sciagura!!!

    AAAAAAAAAAAAAAAAArrrrg - #3

    Cominciano col toglierci Plutone, seguiranno con Rin-tin-tin, e poi con  con Mickey Mouse  e  così  via.
    Non  siamo  nessuno.

    Paco - #4 

    Aaaaaaaaaaaah...... Era l'ora!! Plutone si reggeva come pianeta solo  per  essere  l'unico scoperto  da  statunitensi (secondo quanto dice mio  padre;  un  entusiasta  di  astronomia).

    mierdadepais - #5

    Non  capisco  il  criterio  per  eliminare  Plutone  dalla  lista dei  pianeti  e  perché  lo  definiscano  pianeta  nano  ma….  non  rimane   un  pianeta  lo   stesso?

    Desconcertado - #6

    Sarà  piccolino  però  ha  3  pal..  pardon  3  lune.

    Pezqueñito - #7

    E  come  saranno  denominati   Xena  e  Caronte?

    Intrigado - #8

     Se lo dicono i catalani... allora  togliamo  plutone. 

    JSolano - #9"

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        Approfondimenti


    redazione ECplanet

    Più di 9 pianeti nel Sistema solare

    Il nostro Sistema solare potrebbe comprendere molti più pianeti dei nove di cui oggi lo crediamo composto. Lo pensa Eugene Chiang, un astronomo dell'Università della California di Berkeley. I pianeti in più si nasconderebbero nelle regioni più estreme del Sistema solare, oltre l'orbita di Nettuno. Alcuni sono stati appena scoperti e sono corpi celesti più piccoli di Plutone, ma molto più grandi degli asteroidi. Chiang però (e pochi altri con lui) ritiene che ci siano da scoprire pianeti ben più grandi, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di Marte o addirittura a quelle della Terra.

    Una scoperta di questo tipo rivoluzionerebbe completamente il modo con cui guardiamo al Sistema solare. E l'idea di altri pianeti rocciosi all'estrema periferia sembra avere un certo sostegno teorico. Secondo la teoria oligarchica di formazione dei pianeti, infatti, questi corpi celesti nascono dall'accumulo di materia su particelle di polvere. Prima questi accumuli diventano grandi come asteroidi, poi, in qualche caso, sviluppano una massa tale da creare un campo gravitazionale apprezzabile e da accumulare molta più materia. Si pensa che nelle regioni interne del Sistema solare ci dovessero essere ai primordi una ventina di oggetti grandi quanto Marte e lo stesso potrebbe valere per le regioni più esterne.

    L'effetto della forza gravitazionale di tutti questi corpi celesti avrebbe fatto impazzire le orbite dei pianeti stessi. In qualche caso, due o più pianeti rocciosi si sarebbero fusi fra loro fino a diventare più grandi, attirare grandi quantità di gas e trasformarsi nel nucleo solido degli odierni giganti gassosi. Altri invece sarebbero stati ‘fiondati’ dalla forza di gravità verso la periferia del Sistema solare o addirittura nello spazio interstellare sfuggendo all'abbraccio gravitazionale del Sole. Le simulazioni dicono che nelle regioni più esterne ci potrebbero essere tra i 6 e i 12 pianeti grandi quanto Marte o la Terra. La notizia è riportata dal “New Scientist”. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.

    IL SISTEMA SOLARE

    Dal punto di vista dinamico, il Sistema Solare e' un insieme molto complesso e particolare. Tutti i pianeti ruotano nello stesso verso, cioe' in senso antiorario rispetto ad un ipotetico osservatore posto sul polo nord del Sole.

     I PIANETI

    Le loro orbite giacciono quasi tutte sullo stesso piano, cioe' sono inclinate al massimo di 2,5 gradi rispetto al piano dell'eclittica, ad eccezione di quelle di Mercurio (7 gradi) e di Plutone (17 gradi).     
    Le orbite sono pressoche' circolari, tranne quelle di Plutone (che ha un'
    eccentricita' pari a 0.25) e di Mercurio (0.20).
    Plutone e' il meno conosciuto di tutti i pianeti. Esso sembra un caso a parte rispetto agli altri, sia per la sua orbita anomala, sia per tipo e dimensioni. Esso infatti, pur essendo situato nella regione dei pianeti giganti,  (Giove Saturno, Urano,  Nettuno), e' molto piccolo e di tipo roccioso.
    Si pensa che Plutone possa essere un ex satellite di Nettuno, sfuggito alla sua attrazione gravitazionale per sistemarsi su un'orbita indipendente attorno al Sole.

    L'estensione totale del Sistema Solare e' di circa 6 miliardi di Km, pari a 39,3 U.A.. I corpi del Sistema Solare occupano in realta' un volume molto piccolo rispetto alle dimensioni complessive. Il Sistema Solare e' quindi praticamente "vuoto": se il Sole fosse una sfera del diametro di un metro, la Terra avrebbe le dimensioni di un pisello e sarebbe posta a 108 metri di distanza da esso, Giove avrebbe le dimensioni di un'arancia, posta a 550 metri, ed infine Plutone disterebbe 4 km e misurerebbe meno di un millimetri di diametro.

     

    [Qui sotto: l'immagine del pianeta singolo è quella di Plutone  (colore reale e massima risoluzione fotografica sin ora ottenuta) - Le foto con due pianeti  sono quelle di  Plutone e  Caronte]

    10/1/2006

    MUSTANGS!

                MUSTANGS 

                                                   (MA  NIENTE  SPADE!!!)

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    Ecco  una  curiosità  sul  popolo,  per  me, fra i più  poetici  del  mondo.  Ve lo  siete  mai  chiesti?!  Avete  mai  visto  Indiani  con  le  spade?!  Archi,  frecce,  pugnali  e  lance;  scudi  si,  anche  tomawack...  ma  niente  spade.  Gli  Indiani  d'America  non  conoscevano  quest'arma!  

    A  contatto  con  i  bianchi,  gli  Indios,  passarono  direttamente dalle  frecce  ai  fucili  e,  in  tutto  il  continente  americano   la  spada  non  si  vede...  in  cambio  proliferano  armi che  si  distinguono  per  la  capacità di  colpire da  lontano  e  silenziosamente.  Vedi,  oltre  ad  archi  e  frecce,  le  cerbottane  degli  Indios,  specialmente  dell'Amazzonia  (ma  non  solo),  usate  anche  per  la  caccia  con   punte  avvelenate (curaro  e  simili). Dall'Alaska  alla  Terra  del  Fuoco...  è  tutto  uguale. Niente  spade  o  sciabole! 

    Credo  che  la  ragione di  questo  sia  dovuta  al  fatto  che  le  tecniche  di  combattimento,  di  tutti  gli  Indios,  non erano  mai   improntate  all'uniformità  ed  all'ordine,  tipico  degli eserciti   dei  vecchi  continenti.... La  spada  è arma  per   combattimenti  regolari. Gli Indiani  mi  hanno  sempre  fatto  pensare  a  combattenti  divisi  in  piccoli  gruppi  che, solo  occasionalmente, si riunivano in  grandi  concentrazioni...  La  sorpresa, l'imboscata,  la  conquista  di luoghi,  con  l'intelligenza  e  la  strategia,  erano  il  loro  forte...

     

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    Non  sono  tanto  sicuro  che  le  loro  armi  fossero  solo quelle  della  caccia,  perché  popolo  fondamentalmente  pacifico   (e,  per  cui,  questo sarebbe il  motivo  della non  conoscenza   della  spada).  Gli  imperi,   come  quelli  precolombiani  (Montezuma  & co...),  con  tutte  le  loro guerre,  esistevano anche  lì;  come  è  noto, le  popolazioni  d'America  non  erano  solo  dedite alla  caccia,  anzi!

    Gli  Indios  avevano  sistemi  d'avvistamento  del  nemico  molto efficaci e  rapidi.  È  risaputo  che,  quando  Fernando  Cortéz  giunse  con  le  sue  “4  navi”  nella  famosa  rada  del  Golfo  del  Messico...  la  notizia non  tardò  che  pochi  giorni,  prima  di  raggiungere  l'imperatore  nella  capitale  a  più  di  un   migliaio  di chilometri  di  distanza  (fra  l'altro,  è  noto  che,  in  base  ad  alcune  profezie,  l'imperatore  e  tutto il  suo  popolo,  si  aspettavano  l'avvento  degli  occidentali....  che sarebbero   giunti dal  mare  per  demolire,  dalle  fondamenta, la  loro  civiltà  e  sarebbe  stato  molto  interessante  scoprire  se  già  da  quelle  poche  strane  imbarcazioni,  guidate  da  Cortéz,  l'imperatore  ebbe,  immediatamente,  la  percezione  della  propria fine  imminente)!

    Non  vi  erano  ceppi: il  popolo  degli  Indios  era  unico  in  tutto  il  continente!  Gli  attuali  Indiani  USA  erano  solo  coloro  che  vivevano... ai  margini  dell'impero,  a  volte  facendone  parte  altre volte  no...  ma  tutte  le  popolazioni  del  nuovo   continente  erano  in  contatto,  fra  di  loro!   Probabilmente,  genti  asiatiche,  in  epoche  diverse,  scesero  dallo stretto  di  Bering  popolando  a  strati  tutto  il  continente.  Gli  indiani  del  Nord  non  erano  altro  che  le popolazioni  più  vecchie che  avevano  avuto,  per  primi,  le  loro  vicende  storiche  (di  cui,  purtroppo  non  sappiamo quasi nulla)  e  che,  nel  momento  dell'avvento  dei  "visi  pallidi"...  vivevano  una  fase  storica  di  separazione  e  decadenza....

     

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    L'impero  di  Montezuma  era  strutturato  più come  una  semplice  confederazione  che  secondo  una impostazione  classica.   Infatti,  i  popoli  che  appartenevano  a  quella  confederazione  erano  sottoposti  tributi  ed  in  cambio  ricevevano protezione  dai  popoli  che  vivevano  al  centro  del  continente  (Messico:   anche se geograficamente  il  Messico  viene  considerato  America del Nord,  in  fondo  è  considerabile  già  centro...).   Il  tutto  era  disposto  come  una  raggiera:  verso  gli oceani  e  verso  nord  e  sud;  più    le  tribù  erano  vicino  all'attuale  Città  del  Messico  e  più  era  stretta  la  loro  unione  con  l'impero.  Il  legame,  certamente,  giungeva  sino  ai  popoli  dell'attuale  USA  (Texsas  in  primis;  Arizona, New  Mexico;  California,  etc.,  ma  anche  oltre)  e  poi  più  su,  sempre  con  minore  intensità.  Apache  e  Comanche,  erano  certamente  parte  importante  di  quella  raggiera!

     

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    SEGUE (qui sotto)

    MUSTANGS! - (II Parte) - ... e l'Impero di Montezuma

     

     [Bisognerebbe  leggere  la  vita  del  Cortéz  per  vedere  che  mondo fantastico  e  che  avventure  si   vivevano  all’epoca  della  scoperta  delle  Americhe   ma,  soprattutto,  per  capire  come  erano  strutturati  i popoli  delle  Americhe  visti  dal di  dentro  delle  loro  realtà!  Dalla  biografia  di  Hernan   Cortéz,  per esempio,  è  possibile  capire  più  cose   sugli  indiani  che  su  100  mila  libri  che  parlano  precipuamente  di  di  loro  (i  libri  illustrati  sono  utili  ma,  magari,  in  un  secondo  momento)!

     

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    Nelle  mie  ore  d'ozio  in  Spagna (e  chi  avrebbe   potuto  conoscere   gli  Indiani  meglio degli  spagnoli?!)  il  mio  sistema  della  casualità  ordinata  mi  ha  fatto  trovare,  in  casa  di  chi   mi  ospitava, quei  testi  che  trattavano  l'argomento  nel migliore  dei  modi: dalle  biografie  dei  grandi  conquistadores  iberici  ho  appreso  a  guardare  l’America  con  l’occhio  di   chi  la  vede,  realmente,  per  la  prima  volta:  vergine,  misteriosa,  e  immensa!

    Le  modeste  considerazioni  che  trovate qui sopra  (MUSTANGS - 1ª  parte)  sono  mie  osservazioni  personali  che  spero  vi  aiutino  a  capire meglio  alcuni  fenomeni.  la  vita  del  Cortéz  mi  ha   riempito  di  stupore  e  meraviglia...  con  un  centinaio  di  uomini  conquistò  un  impero, contro  la  stessa  Spagna  e  contro  tutti...   una  testa  calda  solo agli  occhi  degli  stupidi  (tra  l'altro ex  studente  di  Giurisprudenza...  e  persona  umanissima  e  ossessionata  dal  principio  di  legalità.  Quindi  non  un  bandito...)!  

    Valoroso...  intelligentissimo,  troppo  buono  con  i  suoi  avversari,  non  Indios:  decine  e  decine  di  tradimenti  e  di  usurpazioni  del potere  non  appena  abbandonava   la   capitale   (solo  eliminava  due  o  tre  ideatori  delle  cospirazioni,  lasciando  in  vita  tutto  il  resto  del  ciarpame  delle  centinaia  di  traditori.  Che  errore...  purtroppo!  Così  facendo ,  se  non  incoraggiava  l’ideazione  dei tradimenti   di  sicuro  ne  favoriva   l’adesione  successiva…).  Sfortunatissimo...  non  accumulò  quasi  nulla  nella  sua  vita.  Fece  tutto  per  la  Madrepatria   dalla  quale  non  ottenne  alcun  riconoscimento  dall'imperatore  Carlo V (se  non  ricordo  male). 

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    Tornò  anche  in  Patria  e  combatté  nella  battaglia  d' Algeri  contro  gli  Arabi,  quasi  da  semplice  soldato,  senza che  l'imperatore, né altri,  gli  chiedessero  mai   un minimo  di  consulenza  strategica...  a  colui  che  solo  dopo  la  sua  morte  fu  ribattezzato  come  “il  Cesare  delle  Americhe”…   Grandioso! 

    Bene: "Mal  voluto   non  è  mai  troppo!"….  con  questa   frase  si  potrebbe  concludere  tranquillamente.  Infatti,  la  battaglia  di  Algeri non  andò  troppo  bene  per  i  cristiani... Ed  è  proprio  il  caso  di  dire,  infine,  che  alla  stupidità  ed  all’orgoglio  umani…  non  c’è  mai  limite...  non  è  vero?!]

     SALUDOS 

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    CODA (a seguito di alcuni commenti.. ma  senza  polemica...  I  promise!)

    Non  sono  certo  io,  quello  che  va  predicando  che  la  Verità  possa  risiedere  da  più  parti,  come se  ognuno  tra  due  contendenti  ne  possedesse  uno  spicchio,    per  cui  si   finirebbe  sempre  per  non  poter  distinguere   mai  tra  una  vittima  ed  il suo  carnefice.  Sono  sempre  stato più  che  convinto  che  la   Verità  è,  e  deve  rimanere,  sempre  una!    Spero  che  con  questi  scritti  si  sia  compreso il  tentativo di  aver  offerto  uno  strumento  idoneo  a  capire   alcuni  fenomeni,   forse,   a  volte  troppo  sottovalutati.  Il  Cortez  non  era  un  assassino  e  gli  Indios  non  erano  tutti  santi,   come,  spesso,  romanticamente  li  si  dipinge.  Erano  crudelissimi,  conoscevano  la  guerra  e  praticavano  sacrifici  umani,   anche  collettivi,  dove  il  sangue  scorreva  a  fiumi  (anche  se  questo  non  significa  che  un  altro  popolo  si  possa  permettere  il  lusso  di  interferire  negli  usi  e  nelle  tradizioni   di  un  altro,  usando  la  guerra  come  strumento o,  peggio,  come  pretesto,  per risolvere   certe questioni...).  No,  la  realtà  era  un'altra:  ondate  di  poverissima gente  proveniente  dall'Europa  aveva   bisogno di  aria  nuova  per   uscire  da  un  mondo  ideologicamente  soffocante  e  dalla  loro  miseria  materiale.  Le  popolazioni  provenienti  dall'Inghilterra,  riuscirono  a  creare,  per  alcuni  versi,  una  confederazione  diversa  da  quella  esistente  nella  patria  di  origine  (attraverso  guerre  di  ribellione   contro  chi  credeva  di poter  ristabilire,  negli  attuali  USA, la  stessa  situazione  di  tipo  feudale  presente  in  Europa,  laddove  proprio  da  quella  situazioni  la  maggioranza   di  quella  gente era  fuggita!).  Indicativo  era  il  sogno  di molti  dei coloni  anglosassoni,  passato  alla   Storia  in  un  celebre  motto,  di  trovare  un  po'  di  pace  "...là  in  quella   casa,  sulle  colline  della  Virginia...");  per  quanto  riguarda  le  vicende  degli  iberici,  le  cose  andarono  diversamente,  in  quanto  non  riuscirono  nemmeno  a  costituire  nuovi  Stati...  fondati  sulla  felicità  né,  tantomeno,  sulla  libertà.   Ma  la  spiegazione  sarebbe  troppo  lunga  affrontarla  qui.....  Il  mio  scopo   era   tutto  nel  dire  che  non  ai  primi  che  arrivarono  nelle  Americhe   è  imputabile  il  masacro  della  civiltà  Amerinda...  bensì  da  quelli  che  vennero  in  seguito...  gli  amministratori  successivi...  non  più  in  cerca  di  un  moderato  e  sacrosanto  benessere,  bensì  di  potere  e  ricchezze  smodati  e  che,  distrussero  cancellandone  quasi  ogni  traccia,  una  civiltà!   Spero  che  mi  riconosciate,  qui,  almeno  il  merito di  avervi  fatto  viaggiare  rimbalzando  dall'America  alla   Spagna,  fino  ai Romani,  ai  cristiani  ed  agli  islamici ...  per  ritornare  negli  USA  (anche  sulle  note  di  una   bella  canzone)  tutto  con  un  solo  filo  conduttore,  tagliente  e  discutibile  ma  pursempre  uno  strumento  (che,  fra  l'altro,  nell'articolo  era  persino  assente)...   la  spada!

     SALUDOS 

    Nelle  foto  qui  aggiunte, in coda al testo,  tra le altre,  qualche  mappa  per capire un po' la distribuzione sul territorio  degli indiani.

    8/29/2006

    PRAVDA - Il comic dei '60 che anticipò i '70 (ed altre storie...)

     
    PRAVDA!
     
     
    LA  RICERCA  CONTINUA...
     
     

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    Programma  di  una notte  di  fine  estate:
     
     
     
    PRAVDA, l'introvabile ed  antesignano  comic erotico degli  anni  '60  che  anticipò  tutta  la  grafica  degli  anni  a  venire.   Di  Guy  Peellaert,  autore  belga  che,  per  i  fumetti,  creò anche  "Jodelle"  e  che,  inoltre,  terminò  la  sua  carriera  come  illustratore  di  copertine  Rock  e  del,   forse,  più  famoso  e  patinato  libro  illustrato  su  quello  stesso  genere  musicale:  "Rock Dreams"  (lavorando  su  foto,  tecnica  strabusata  negli  anni  a  venire).
     
    (Altri  particolari  nel  relativo  album  di  foto,  comprendente  anche  alcune  illustrazioni  estratte  dal  libro "Rock Dreams");
     
     
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    TOROS...  vogliamo  vederci  più  chiaro?!  Insomma,  la  Corrida sarebbe uno  spettacolo  da  abolire?!  (Album fotografico completato)...
     
     
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    MOEBIUS,  una  delle  sue  storie  più  belle  dal  punto  di  vista  grafico: "THE LONG TOMORROW"  (album-fotografico  di  tutta  la  storia  di  erotismo  spaziale);
     
     

     

     
      
    FESTA  DEL  FUOCO,  una  tradizione  popolare  dalle  connotazioni  quasi  Dark  (foto dell'avvenimento,  nell'album-foto,  scattate in  un  paesino  della  Spagna dal  Gangaceiro.  Si...  fra   fuochi  e  fiamme  per  voi!)
     
     

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    E  POI...  SI  PARTE  PER  IL  TIBET!!!
     
                                                                                                                       

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     A  presto...
     
     
     G
     
     
     
     HO  AGGIORNATO IL  BLOG  SU VENIX   e   Completato 
    l'ultimo  album  fotografico "Il   lungo domani"

    7/7/2006

    UN TEPPISTA

     

    Confessioni  di  un  malandrino

     

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     Non  a tutti è dato cantare,
     e non tutti possono cadere come una mela
     sui piedi  altrui.
     Questa è la più grande confessione,
     che mai teppista possa rivelarvi.


     Io porto a bella posta la testa spettinata,
     lume a petrolio sopra le mie spalle.
     Mi piace illuminare nelle tenebre
     l’autunno spoglio delle vostre anime.
     E mi piace quando una sassaiola di insulti
     mi vola contro, come grandine di rutilante bufera,
     solo allora, dei capelli miei, la bolla
    tremula  stringo più forte tra le mani.

     È così dolce allora ricordare:
     lo stagno erboso e il suono rauco dell’ontano;
     che da qualche parte vivono per me 
    un padre ed una madre,
       che non sanno di avere 
    un figlio che compone versi
     

     o, forse e  meglio, che di  tutti i miei versi se ne infischiano;  
     e che a loro son  caro come  carne  e  campo,
     che morbido rende il verde grano a primavera.

     Con le loro forcole verrebbero a  infilzarvi 
     per ogni vostro grido pensato contro  me.


     Miei poveri, poveri  vecchi genitori contadini!
     voi, di sicuro, siete diventati brutti,
     e temete  ancora  Dio e le viscere delle paludi.
     Oh… almeno se poteste comprendere,
     che, in Russia,  vostro figlio
    è  il  più grande tra i poeti!
     Non vi si raggelava il cuore per lui,
     quando nelle  pozzanghere  autunnali
     
     immergeva le gambe nude?!

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     Ora egli porta scarpe di vernice  un cilindro nero
     ma vive ancora in lui  la bramosia  e  il  brio
     del  monello di campagna.
     Ad ogni mucca sull’insegna di macelleria,
     da lontano, fa un inchino
     e incontrando i cocchieri in piazza,
     ricorda l’odore del letame dei campi  dov’è  nato,
     ancora  pronto ad  appendersi  alla  coda  d’ogni  cavallo,
     come fosse  uno   strascico  nuziale.


     Amo la patria!
     la patria molto amo,
     nonostante  la sua tristezza di rugginoso salice.
     Adoro  gli  infangati  grugni  dei  maiali
     e, nel silenzio della notte, la  voce limpida dei  rospi.
     Sono teneramente malato di infanzia  e  di  ricordi,
     sogno le nebbie e l’umido d’aprile delle  vecchie  sere,

    dove come per scaldarsi  alle  fiamme del tramonto
     s’accoccolava  il nostro  acero  verdastro.
     Ah… salendo sui suoi  rami  quante uova
     ho  rubato  nei  nidi   alle cornacchie! 
     È la  stessa  d’un tempo  la   sua  verde cima?!
     ed  è sempre forte la sua corteccia come prima?

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     E tu?!  mio  amato,  mio fedele vecchio cane pezzato!
     che il  tempo  ha reso rauco e cieco
     e vai per il cortile  la coda penzolante  trascinando
     e non senti più a fiuto dove sono portone e stalla,
     attraversando ignaro  le  porte  dei  granai.
     O come mi è cara quella birichinata,
    quando si rubava una crosta di pane  alla  mamma,
     e a turno la mordevamo senza  disgusto alcuno.


     Io sono sempre lo stesso.
     Con lo stesso cuore.
     Simili a fiordalisi nella segale fioriscono gli occhi nel viso.
     Srotolando stuoie  d’oro, in versi,
     vorrei dirvi qualcosa di tenero e diverso!

     Buona notte!
     A voi tutti buona notte!
     Più non tintinna nell’erba la  falce dell’aurora…
     Oggi avrei una gran voglia di  urlare  ed  orinare
     dalla mia  finestra  sul  gran  disco  della  luna!
     là nella luce blu,  una luce così blu,
     là  dove  anche  morire  non  dispiace.
     

     Non m’importa, se del cinico ho l’aria
     che  al  sedere  si è appeso una  lanterna!
     Mio buon vecchio e  sfinito Pegaso,
     davvero  il tuo trotto morbido  m’occorre  oggi?
     Io sono venuto come un maestro severo,
     solo a celebrare  e  cantare  i  topi.

     Come un agosto,  come una  tempesta,  dal  mio  capo scivola  il  vino  folle  delle  chiome,
     e voglio essere una vela gialla,  come  una  vela  gialla 
      che  naviga  v
    erso  il  paese  in cui  

     tutti  e  nessuno ci perdiamo.

     

     

    Foto: Eisenin (si legge Yessenin) ed Isodora Duncan - Eisenin diciassettenne - Il Kremlino - Eisenin in giacca e cravatta

    6/27/2006

    LA FORZA DEI BAMBINI

     GUARDATELI GLI ALBUM 
     FOTOGRAFICI... 
     CHE SONO  BELLI...  E  C'È  DA 
     SBIZZARRIRSI!

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    "G"
     
     
    Questo è uno spazio autopromozionale  e,  quasi  sicuramente,  verrà  annullato. Per cui  vi  pregherei  di  lasciare  eventuali  commenti  o   messaggi  nel  blog  dedicato  a  VENEZIA,  o  in  qualsiasi  altro  spazio  più  sotto.  Grazie...  
     
     Eh eh eh...  vedo  che  non  avete 
     proprio resistito  a  commentare  qui!  Beh...  per  stavolta  non  fa  niente, 
     la  prossima  volta...  sparo! 
     
     Ne  approfitto  per  caldeggiarvi  un  racconto 
     erotico,  in  due  parti,  presente  nel  mio  libro 
     delle  visite: "a (guest) book  of  dreams".  Molto 
     sui generis il  mio libretto  delle  visite... 
     VISITATELO! 
    5/22/2006

    PHOENIX - VENIX...

     
    QUESTO   SARÀ  L'OGGETTO  DEL  MIO  PROSSIMO  ALBUM  FOTOGRAFICO 
     
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     VENIX !!!
     
    "Venezia  non è  una  città...  è  un'idea!"
     
     
    Cuban  Sunrise   in  un  commento  qui sotto scrive:  "Venezia  è  un  miraggio!".  Ed   allora,  ancora  un  passo  più  in  là,  io,  aggiugo:  "Si, Venezia  è  un'allucinazione!"....
     
     
    SALUDOS 
     
    Gangaceiro 
     
     
    8-9-2006 (aggiornamento)
     
    Un regalo per un amico 

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     (ulteriore immagine di uno dei più grandi artisti della nostra epoca. Si, il fumetto siede, oramai,  senza complessi  ed  a pieno diritto, allo stesso tavolo  di tutte le altre forme di espressione denominate "Arti maggiori"!)

     

    Franz è veneziano  e  si  complimentava  per l'album  fotografico  abinato a questo  breve  articolo,  specialmente  per  i  disegni  di  cui,  qui  sopra,  ora  ne  ho  appena  pubblicato  uno con l'aggiornamento.  Tuttavia  il  suo  commento,  abbastanza  lungo,  si  presta  onde  prendere  spunto  per  illustrare  alcune  cose,  anche  a  carattere  generale,  sul  mio  msn  space. Vado  per  punti:

     la  questione  dell'album   fotografico  "sulla  guerra"  ha  una  sua  funzionalità  per  un  discorso  che,  in  futuro,  vorrò  fare  da  queste  pagine  per  cui,  per  adesso,  non  do  altre  spiegazioni  sul  tema.

    La  qualità  dei  disegni  di  Moebius,  sul  msn,  è  quella che  è:  nel  senso  che  anche  a  non  volerlo,  non  si  possono  inserire foto in  un  formato  di  qualità  elevata,  perché  msn  alleggerisce,  automaticamente,  il  peso  delle  foto.  Quindi  mi  dispiaccio  con  Franz,  (e con  chiunque  altri  volesse avere  immagini  qualitativamente migliori)  di  non  poter  inserire  servizi  a  più  alta  risoluzione.

    Preciso  che  nei  miei  album  fotografici,   spesso,  non  è  la  foto  che  conta  (meglio  dire: non è solo  la  fotografia a  contare)  ma  l'insieme  delle  immagini che,   sovente,  costituiscono delle  vere  e  proprie  storie  da  me imbastite  per  dare   solo  un'idea,  un  sapore,  dell'argomento  trattato.

    Ultimo  ma  non meno  importante...   ci  tengo  a  spiegare  che,  secondo  il  filo  del  discorso  fin  qui  seguito,   ho  preferito  non essere  tecnico  con  i  miei  lettori,  omettendo  di  dire  che  a  Venezia  (per  i  veneziani)  non  esiste  solo  un  modo  per  dire  "Piazza".  Comunque  ecco  una  buona  occasione   per  arricchirsi  anche  culturalmente:   quello  che dal  resto  degli  italiani  (ma  anche  dagli  stranieri)   viene  chiamato  genericamente  piazza , a  Venezia,  subisce  un'ulteriore  ripartizione.  Esistono i  "Campi " ed  i  "Campielli":  le  prime  sono  da  definirsi  piazze  minori  fornite,  però,  almeno  di  una  chiesa  o  di  un  campanile  (o  tutti  e  due),  mentre  i  campielli  sono  dei  rientri  dove confluiscono  solo  case.  Insomma,  nell'album  fotografico  non  potevo utilizzare  la  suddivisione  tecnico-specialistica  degli  abitanti  di  Venezia  e  dovevo,  per  forza,  usare  il  termine  più  sintetico:  piazze...  appunto...  dove  San  Marco  rimane  la  piazza  più  bella  e  famosa  per  antonomasia...  ma  non  l'unica!

    Ciò  detto,  ringrazio  Franz  per  avermi  permesso  di  ampliare  il  tema  specifico  su  "VENIX"  e  di   rappresentare  alcuni concetti  generali  relativi   al  mio  spazio  Messenger.  Concludo  con  una  frase  (mia,  mettendo  da  parte  la  modestia  per  un  po'),  forse  un  po'  criptica,  messa  così  e  senza  null'altro  aggiungere,  ma  eloquente  e  che  ribadisce  il  contenuto  del  mio ringraziamento  non  fasullo  per  un  amico:  "La  dialettica  è  la  base di  tutti  gli  investigatori...  senza  di  essa  non  si  scopre  nulla,  senza  di  essa...  essi  non  scoprono  mai  nulla!"...  Ciao  a  tutti.  

     

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    4/14/2006

    LA LEGGE DELLA TEPPAGLIA - Un altro gioco

    4/5/2006

    GIOCHI DI DIFFICOLTÀ  DEL  2º  LIVELLO 

    (L'evoluzione della  specie)

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    Hey...   ragazzi,  a  proposito  di  giochi e  di  evoluzione...  Reborio  ha  pubblicato  un  suo  cruciverbone... vediamo  se  siete  all'altezza  >>>>>>>>  da  questa  parte  prego! >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    http://www.reborio.altervista.org/cruciverba.html

     

    Inoltre  Boodah  ha  proposto  un  paio  di  interessantissimi  giochi  (il più  interessante  di  logica  spaziale:  spulciate che lo trovate subito. Ma  no...  ma  no!  quello  non  lo  risolverete  proprio;  non  ce  la  farete  mai...   ci  vuole  troppa...  ingenuità... Ma  ce  l'avete  o  no?   Vediamo...

    Boodah: http://spaces.msn.com/memphisss/

     

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    14/4/2006

    ALICE  NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE - GAME

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    UN  GIOCO DA NON PERDERE:  CORRETE A QUESTO LINK  http://spaces.msn.com/feffe84/ E  CERCATE DI DARE UNA RISPOSTA AL GIOCO  CHE  FEDERICA  ED  IO  ABBIAMO  PENSATO  (NON È  IMPORTANTE  INDOVINARE,  BASTA  PROVARE  E  SI  PUÒ DIRE QUALSIASI COSA CHE PASSI  PER  LA MENTE,  ANCHE  SE  QUALCUNO  AVESSE  GIÀ  INDOVINATO...)!

    DOMANDA: PERCHÉ  QUESTO  BLOG DOVREBBE  CHIAMARSI  LA  LEGGE  DELLA  TEPPAGLIA?  RISPOSTA:  PERCHÉ  ANCHE  IL  SOLO TENTARE  DI  DARE UNA  RISPOSTA  AL QUIZ  SIGNIFICHEREBBE  AVERE:

    1)  VOGLIA  DI  "GIOCARE"; 

    2VOGLIA  DI  SAPERNE  DI  PIÙ  SU  TUTTO; 

    3)  VOGLIA  DI  NON  RISPONDERE  SEMPRE AI  SOLITI  TEST  FUTILI; 

     4)  VOGLIA  DI  NON  ESSERE  BANALI;  

     5)  VOGLIA  DI  INCURIOSIRSI.... ; 

     6)  VOGLIA   DI  PENSARE; 

     7)  PERCHÉ SI  PUÒ  DIMOSTRARE CHE  C'È  GENTE INTELLIGENTE CHE NON  SI  PIEGHERÀ  MAI  ALLA  LEGGE  DELLA  TEPPAGLIA,  QUELLA  CHE  VOGLIONO  IMPORCI; ANCHE  SBAGLIANDO, ANCHE  SENZA  RIUSCIRE  A  DARE  UNA  SOLUZIONE, SI PROVERÀ  CHE CERCANDO  LE  COSE  DIFFICILI,  IMPENSABILI, SI  POSSIEDERÀ  UN  AUTENTICO SPIRITO  DA  SURVIVOR...  OLTRE  LE  MODE! 

     8)  VOGLIA...  E  BASTA! 

    Ma  di  che  si  tratta?  È presto  detto!

    Il  racconto  di  ALICE  NEL  PAESE  DELLE  MERAVIGLIE,   non  era  solo  un  bel  racconto  di  fantasia  ma,  poiché  scritto  con  il  contributo  di  matematici,  contiene  anche  divertenti problemi  da  risolvere.  Quel  libro,  al  di  là  di  fantasiose  immagini,   è  un  punto  d'incontro,   un  crocevia  tra immaginazione,  filosofia  e  matematica. Altre  spiegazioni  le  troverete  nel  Blog  di  Federica,  una simpaticissima ragazza che,  senza  saperlo,  è  sempre  alla  ricerca  di  nuovi spunti  interessanti.  E  guardate che simpatia...  (qui  sotto!)...

     

     

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    (http://spaces.msn.com/feffe84/)

     

     PS

    Se  non si  fosse  ancora  capito...  per  legge  della  teppaglia  intendo  la  legge  di  chi  non  pensa  autonomamente...  di  chi  è  massificato!  NON...  DELUDETEMI  ED  ACCETTATE  LA  SFIDA!

     

    HO  TROVATO! 

    (ALMENO  CREDO  DI  ESSERE  VICINO  ALLA  SOLUZIONE  DEL  NUOVO  INDOVINELLO LOGICO-MATEMATICO (?)  RILANCIATO  DA  "CELESTIAL  DREAM"  IN  UN  COMMENTO  QUI  SOTTO)! 

     

    PERÒ  DIABOLICA  LA  TIPETTA...  ÈH! 

     

      (Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii......   ho  indovinatooooooo!)

     

    ...eh eh eh!

    SALUDOS 

     

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    Ragazzi...   sono  fiero!   vuoi  vedere  che  l'Italia è  piena  di  persone intelligenti  più  di  quelle  che  si  poteva  pensare...   e  che  è  solo  una  questione  che  queste  persone  vadano nei  punti  giusti?  (Beh...  un'altra  volta  vi  spiego!)...

    Comunque,,  come  avete  visto,  dal  gioco  di  Federica  ne  è  uscito  un  altro  (a  questo  link: http://spaces.msn.com/6VioletSky6/)  e  poi  da  questo,  un  ottimo  blogghista  (fra  l'altro,  figlio  di  una  enigmista),  ne  ha  tirato  fuori  un  altro!  Vi  consiglio  di  andare  a  vedere  anche  questo(http://spaces.msn.com/gnometra/)

     

    EVVAIII...  HO  SBANCATO  ANCHE  IL  GIOCO  DI  GNOMETRA...  YUUU  HU!!!

    E,  GIÀ  CHE  CI  SIETE,  CORRETE  A  RISPONDERE  ANCHE   AL  GIOCO  DI  REBORIO  linkando  su: 

    http://spaces.msn.com/reborio/

     

    Si...   via  via...  viiiia,  vieni  via  con  me, via dalla  legge  della.........

     

     

     

     

    4/8/2006

    GESÙ NON ERA DEL CAPRICORNO! - ARIES - [e = (a) mc2]

     

     
    QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO  ALBUM FOTOGRAFICO

     

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     When The Warlike March
     Become Jesus
     
     
     
    Onestamente,  non  credo  che  il  segno zodiacale  dell'Ariete  abbia  bisogno  di  essere  difeso  da  nessuno (con  tutte  le  forze  primordiali  che  si  porta  dentro!)  ma  chiarire  alcuni  aspetti  falsi  che,  come  un  alone  di  leggenda  negativa,  da   troppo  tempo circolano  su  di   esso  mi  sembra,  quasi,  doveroso.  State  a  sentire!
     
    Non ho mai letto i libri di narrativa  dell'affermata  scrittrice  Lisa  Morpurgo  ma  i  suoi  testi e  trattati  dialettici  sullo  studio  dell'astrologia  si!  ed  anche  molto  bene...
     
    Dovendo  dare  atto  alla  signora  che,  con  il suo  lavoro,  ha  contribuito,  notevolmente,  a  sfrondare  di tutto  il  ciarpame  pseudo-esoterico e  la  ciarlataneria  che  abitualmente  circondava  questa  materia...  ed  averle  ridato,  quasi,  dignità  di  scienza, riavvicinandola all'astronomia:  per  esempio  per  aver  saputo  far  intendere  il  vero  significato  delle  12  case -  prima  di  lei  un vero  enigma - e  come  esse  vadano  realmente  interpretate negli  oroscopi  (a  titolo  esemplificativo,   per  gli  scettici,  ricorderò  che  l'astronomia  nacque in  conseguenza dell'osservazione  del  cielo da  parte degli  astrologi  - i  primi  furono  i  Caldei -  e  che grandissimi  fisici  moderni,  come  Einstein,  per  dirne  uno,  compilavano essi  stessi carte  astrali  del  cielo  e  credevano  nell'astrologia).
     
    Inoltre,  a  suo  grandissimo  merito,  c'è  da riconoscere  che,  attraverso  l'intuizione  del  sistema  dei  presunti pianeti  X,  Y  - il  grande  principio   femminile  ed  il  grande  principio  maschile -   la  Morpurgo,  sia  quasi  riuscita  a  dimostrare  quello  che  molti  scienziati  prima appena sospettavano:  l'esistenza  di  altri  2  pianeti  nel  nostro  sistema  solare, al  di  là  dell'orbita  di   Plutone...).  Insomma,  l'astrologia  che  precede  le  scoperte  astronomiche...  chiaro?
     
    Tuttavia,  per  il  fatto  che  Lisa  Morpurgo,  possa  essere  considerata  oggi  una  delle  più  grandi  astrologhe  del   nostro  tempo  non  è  detto  che  la  sua  opera  non presti  il  fianco a grandi  critiche.
     
    Profondamente  anti-maschilista,  ha attribuito,  neanche troppo  implicitamente, all'esistenza  dell'Ariete  
    (mi  sembra  e  se  non  ricordo  male,  l'unico  segno  zodiacale  con  una  strepitosa  tripletta  di  pianeti  tutti  al  maschile:  Marte,  Sole,  Plutone),  ogni  responsabilità  dei  mali  del  mondo: come  le  guerre ed  in  particolare  delle  pessime  condizioni  della  donna  nella  società  nelle  varie  epoche  storiche...
     

     

     
    Insomma,  per  la  scrittrice  astrologa,  l'Ariete  sarebbe  il  nemico  numero  uno  delle  donne  e  dell'umanità  (ha  gli  occhi  iniettati  di  sangue,  quando  appena  sente  pronunciare  quel  nome. Confrontare  le  sue  opere:  dal  "Convitato  di  Pietra"  alle  "Lezioni  di  Astrologia)!  Spesso  associa  al  segno  ed  ai  suoi  pianeti  maschili,  l'epiteto  di  "minchione...  minchioni"  e  simili.

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    Posto  che  nelle  sue  descrizioni, tra  l'altro interessantissime  per  tutti  gli  altri  segni  e  "case",  tralascia  di  elencare,  nell'applicazione  pratica  della  materia,  la  straordinaria  famiglia  degli  Arieti,  che ha  personaggi  così  espliciti  da  far  pensare  che  essi  tutto  siano  meno  che  dei  minchioni.  Chi  potrà  negare,  infatti,   considerando lo  spettacolare  nucleo  dei  maledetti:  Van Gog Baudelaire,  Verlaine  (persone  così  straordinariamente  affascinanti,  innovative, poetiche, contundenti, sofferte...)  che  gli  arieti  siano  tutto  meno  che  dei  minchioni?
     
    Si  potrebbe  continuare  con  moderni geni matematici, come  Von  Braun,  o  antichi  ed  omniscenti  come  Leonardo  da  Vinci  (sul  quale  si  è  tentato  persino  di  inventare  teorie  a  tavolino  per  fare  in  modo  di  sottrarlo  a  quel  segno:  adducendo  per  esempio,  che  il  percorso  calendariale  doveva essere  riveduto;  che,  a  causa  dell'oscillazione  dell'asse  terrestre nel  tempo e  del  relativo  spostamento  delle  costellazioni  rispetto  ad  esso,  il   15  aprile dell'anno  di  nascita  di  Leonardo  sarebbe  caduto  nel  Toro!  dimenticandosi,  invece,  che  l'artista  scienziato  era  semplicemente  nato  in  primavera,  intorno  al  23º - 26º grado  del  segno  e  basta.  E  gli  antichi, con  società  fondamentalmente basate  sull'agricoltura  e  sui  raccolti,  quindi  attenti  osservatori  della  naturalistica  scansione  del  tempo  e  delle  stagioni,  difficilmente  si  sbagliavano  o  dicevano  una  cosa  per  un'altra...  al  di  là  della  ricostruzione  a  ritroso dei  calendari  erronei!  Isomma, che  lo  sappiano  tutti: un  carattere  interessato  a  tutto,  che  voleva essere  in  cento  posti  e  in  cento  cose contemporaneamente,  con mille  progetti  per  la  testa,  non  poteva  che  essere  che  dell'Ariete),  per  cominciare  a  pensare  che  quanto  circola  oggi  intorno  al  primo  segno  di  primavera  sia  mera  mistificazione. 
     
    Quello  che l'approccio  della  Morpurgo  ha  generato nei  moderni  astrologi  (gli  antichi  non  la  vedevano   certo  così...),  e  che  è  il  punto e  sintesi  della  questione,  è  questo:  l'Ariete  sarebbe  profondamente  insicuro,  per  cui  diverrebbe  violento e  distruttivo. 
     
    Certo,   una  macchina  da  guerra  come  la  sua,  può  fare impressione:  il  suo  pianeta  guida  principale,  Marte,  era  spesso  immaginato e  raffigurato  su  di  un  cocchio in  fiamme  preceduto  e  seguito  da  i suoi  due terribili alleati:  fobia  ed  istinto  bellico  (Fobos  e  Bellona,  i  due  satelliti  del  pianeta);  il  Sole,  che  è  l'astro  dei  suoi  10  gradi  centrali,  induce  a  pensare ad  un'energia  bruciante  ed  inesauribile  e  Plutone,  che  fa  parte  della  famiglia,  condisce  il  tutto  con  insospettabili  e  misteriose  forze  occulte.  Pure la  macchina  sfonda  porte  e  mura  di  città  che  tutti  conoscono,  più  le  varie  terminologie   utilizzate  sia  nel  linguaggio  della  Fisica che  in  guerra:  tipo  "il  colpo  d'ariete"  ed  altre,  fanno  pensare  ad  un  qualcosa  di  ostile  ad  un  vivere  sociale  tranquillo e  pacifico.   Ma  considerando  che  l'astrologia  non  è  lo  strumento  per  catalogare  i  buoni  o  i  cattivi,  bensì  uno  strumento  di  conoscenza, si  deve  dedurre  che  il  segno  stia  a  raffigurare  semplicemente  un  aspetto  della  vita:  l' energia !
     
    Casomai,  il  non  arrendersi  mai è,  la  nota che  li caratterizza:  cadono  sempre  gli  arieti  ma,  con  spirito  commovente,  a  causa  della  loro  infaticabile  vitalità,  si  rialzano  sempre  con  più  ottimismo  di  prima.  Sempre!   
     
    Infatti,  come  suggerisce  il  titolo  dato  a  questo  articolo  ed  a  causa  della  circostanza  che  il  Sole   si  esalti  in  Ariete  (ogni  elemento  astronomico  usato  in  astrologia  trova  nei  vari  segni,  il  suo  domicilio,  la  sua  caduta  o,  appunto,  la  sua  esaltazione  come  nel  nostro  discorso), sarebbe  il  caso  di  dire,  invece,  che  chi  abbia  nei  primi  30  gradi  dello  zodiaco  il  Sole -  che  equivale  ad  essere  degli  Ariete - subisca  un  potenziamento  energetico  per  i  proprii  interessi; tutto  ciò  che  farà  sarà  esaltato  e  maggiorato:  come  se  avesse  un  turbo  dentro  sé  che  guida  ciecamente  ad  una  esplosione  creativa.  Basterà  avere  una  propensione  alla  musica ed  un  Sole  in  Ariete  (J.S.  Bach,  Hendel,  Angus  Yung...  degli AC/DC)  per  far  esprimere  una  personalità  musicale  al  meglio;  o  per  la  poesia,  l'arte  (Raffaelloper  es.),  o  la  scienza (come  già  si  è  avuto  modo  di  illustrare  in  apertura),  persino le  strategie  del  Dongiovanni  si  esaltano in  questo  segno  (G. Casanova)Dunque:   a : e = mc2 : x,  questa  semplicemente  dovrebbe  essere la  proporzione  corretta  (dove "a"  sta  per  ariete).  Lo  aveva  capito  bene,  Paul  Mc Cartney  dei  Beatles,  quando  pubblicò  il  suo  primo  album  solistico:  "Ram On!",  dedicato  alle  potenzialità  ed  all'incontenibile  energia  del  segno!
     
    Ma  la  spada tipo  Highlanders,  riportata  nella  foto  qui  sotto,  sta  ad  introdurre  un  altro  concetto...  un  altro  errore  storico-astrologico,  riguardante  l'Ariete:  vediamo  se  sono  capace  di  incuriosirvi...  e  guardate  la  foto  di  questo  disco qui  sotto!
     

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    Si  tratta di  "Jesus  Was A Capricorn"  di  Kris  Kristofferson  (notare il  collegamento  tra  il  Gesù  del  titolo  dell'album  e  del  cognome  dell'artista),  musicista  americano  il  quale,  tra  i  tanti  significati  da  attribuire  al  prorprio  lavoro,   pare  abbia  voluto  indicare  che  nessuno  sfugge alla  legge  del   destino,  che  vuole che  chiunque  abbia  visto  la  luce  sulla  Terra  appartenga  ad  una  costellazione  astrale:  anche il   figlio  di  Dio  aveva un  segno,  come  tutti  gli  uomini! 
     
    Bene,  l'errore  (che  non  è  certo  del  solo Kristofferson) sta  proprio  in  questo: alcuni   studi recenti  hanno  osservato  che:  poiché  la  stella  cometa,  dei  presepi  odierni,  sta  ad  indicare  che  il  Nazzareno  fu  annunciato  e preceduto  da  un  fenomeno  astronomico (senza  dubbio  un  pianeta,  o  più  pianeti in una particolare  posizione  del  cielo),  e  che  i  Magi d'Oriente  della  tradizione  altri  non  erano  che  i discendenti  della  tradizione   astrologica  dei  Caldei,  che  avevano  seguito l'evento  planetario per  capire  dove  e  quando questo  futuro  grande  personaggio  sarebbe  nato, era  possibile  attribuire  alla  nascita  del  Cristo  una  data  certa.  Dopo  aver  provato  e   riprovato  con assoluto  metodo  scientifico-critico,   gli  studiosi  sono  riusciti  a  stabilire  che  Gesù  nacque,  con  scarsissima  possibilità  d'errore,  in  un  periodo  che  va  dalla  fine del  mese di  Marzo ai  primi  20  giorni  del  mese  di  Aprile  e  che  quindi  non  era  un  Capricorno,  bensì  un  Ariete...
     
    Sconcertante  colpo  basso,   per  quanti  hanno  sempre  considerato  il  segno  dell'Ariete come  il  segno  degli  idioti  e  degli  inutili,  questo! 
     
    Del  resto  il  padre  di  tutte  le  rivoluzioni  (detto  di  passo:avete  mai  fatto  caso  che alcune  accuse,  ai  proprii   rivali,  provenienti  da  un'odierna  parte  politica  vertano  contro tutti  quelli  che  non  la  pensano  come  loro,  con  accuse   tipo:  "I  catto-comunisti" - tra  l'altro,  ironia  della  sorte,  i  due  sostantivi unificati  rappresentano  le  due  componenti originarie  e  creatrici  dell'attuale  nostra  Carta Costituzionale...  cattolici  e  comunisti...  nella  quale  pare  proprio  che,  la  suddetta  parte  politica,  non  voglia  riconoscersi...),  colui  che ha  compiuto  un'opera  di  cambiamento  dell'Umanità così  straordinaria,  non  poteva  essere  che  un  soggetto munito  di una forza  di  fuoco  impressionante...   o,  sennò che  era  Dio...  ah!
     

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    Ah ah ah...  Lisa... la  vedi  la  spada?  lo  vedi  il glifo (il simbolo) rovesciato  del  segno zodiacale  dell'Ariete  nella  foto....  raddrizzalo  un  po'  e  vedrai  spuntare  una  croce...
    Yes,  il  bellicoso  Marte  si  trasforma  in  Gesù  e  l'agnello  sacrificale  (da  sempre offerto  agli  dei)  ritorna al  mondo.  E  a  pensare  che,  proprio   in  questi  giorni,  stiamo festeggiando  il  suo  compleanno!  
     
     
    3/29/2006

    CACCIA D'ALTURA - (Falconeria d'amore)

     
     
    QUESTO  SARÀ   L'OGGETTO  DEL  MIO  PROSSIMO  ALBUM  FOTOGRAFICO

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     El juego de Amor  es  "caza  altanera"
     entre  halcon  y  gaza  guerrera...
    (Márquez)
      
    Essendo la  Falconeria una  caccia su animali  che  si  muovono  sia  al  suolo  che  in altura, essa  si  effettua, prioritariamente ma  non  esclusivamente,  con  uccelli  di 
    due specie:  il  falco  pellegrino  per  le  alte  quote,  e  l'astore  per quelle più basse.
     
    Naturalmente  stiamo  parlando  dei  predatori  per  cui,  nella  caccia oggetto  del  nostro  interesse  non  si  deve  pensare solo  alla  ristretta  famiglia  dei falchi,  bensì,  al più  vasto genere  dei  rapaci  di  ogni  tipo,  compresi  gli  uccelli  notturni.  
     
    Poiché  la   falconeria  è  sempre  stato  uno   "sport"  per  ricchi anzi, diciamo, per nobili (qualcuno  pensava,  in  tempi di fame, persino  che si  trattasse,  esclusivamente,  di  un  piacere da  Re),  essa è   una  di  quelle  attività  che  più  di  altre  viene  associata  all'Araldica: quasi si  può  dire  che non  esiste  famiglia  nobiliare  che  non  abbia  disegnato nel   blasone almeno  una  zampetta di  uno  dei  "polli"  di  cui  stiamo  parlando...  Inoltre  i   falconieri,  specialmente  quelli  attuali,  non  la  praticano  mai  per  procurarsi  cibo.  È  cosa  che  si  fa per  puro  e  semplice  diletto,  per  piacere,  diciamo...  per  gioco! 

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    Tutti  sanno  che  l'origine della  Falconeria  si  perde  nella notte  dei  tempi  e  che  nasce  nell'Asia  centrale  dalla  quale  si  è  introdotta  in  Europa  ed  in  Africa.  Gli   imperatori  Romani  la  praticavano  e  la  importarono  in  Spagna.  Gli  Arabi  ne  perfezionarono  la  tecnica: per  esempio,  creando  quel  tipico  cappuccio  che  spesso  copre  gli  occhi  dei  rapaci da  caccia  (la  ragione  dell'utilizzo  è  dovuta  al  fatto  che  gli  animali  pare  si  tranquillizzino  al  buio  e  questo  torna  utile  specialmente  negli  spostamenti  per  raggiungere  i  luoghi  operativi).  Dal  connubio  della  tradizione  araba  ed  europea  è  sorta  la  migliore  scuola  della  Falconeria,  al  di  là  di  quello  che  si possa opinare  sulla  giustezza di  questo  sport,  o  meno.
     
    Detto  questo  si  può  facilmente  intendere  che  nei  luoghi  dove  queste  due  culture  si  incontravano  usciva  il  meglio  della  caccia  a  volo:  la  Spagna e  ancor  più  nella  Sicilia  di  Federico  II  di  Svevia,  che  certamente  costituisce  il   sovrano  più  famoso  e  che  più  ha  mostrato  interesse  per  la  Falconeria (e  che  forse  più  ha  contribuito  a  generare  interesse  intorno  al  fenomeno). Il  Medioevo è  stato  il   periodo di  maggior  sviluppo  per questo tipo di caccia.
     
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    Contrariamente  a  quanto potrebbe  credersi,  per  via   dell'estinzione  di  parecchie  specie  di  volatili   predatori, 
    in  Italia  come  in  tutto  il  mondo  del  resto,  le  scuole  di  falconeria  sono  abbastanza  numerose  e  ben  floride,  nonostante  l'ostilità  dei  combattivissimi  naturalisti  (potenziali  falconieri...  ah ah ah!).

      

    Una  volta  fatto  questo  breve  escursus  sul  mondo  dei  cacciatori  che  si  servono  di  uccelli  per  cacciare  altri  animali:  piccoli  erbivori  come  lepri  conigli  e  simili, o  gli  stessi  altri  uccelli,  devo  segnalare  che  il  fascino  della  Falconeria  sta  in  quel  certo  non  sò  che  di  sensuale  che  essa  emana.  La  simbologia  è  evidente:  chi ha  appetito  e vuole  una  preda  si  innalza  dapprima  soavemente  poi  perlustra  dall'alto  la  situazione  e  una  volta  individuato  il  punto  debole  della  sua  vittima (logisticamente  parlando,  cioè  quando la vittima  è allo scoperto, s'intende!) gli si scaglia con violenza  contro, con uno spettacolare inseguimento: l'afferra 
    (la  presa)  e,  quindi,  letteralmente  si  appresta  a  divorare  il  cuore  della  sua  vittima  (o  comunque  iniziando  dal  ventre).  Lo  stato   mentale  del  cacciatore  che  controlla  il  territorio  e  nel  quale  ha  disseminato  tracce visibili  e  percepibili,  attraverso  l'estensione  del  volo  del  predatore  è  evidente.  Le  stridule  grida,  tipiche  dei  rapaci,  contribuiscono a creare quella certa  aria  di  tensione  intorno  al  fenomeno;  c'è  aria di  sangue intorno  ad  ogni  caccia  ma  qui  c'è odore  di  stiletti...  stiletti appuntiti  come  i  becchi  dei  rapaci.  Naturalmente  il  tutto  avviene, nei  cacciatori,  a  livello  inconscio.
     

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    Dicevo  prima  che  la Spagna  è  uno  dei  luoghi  dove  la  tradizione  falconiera   è   più  sentita  e  non  è  un  caso che  una  delle  frasi  più  indovinate  per  descrivere  il  volo  dei  rapaci  provenga  proprio  da  là: "Si  elevano  con  la  soavità  di  una  preghiera  per,  poi,  pesantemente, scendere  ed  abbattersi  con la rapidità  di una  maledizione!",  dicono  gli  iberici.
      

     
    Si  vede  che  dalla  Spagna el  espirtu  halconero  si  è  trasfuso  nei  paesi del Sud-america, i  quali  ne  hanno  colto  l'essenza  erotica  portando,  per  esempio,  lo  scrittore  Gabriel Garcia Márquez  ha  coniare  la  famosa  frase    qui  riportata  nel  titolo:  "La  caccia  d'amore  è  affare di  caccia d'altura,  è  cosa  tra  falconi  e  gazze  guerriere",  con  ciò  volendo  evidenziare  un  concetto  molto  sottile:  che la  Falconeria  è,  sì,  storia  di  Falconi  ma  anche  che, per un  suo  più  spettacolare  effetto,  necessita  di  una  collaboratrice   combattiva... 
     
    Anche  questa  volta  potrebbe  alzarsi  un  coro  di  proteste  da  parte  delle  rappresentanti  del  c.d.  gentil sesso:  "Ma  allora  si  vuole  dire  che  che  la  parte  femminile  del  gioco,  comunque  vada,  rappresenta  sempre  la  vittima...  anche  se  combatte  da  vera  gaza  guerrera?".  Risposta  "Si!".
     
    È  di  tutta  evidenza  che  la  facile  arrendevolezza  ha  poco  d'attraente  e  che  anche  le  più  spietate  guerriere  vogliono,  al  fine,  essere   prede  e  vittime.  Ma  poi  le  femmine,  nei  rapporti  duraturi,  perché  vorrebbero quasi sempre  comandare  loro (come  pare di  osservare  nella  realtà)?  È  chiaro:  la  vendetta  inconscia   per  non sentirsi   più  prede  e,  spesso,  c'è  aria  di  tradimento  quando  questo  avviene.  Conviene  allora al  falcone...  dare  prova, quando le  bambine  mostrano  le  unghiette...
     
     
     
    Aggiunte  foto  nell'album  dei  falchi...  presto  altro  aggiornamento...
      
     
     
     
    Spero che chiunque  dovesse vedere o riconoscere  immagini,  comunque  proprie,  capisca  che la  citazione  delle  fonti,  in  questo  caso,  è  superflua:  in  quanto  articoli  e  foto  pubblicati  contribuiscono  ad  esercitare  interesse e  curiosità  verso  i  fenomeni  rappresentati.  Si ricorda  anche  che il  detentore  di  questo msn space  non  percepisce  alcuna  utilità  pratica per  il  lavoro  svolto.  Non  vi  è  assolutamente un  fine  lucrativo.  Ugualmente,  se  i  detentori  dei  diritti  chiederanno  di  apporre  la  fonte, o  di  rimuovere  le  foto,  la  richiesta  verrà pacificamente  accolta.
    3/26/2006

    HO GIOCATO CON LA VITA

     
     QUESTA  VOLTA  HO  RISCHIATO  L'INFARTO...

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     ...credo proprio che non giocherò  più  per un  bel  pezzo!
     
     
    SI... LEI È LA VITA,
     
     parola di  
     
     
    "G"
     
     
     
     
    Heart Of A Lion

     
    Crashing  through  the  city  streets
    Caught in the glare of the midnight sun
    I've  got  wings  upon  my  feet
    But  locked  as  I  run

     

    Now  you're  just  a  breath  away
    From  knocking  me  senseless  to  the  ground
    No  escape  I   hear  you  say
    You're   never   safe  -  from   a

    Heart
    Heart  of  a  lion
    From  a  heart
    Heart  of  a  lion

    I  close  my  eyes  and  see  your  face
    Seems like I'm trapped within your spell
    Will  I  ever  win  this  race?
    You're  moving  in

    Hear  my  name  cried  from  the  sky
    There is a thrill that cuts the air
    In your hold - I know that I
    Will never find the love - from a

    Heart
    Heart of a lion
    Heart
    Heart of a lion

    All around I hear the sound
    Of  your  mighty  roar
    As  I  hear the  thunder
    You are calling out for more

    All around  I  hear  the  sound
    Of  your  mighty  roar
    As  I  hear the  thunder
    You  are  crying

    My  heart
    Of  a  lion
    My  heart
    Of  a  lion

    Cold  heart
    Heart  of  a  lion
    Your  heart



    3/12/2006

    SCACCO ALLA DAMA... DI CUORI! - (Un gioco on-line)

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     IS  THIS  MACHINE  WORKING????
     
     
     

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    Bene,  vi  ritengo troppo intelligenti  e  troppo  amanti  del  gioco  per non correre
    a rispondere  alla  domanda  proposta  da  "abc"; si  accetta  qualsiasi  risposta  ma  state  attenti  a  capire  bene:  c'è  un  blogger  abilissimo  (ack/4)...  che  non  le  butta  lì a  caso!  
    Questa  è  la  domanda  e  questo  è  il  gioco  che  troverete  all'indirizzo  qui 
    sotto  linkato: 
     
    "definite  a  parole  cos'è  l'amore". 
     
    (altre e più precise  spiegazioni le  troverete cliccando  qui  http://spaces.msn.com/ack4/).
     
     
     
     Ah... dimenticavo!  chi  sono  i  due Cangaceiros della  foto, a  giro per le  strade di  Rio (de Janeiro)?
    Quello alla  sinistra  di  chi  guarda,  con  il  pistolone  e  gli  occhialoni  da  sole, è l'autore del gioco, mentre  la  dolce  fanciulla sorridente  sulla sua  destra  è  l'androgina/no  del  pensiero...  colei che  si  fa  sedurre  da  qualsiasi  cosa  bella  ed intelligente... 
     
     
    Rispondo a DrHouse  e  all'altro blogger  che  hanno  commentato  il  post  nello spazio di  abc:  "Doctor,  la  risposta  è  libera  e  può  essere  anche  doppia...  e  insincera...  e  lunghissima...  Insomma:
    c'è  e  la  vedrai!"
     
    All'altro  commentatore  dirò: "Non si tratta  di  un  semplice  definire  'l'Amore',  come  altri  banalissimi  quiz;  questo  è  più  un  test  che  un  quiz!"...
     SALUDOS  DOC! ed  anche  a VNT89  e  tutti  gli  altri  che  ci  vorranno  onorare  con
     
    una  visita  al  blog di  abc,  al  quale  aggiungo: 
     
    CERTO  CHE  TI  STUPIRÒ!!! 
     
     
    STAY  TUNED  GUYZ...  E  CONTINUATE  A GIOCARE LA PARTITA  È  SEMPRE  APERTA!!!
      
     
    CIAO  A  TUTTI  CON  MOLTA  SIMPATIA...
     GANGACEIRO
     
     

    3/4/2006

    MAN's BEST FRIENDS

       
     QUESTO  SARÀ  L'OGGETTO DEL  MIO  PROSSIMO  ALBUM  FOTOGRAFICO:

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      WHEN  SUN'S SMILE  IS  BLACK
     
    Ho  sempre  ritenuto  che  i  felini, in  generale  ma  questi  in particolare,  fossero  gli  animali più  simpatici  del  mondo, considerandoli  come  una  specie  di  miei  amici,  anzi,  quasi quasi, ribaltando tra  me  e  me il  famoso  detto  sul cane (spero che qualcuno non se la prenda per questo...):  pensavo  che fossero  essi i migliori  amici  dell'uomo  (specialmente nei Circhi  Romani...)! 
    La  cosa,  per  me,  straordinaria  è  che  anche  le  persone  del segno  zodiacale  del  leone siano  altamente  simpatiche  ed  attraenti  (salvo  rare,  anzi rarissime  eccezioni).
    A  parte gli scherzi, Voi che ne pensate?
     
    (Prima,  però,  guardate  l'album fotografico...)
     
     
    1º PS
     
    Prima di rispondere a  qualcuno che,  inevitabilmente di  questo segno zodiacale, vorrà  qualche  spiegazione... vorrei  chiarire  una  cosa,  anzi,  sfatare  un  mito.
     
    Un  mito  creato,  purtroppo,  da  gente  ignorante  o,  meglio,  erudita...  ma  non  cólta:  ovvero  da  coloro che pensano di  essere  cólti  solo  perché  hanno  maldigerito libri - senza  capirci  nulla  -  o  solo  perché  gestiscono  i  c.d.  "media"  (mi  riferisco  proprio  a  quelli  che,  molto considerati:  passano,  commentano,  e  fanno  commentare, i  c.d. "filmati  sugli  animali"  in  televisione).
     
    Ho  visto  dei  filmati  sugli  animali,  all'estero,  molto  migliori di quelli  che  danno  da  noi,  oppure  gli  stessi  ma  non  edulcorati  nelle  parti  più  crude...  per  un  malinteso  senso  del  moralismo  nostrale.
     
    About  LIONS:  "i  leoni  maschi  sarebbero  pigri"  non  partecipando  mai  alla  caccia  e  facendo  svolgere tutto il  lavoro alle  femmine  (potrete seguire  Piero Angela  and  friends  per  accorgervi  che  la  musica  è  sempre  quella).
     
     ---  FALSE!!!  ---
     
    Posto  che  nella  vita  di  branco  il  contributo  alla  caccia  del  maschio  consiste  nel  cosiddetto  colpo  finale,  quando  cioè  le  femmine,  di  fronte  ad  un  animale  di  grande  taglia,  o  particolarmente  resistente, proprio  non  ce  la  fanno  e  posto  che  i  peggiori  nemici  delle  leonesse  sono  le  jene  (che  arrivano  persino  a  mangiarsele),  certamente  il  contributo  del  leone  maschio,  in  quei  casi  è  essenziale  se  non  determinante  per  la  salvezza  delle  leonesse.
     
    Detto  ciò, faccio  notare  questo:  i  leoni  maschi,  più  o  meno  e  per  la  legge  della  probabilità,  rappresentano  il  50 %  delle  nascite  in  un  branco:  vi  siete  mai  chiesti  dove  questi vanno  a  finire  dopo  una  certa  età,  quando  vengono  cacciati  dal  gruppo?  Perché  inevitabilmente  un  branco  di  leoni  è  costituito da  un  solo  maschio (o al  massimo,  in  alcuni  casi  di  grandi  gruppi,  di  due  o  tre adulti), con  il  diritto/dovere  di  copulare  per  la  riproduzione,  e  cuccioli: femmine  (per tutta  la  vita)  e  maschi  (solo  fino all'età  di  1  anno e  mezzo - 2;  dopodiché  vengono  scacciati,  senza  pietà,  dalla comunità)! 
     
    Bene,  la   risposta  ve  la  do  io,  anche  se  posto  il  problema in  questi   termini ed  inquadrata  la  situazione, la risposta  potrete  darvela  da  soli.
     
    I  leoni  maschi  che  abbandonano  il  gruppo  devono:  lottare...  lottare...  lottare...  per  sopravvivere; devono  cacciare...  cacciare...  cacciare...  per  sopravvivere. Tutto, il giorno,  tutta  la  vita,  senza  branco:  cioè  DA  SOLI!
     
    Per di  più  devono  lottare  per  conquistarsi  un  insieme  di femmine  per  riprodursi  (e  pensate  che  solo  pochissimi riescono  nell'impresa).  La  maggiorparte  dei  maschi,  abbandonati  papà  e  mammà,  che  li  scacciano  e  scacceranno  sempre  di  casa,  proseguiranno  la  vita  in  solitudine, contro  ogni  pericolo,   contro  tutto  e  contro tutti!
     
    Se  i  nostri  benamati  gestori  dei  mass-media,  invece  di  riproporci   da  secoli  la  storia  dei  leoni  in  branco,  di  cui  sappiamo  vita  morte  e  miracoli,  andassero  a  far  seguire, con  le  loro  telecamere,  le  imprese  dei  leoni  solitari,  sicuramente,  vedremo  immagini  più  crude   ma  certamente  più  belle e,  soprattutto,  più  veritiere. Verrebbe così  sfatato  il  mito  che  il  leone  maschio  sia  un  animale  pigro. 
     

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    Ma  che  ne  sanno   loro?  Ad  essi  bastano  le  verità  riconosciute  e  codificate  (non  fa  niente  che  poi  risultino  false)!
     
     Ignorare  la  realtà  degli  esemplari  fuori  branco  rappresenta  un  po'  un  vecchio  vizio:  è  come  se  in  una democrazia,  perdonatemi  l'esempio,  si  volesse  dar  spazio  solo  alle  maggioranze,  dimenticandosi  delle  minoranze.  Si, vecchio  vizio  italico  quello:  all'estero  questo  non  avviene  e  ci  sono  belleissime  trasmissioni  integrali  (e  molto  più  poetiche)  di  quelle  che  danno  da  noi  (mi  riferisco  specialmente  alla  Spagna,  con  moltissime  serie,  anche  completamente  originali).
     
    Ciò  detto,  ricordandovi  che  I  LEONI,  in  generale,   sono  i  miei  animali  preferiti  e non  negando  la  bellezza  di  quelli che  riescono  a  farsi  una  famiglia,  vi  traccio un  ritratto  di  quelli  tra  loro  che  preferisco:  i  solitari,  gli scacciati  da  tutti,  quelli  magri  ed  affamati...  insomma,  quelli  che per  tutta  la  vita  inseguono,  a  volte  riuscendoci  ma  per  la  maggiorparte  no,  le  femmine  e  pertanto...  eternamente  innamorati.  Ahhhuuuurrrrrrrrrrrrf.... (cioè  ciao)! 
     
     
    Continua  su  altri  aspetti  del  termine  "LEONE"....
     
     
     2º  PS
     
    Ci  tengo  a  precisare  che chi  scrive  non  è  di  quel  segno  zodiacale...  ed  è  per  questo  che ama  quell'animale (e quel segno),  ancora  di  più.
     
    CURIOSITÀ:
     
    alcuni esemplari  maschi dell'animale  arrivano  ad  accoppiarsi  sino a  50  volte  al  giorno!;
     
    "I  baffi  dei  leoni (la  posizione  dei  corrispondenti  fori  di  uscita  di  essi) corrispondono  alle  nostre  impronte  digitali, ed  essi  vengono  studiati  e  catalogati  seguendo  tale  caratterizzante  mappa  genetica; 
     
    Il  nome  Napoleone,  di  origine  greca,  significherebbe  "Nuovo  sterminatore"  (in  quanto  tra  le varie  accezioni dell'origine  del termine  leone  la  più  importante  è  quella  di  sterminatore).   Gli  studiosi  identificano  la  prima  parte  del  nome  di  Napoleone - Na - con  "Neo-Nuovo" - come  quella  della  città  di  Napoli,  cioè Neapolis=città nuova).  Tuttavia  io  avrei  dei  dubbi  sulla  completezza  di  questa  definizione  (Nuovo  sterminatore)  in  quanto  la  parte  centrale  delle  lettere  - P e O - di  Napoleon  lascerebbero  intuire  una   3ª  parola (dal  significato  incerto)  sulla  quale  bisognerebbe  ancora  studiare...  [of  course:  Bonaparte  era  del  segno  del  Leone!]; 
     
    avete  mai  provato  a  guardare  un  leone  da  vicino (anche  fra  le  sbarre)?  Non  capirete  mai  se  vi  sta  ignorando  completamente  o  se  il  suo  sguardo  vi  stia  trapassando  da  parte  a  parte...  con  l'intenzione  di  sbranarvi.  Penso  che  l'effetto  dipenda  dal  fatto  che l'occhio  del  leone  a  volte  sembra  quello  di  un  cieco...
    Se  non  l'avevte  mai  provat  fatelo;  per  me  è  una  delle  sensazioni  più  belle  che  si  possano  provare  al  mondo  e  più  gli  si  sta   vicino  più  l'effetto  sarà  potente!;
     
    avete  mai  fatto  caso  che  il  ruggito  dei  leoni,  oltre  ad  incutere  terrore,  è  sempre  malinconico?;
     
    Gli  antichi  Romani,  quando  tracciavano  una  rudimentale  carta  geografica  dell'impero  e  volevano  indicare che  in  una  certa  zona  non  vi  era  nulla,  cioè  che  si  trovava  ai  limiti  della  civiltà  fino  a  quel  punto  conosciuta  e  più  in  là  era  inutile  andare,  perché  improduttiva  e  senza  uomini  (deserto),  scrivevano:  "Hic sunt leones",  volendo  significare:  qui  ci  sono  solo  leoni.  L'uso  si  è  protratto  sino  al  medio-evo,  anche  su  alcune mappe  ufficiali;
     
    Il  metodo di  caccia  dei  leoni,   molto  simile  a  quella  di  altri  felini  (ad  es  il  ghepardo,   mentre  il  leopardo  ha  un'altra  tecnica)   consiste:  1º  nel  mimetizzarsi  strisciando  nella vegetazione, 2º avvicinarsi sempre  più  alla  preda,  a  piccoli  passi, con  il  sistema  dello  "stop  and  go": fermarsi  e  poi  ripartire,  con  un  movimento lento  ma continuo,  come  la  lancetta  dei  secondi  di  un  orologio;  3º  uno  scatto  improvviso, bruciante  e  fulmineo,  dopo  l'ultimo  stop  (seminare panico  fra  le  prede);  4º  un  inseguimento  che,  se  a  buon  fine,  si  conclude  con  una  zampata-sgambetto  dal  didietro,  che  fa  perdere l'equilibrio  alla  preda  (quasi  sempre  un  grosso  erbivoro);   nel  caso  che  la  vittima  cada  vi  è  la  presa  alla  gola:  il  leone  uccide  sempre  per  strangolamento.  Questa  è  la  tecnica  del  leone  solitario  ma  una  variante  del  branco  consiste  nel   coordinamento  fra  una  leonessa  che  esegue  queste  operazioni  mentre  altre  3  o  4  compagne  la  coadiuvano  nell'inseguimento  e  nel  colpo  finale.  Del  contributo  del  maschio  nelle  situazioni  più  difficili  già  ho  detto.  2  leonesse  accerchiate da  10  jene  sono  due  leonesse  morte,  mentre  1  leone  maschio  con  lo  stesso  numero  di  jene non  avrà  alcun  problema. Al  riguardo  vi  sono  filmati  eloquenti  che  lo  hanno dimostrato;
     
    L'accoppiamento  delle  leonesse  è  tra  i  più  spettacolari  del  mondo  animale.  Non  molto  dissimile  da  quello  dei  gatti  però,  nei  leoni,  viste   le  più  grosse  proporzioni,  produce  un  effetto  molto  più  impressionante:  lo  strusciamento  prima  sul  maschio  e  poi  lo  strisciamento al  suolo  è  estremamente  suggestivo.  Tuttavia,  come  tutte  le  cose  belle,  l'operazione  è molto  pericolosa.  La  femmina,  inconsciamente,  sa  che  in  pratica,  per  dare  origine  ad  una  nuova  vita,  nell'arco  di  tempo  che  va  dalla  penetrazione  al  parto,  inizia  a  morire.  Da  un  lato  vorrebbe  rinunciare  per  sentirsi  ancora  irresponsabile - giovane -  (istinto  non  di  vita  ma...  di  morte) ,  dall'altro  gli  stimoli  incontrollabili che  gli  provengono  dalla  vagina (vero  istinto  vitale...) che  la  spìngono  a  darsi, gli  procurano  un  contrasto "psicologico"  che,  da  una parte  la  spingono  a  farsi  deflorare  ed  iniettare,  dall'altro  la  portano  a  voler  uccidere  colui  che  vuole  "finirla".  Ne  risulta,  anche  qui, una  serie  di  stop  and  go,  che  si  conclude  con  la  resa  finale;  non  priva  di  piccoli  guaiti  e  segni  di  ribellione,  anche  con  ruggiti  e  pericolose  zampate  improvvise.  Il  maschio,  in  fondo  non  perde  mai  di  vista  le  zampe  e  la  testa  della  sua  "amica"  ed  il  morso   finale  sulla  nuca   di  lei  ha  il  doppio  scopo  di  tenerla  ferma  ma  anche  di  comunicargli  che  il  rito  è  compiuto  e  che  lui  è  il  suo  terminatore. 
     
    C'è  un'ultima  fase  di  pericolo,  prima  che  i  due  animali  si  stacchino  e  che  fa  parte  del  rituale.  Il  maschio  deve  allontanarsi  dalla  "felina"  con  grande  attenzione,  e  sempre  senza  abbassare  la  guardia,  lei  tirerà  fuori  per  l'ultima  volta  le  sue  unghie  e  tenterà  di  colpirlo  nel  suo  punto  più  debole:  il  ventre!  Quindi  il  maschio  dovrà  fare  un  balzo  di  lato  o  di  dietro  e,  nel  contempo,  alzare  la  sua  zampa  per  parare  il  colpo,  senza  abbandonare  "la  guardia".  Dopodiché  lui  tornerà  signore  del  rapporto:  poiché  le  leonesse  hanno  uno  spiccato  rispetto  per  il/i  loro  maschio/i  nella  vita  corrente.  Se  ci  sono  più  maschi  attendono  persino  al  rispetto  della  gerarchia  che  va  dal  più  adulto  per  primo,  al  più  giovane,   con  diritto  di  copulazione...
     
    C'è  qualcosa  di  magico  in  quell'ultimo  saluto  post-coito,  quando  i  due  artigliati  polpastrelli  s'incontrano;  è  l'inizio  del  sentimento!  Lei  mostra  la  sua  forza  ma  anche  la  sua  disperazione,  lui  deve  mostrarsi  sempre  all'altezza:  duro,  insensibile, viglile  e,  da  ora  in  poi,  protettivo  (leggi  "comprensivo").  Un  suo  vacillare  sarebbe  inteso  come  incapacità  allo  scopo.  La  leonessa  lo  vuole  cattivo  (ma  lui  il  primo  segno  di  ciò  lo  ha  già  dato  quando,  per  iniziare  un  rapporto,  uccide  tutti  i  cuccioli  precedenti  non  suoi -*vedi  nota-)  e   dovrà  accompagnare,  per  un  periodo  più  o  merno  lungo,  le  sue  femmine  a  custodire  la  vita  e,  dunque,  avviarsi  verso  il  sacrificio  di  quella  delle  stesse  leonesse. 
     
     E  sì...  gran  storia  di  vita  e di  morte  quella  racchiusa  in  qualche  piccolo,  caldo,  fiotto  seminale... 
     
    L'erotismo,  come  diceva  lo  scrittore  francese George  Bataille  "È  l'approvazione  della  vita,  sin  dentro  la  morte",  ma  io  aggiungo  che,  più  semplicemente   esso  consiste  nel  rituale e  nella  ripetizione  di  anche  piccole  parti  di  esso.  L'erotismo  è  il  senso  psicologico  di  finzione  che  accompagna  questo  rito  (più  uomini  e  donne  studiano  atteggiamenti  per  dissimulare,  o  per  mostrare...  la  loro  dissimulazione,  e  più  vi  sarà  erotismo.  In  uomini  o  in  animali  c'è  una  psicologia  che  viene  trasmessa;  si  tratta di  mostrare  quello  che  si  sta  nascondendo,  o  di  nascondere  ciò  che  si  sta  mostrando:  la  voglia...  il  desiderio...  quello  che  fa  la  leonessa  fingendosi  arrabbiata  e  quello  che  fa  il  leone,  fingendosi  triste  e  serissimo). 
     
    (*  Nota:  v'inviterei  ad  osservare  con  attenzione  la  faccia  e  l'espressione  di  un  leone  mashio  che  si  decide  ad  uccidere  dei  cuccioli  della  sua  specie.  Vi  è  in  ciò  qualcosa  molto  vicino  alla  più  raccapricciante  delle  bellezze. 
    Lui  l'ha  spiataa  da  lontano,  l'ha  seguita  e l'ha  studiata,  mentre  lei  è  rimasta  ignara.  Eppurtuttavia  quando  lui  si  presenta  a  lei  ha  già  deciso  e  questa  decisione  enorme  gliela  comunica  con  uno  sguardo  che  lei  comprende  immediatamente.  Guardatelo  bene quel  leone  in  quel  momento  - che  poi,  misteriosamente  avviene sempre   in  un  giorno  ventoso,  quando  l'aria tutt'intorno  agita  la  sua  criniera  come  fosse  grano -  e  lui  la  guarda  come  se  fosse  conscio  della  gravità  di  ciò  che  sta  per  compiere.  C'è  un  brivido  che  lo  coglie -  ed  io  sono  certo che  in  quel  momento  lui  sta...  uccidendo  il  suo  cuore - ma  di  cui  poi  si  dimentica...  deve  dimenticarsene,  deve  farlo!  lui  si  ferma,  la  guarda  e  poi  avanza,  irremovibile.  Esibirà  le  sue  piccole  vittime insanguinate  affinché  lei  le  veda  bene.
    Tutti  si  chiedono  in  quegli  attimi,  perché  la  vita  abbia  scelto,  proprio  lui,  il  leone,  per  la  più  grande  delle  sue  rappresentazioni;   ma  lui  non  se  ne  cura  è  il  più  grande  degli  sterminatori,  non  deve  curarsi  di  niente  e  di  nessuno,  solo  avanzare  perché  il  destino e  il  gioco  della  vita si  compia.  L'approvazione  della  vita...  sin  dentro  la  morte! 
     
    Vi  dico  tutto  questo  perché  anche  nello  zodioco  il  Leone  rappresenta  il  gioco  e  la  riproduzione  (no,  non  è  lo  Scorpione...   quello  del  sesso...  ma  questa  è  un'altra  storia  ed  io  sarò  qui  per  raccontarvela...   se  ne  avrete  voglia!)
     
     
     
    Non  ho  altro  da  dirvi...   per  adesso!
     
    SALUDOS
     
     
     "G"
     
     
     
      
     

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     BOLLETTINO  DEI  NAVIGANTI:  avete mai sentito parlare della  storia  dei  bambini  (cuccioli d'uomo)  mangiati  dai  leoni?  Si,  insomma...  la  storia dei  leoni  androfagi!
     
     
     PROSSIMAMENTE SU QUESTI  SCHERMI...
     

    2/1/2006

    THE PUNISHMENTS (Autopunizione e fantasie femminili)

     

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     "WHEN  THE MOON  IS  BRIGHT   SHINING  RED"

     

     

    A  volte  le  donne  ci  puniscono  per  cose di  cui  non  ne  sappiamo  assolutamente  nulla,  che  non  abbiamo  mai  fatto...   di  cui non  ne  intuiamo nemmeno  lontanamente  la  ragione;  perché  non  esiste...  Solamente molto  tempo   più  tardi  scopriremo  che  esse,  semplicemente,  desideravano   esemplarmente  una  punizione  da  noi,  appunto, senza  ragione!              

    E  questo,  quando  succede, va  assolutamente  fatto,  senza  esitazione.   

    Solo  con  questa  sorta  di   sadismo  capovolto,  sembrerebbe  ristabilita  la  normalità  perduta  e...  le faremo  felici.  Altrimenti  ci  odieranno! 

    Mi  dispiace  dirlo   ma,  chi  vi  parla,  lo  afferma  per  esperienza  diretta,  reale,   ed attualmente ha  la  possibilità,  dopo  lunghe  e  gravi  sofferenze  causate  da  una  donna,  di  mettere  in  pratica  un  qualcosa  nel   senso  ora  accennato.  Esemplarmente!

    Per  spiegare  qualcosa  su  questo  singolare fenomeno "tellurico" dell'inconscio  femminile  (naturalmente  senza  generalizzare  troppo:  non  è  che  siano  tutte   così   ma  è  solo  per  tentare  di   dare  una  spiegazione  all'inconsueto  comportamento  di  molte   di  esse   quando,  e  se,  dovesse  accadervi!),  verrà  pubblicato  un  album  fotografico  sull'erotismo  come  lo  vedono le  donne,  cioè  da  loro  stesse  rappresentato,  dove  constaterete che  il   tema  della  punizione  è  quasi  onnipresente  in  esse.  Ugualmente,  in  seguito,  verranno  ricercati  e  pubblicati  anche  alcuni  commenti  di soggetti  femminili  che  confermano,  per  grandi  line,  la  tendenza. 

    Insomma,  volenti  o  nolenti,  capirete  che  il  mondo  femminile  si  trova  sempre  ad  affrontare  questo  problema. 

    Una  riflessione   sul  tema  del  femminismo,  poi,  va  aggiunta  (visto  che  qualcuno  ha  sparato  via  RSS  questo  spazio  definendo,  impropriamente, l'autore  come  "Musikilista"):  le  femministe  hanno  sempre  giustificato  il  potere  dell'uomo  sulla  donna  come  prevaricazione -  con  l'uso  della  forza - su  di  essa.  Bisognerebbe,  invece,  cominciare  a  considerarlo, per  quanto  inspiegabile,  quasi,  come  una intima necessità  della  donna,  a  volere  quello;  per  cui  l'esortazione  delle  femministe alla  liberazione   sarebbe  da  valutare  quale  forzatura  della  struttura  psicologica della  donna  stessa  e  dunque   impossibile  e,  comunque,  sempre  una  forzatura. 

    Chi  scrive  non  detesta  affatto  le  donne  ed  è  contento  che  esse  siano  socialmente  equiparate  all'altro  sesso  in  tutto,   bensì  le  ama  proprio  per  questa  peculiare  struttura  bio-psico-chimica  e  si  sente,  estremamente  attratto  da  esse  proprio  in  virtù  delle profonde diversità  che  le  caratterizza.  Non  è  affatto  contrario  alla  liberazione   voluta  dalle  femministe  ed,  anzi,  augura  a  queste  di  riuscirci,  pur  rimanendo  intimamente  scettico  e,  sotto  sotto,  felice  che  il  tentativo,  in  tal  senso,  rimanga  tale,  in  quanto  si  sentirebbe  defraudato  di  qualcosa:  della  sorprendente  struttura  mentale  femminile  che,  senza  dubbio  e  nonostante  la  stranezza,  può  definirsi   meravigliosamente  misteriosa,  attraente  e,  soprattutto,  stimolante. 

    E  la  spiegazione  di  fondo del  comportamento  a  cosa   sarebbe  dovuto,  dunque?  

    Uno  dei  motivi,  forse  e  tutto  da  sperimentare,  potrebbe  essere  perché  la  donna,  nel  profondo,  non  si  accetta  completamente  così  com’è,  per  cui  penserebbe  di  autopunirsi  con  sistemi  raffinati,  scegliendo  una  vittima  ignara  che,  per  vie  contorte  la  redima.  Ad  esempio,  ho  sentito,  a  volte,  donne  parlare  tra  loro  ed  affermare  che  odiavano  la  loro  condizione  per  i  ripetuti…  malditesta  e  cose  simili!  (semplicistico  ma  non  da  escludere  del  tutto).  Resta  implicito  che  il  farsi  del  male  è   fonte  di  piacere  per  esse.

    La  conclusione  è  questa:  o  si  crea  qualcosa  di  completamente  diverso  da  ciò  che  esiste  allo  stato  attuale,  anche   migliore,  o  è  preferibile  non  vedere   mai  i  due  sessi  completamente  equiparati  anche  nel  cervello,  con  un  cambio.  Di  anime  maschili  ce  ne  sono  già  troppe  al  mondo!

     

     

    PS

    "...l'esortazione  delle  femministe alla  liberazione   sarebbe  da  valutare  quale  forzatura  della  struttura  psicologica della  donna  stessa  e  dunque   impossibile  e,  comunque,  sempre  una  forzatura..."  Insomma...  le  femministe  da  guardare non come eccezione  ma  come  parte titanica  del  gioco  medesimo:  le  donne  che  autopuniscono  tutta  la  categoria;  in  un  sorta  di  allargamento  dell'orbita...  il  gioco  si  fa  colossale...  È  tutto  il  sesso  maschile  che  viene  attaccato,  in  attesa  di  una  reazione  forte  (mamma  mia!). Quindi  dovremo  esserle  grate per  aver  scatenato,  rivalorizzandolo,  un antico gioco forse  ultimamente  un  po'  sopito?  "l'Amour  et  la  Guerre  sont  le sal de la Terre".  La vecchia  guerra  dei  sessi?  Bene,  allora  dovremo  ringraziarle  per  aver  gettato  nel  mondo  migliaia  di  ettolitri  di  caldo  avvolgente  erotismo (grazie...  sorelle e  a  buon  rendere!).

     

     

     

      Ne  riparliamo..............  

     Saludos !

     

     "G" 

     

     

     NB

    COMPLETATO  IL  FOTO-ALBUM  "THE PUNISHMENT". È QUELLO DI  PAULA  LYNN  RUSSELL.

    Una foto aggiunta nell'album  LA  GUERRA  (dei  sensi)

    Qualche nuova  foto aggiunta  nell'album  di  Hugo Pratt  e  dei  "Quadri  naturali  (Ma  dov'è  Wally?)". 

    Riguardate gli  album  perché  spesso  vengono  modificati,  anche  dopo  molto  tempo  dalla  loro  pubblicazione. 

    VI  RICORDO  CHE  MI  FARESTE  MOLTO  PIACERE  SE  MI  LINKASTE  FRA  I  VOSTRI  BLOG  PREFERITI!

     

    "G"

     

     

    1/24/2006

    SARAI UOMO?

     

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      IF  (Se...)  

     

    Se riesci  a  non  perdere  la testa  quando tutti, intorno a te, 

    la stanno  perdendo,  e  se  la  prendono  con  te;

    Se  riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti  ne dubitano,

    ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;

     

    Se  sai attendere,  e non ti stanchi di attendere;

    Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,

    odio con odio,  e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,

    e a evitare di fare discorsi troppo saggi;

     

    Se sai sognare – ma dei sogni non farti dominare;

    Se sai pensare – ma dei pensieri  sai non farne il fine; 

     Se sai trattare nello  stesso modo  i due impostori  

     - trionfo e disastro -  quando ti capitano innanzi; 

     

     Se sai  resistere  ad  udire la verità che hai detto 

     dai  farabutti  travisata per ingannare gli sciocchi; 

     Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consunti, 

     le cose a cui hai dato la vita,  ormai  infrante;  

     Se di tutto ciò che hai  vinto sai fare un solo mucchio 

     e  te lo giochi, all’azzardo, un’altra volta, 

     e  se perdi,  sai ricominciare  

     senza dire una parola di sconfitta; 

     

    Se sai forzare cuore,  nervi e tendini, 

     dritti allo  scopo,  ben oltre la stanchezza, 

     e  tenere  duro quando in  te  più  nient’altro esiste, 

     tranne il comando della volontà; 

     

     Se  sai parlare alle folle senza sentirti  Re, 

     o  intrattenere i Re parlando francamente, 

     o  se né amici né nemici riescono a ferirti, 

     pur  tutti contando  per  te, ma troppo mai nessuno; 

     

     Se riesci   a occupare il tempo inesorabile  della  vita 

     dando valore a ogni  singolo  istante di  essa, 

     il  mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro, 

     e,  ancor  di più,  ragazzo  mio,  sei  Uomo!

     

     Rudyard Kipling 

     

                                     ...il mio  piccolo “Se…”

     

    Se siete giovani e pensate di rivedervi in quanto detto da Kipling - con  il suo “IF” - credendo di essere capaci di rimanere  a ciò  coerenti  per tutta la vita, vi dirò quanto segue:

    poiché  inevitabilmente - con  l’intento  di  ridurre  ognuno alla  maschera  di se  stesso  - dalla  corruttela  del  mondo,  con  tutte   le   sue  miserie  e  meschinità,  negli  anni  verrete assaliti,  sarete  in  pochissimi  a  riuscirci!

    Un  mio  amico  a  cui  ho  mostrato  questo  testo,  con  fare  sorpreso  e  spontaneo,  ha  esclamato  dopo  aver  finito  di  leggerlo:  “Mamma  mia…  quanti  pochi  uomini  esistono, allora,  sulla  Terra!”.

    Tornate  tra 20  anni  e  raccontatemi  della  fedeltà  ai  vostri  ideali  e  poi   riparleremo…  di  ciò  che  ne  è  stato!

    Se  sarete  in  parecchi,  forse,  non  sarete  riusciti  a  purificare il  mondo  da  tutte  le  sue   lordure  ma  lo  avrete  reso   almeno  un  po’  più  sopportabile.  

    Tuttavia  è  bene  che  vi  dica  che  in  molti  vi  hanno  prematuramente  rinunciato  con  il  pretesto  di  non  voler  passare  da  stupidi  (l’uniformità…).  Ma  io  ritengo,  invece,  che  proprio  quello  sia  semplicemente  il  sintomo  della  più  grande  delle  idiozie:  vi  è  una  correlazione  stretta  fra  carattere,  fedeltà  a  se  stessi,  ed  intelligenza.  Il  fatto  che  tutti   gli  altri  si  comportino  diversamente,  per  cui   ci  si  deve  proteggere  e  quindi  adeguare,  non  è  una  scusante.  Chi  è  fedele  a  se  stesso  ha  carattere  e  gli  stupidi  non  hanno   carattere;  essi,   semplicemente,  si  conformano!

    Saludos 

    1/16/2006

    L'ADDIO DEI POETI (Maiakovski)

     

     

     

     Маяковский Владимир  Bладимирович

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    ehi lei cielo !

    si tolga il cappello prego !

    io me ne vado via !

    di nascosto l'universo sonnecchia

    poggiando sulla zampona

    l'immenso orecchio

    pieno di zecche astrali

    la nuvola in pantaloni. poema 

     

     

    con questa frase   disse addio al mondo

     vladimir vladimirovič majakovskij

    un  poeta  russo.  qui  sotto un  altro  breve  estratto  dei  suoi  versi

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    dietro una donna


    Spostato su col gomito un lievito di nebbia,
    colava biacca da una fiasca nera
    e, a briglia sciolta nel cielo
    canuto e greve, caracollava fra le nuvole.
    Nel fuso rame di case stagnate
    a  stento si contengono i trèmiti delle vie,
    stuzzicati da un rosso mantello di lussuria,
    I fumi diramavano le corna dentro il cielo.
    Cosce-vulcani sotto il ghiaccio delle vesti,
    messi di seni mature già per il raccolto.
    Dai marciapiedi con ammicchi malandrini
    frecce spuntate insorsero gelose.
    Stormo che, a un colpo di tacco

    si levi a volo nel cielo
    preghiere di altezze, presero al laccio Iddio:
    con  sorrisi da topi  lo spennarono
    e beffarde lo trassero per la fessura d’una soglia.
    L’Oriente in un vicolo le scorse,
    più in alto ri-sospinse la smorfia del cielo
    E il sole dalla nera borsa strappato fuori
    pestò con cattiveria le costole del tetto.

    1913

     

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    lilička !  in luogo di una lettera

      tu scorderai domani

    che io t’incoronavo

    che d’un ardente amore l’anima ti bruciavo

    e un carnevale effimero di frenetici giorni

    disperderà le pagine dei miei piccoli libri…

    le secche foglie delle mie parole

    potranno mai indurre uno a sostare

    a respirare con avidità?

    almeno lascia che un’estrema tenerezza

    copra l’allontanarsi

    dei tuoi passi 

    26 maggio 1916 pietrogrado

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    Majakovskij, Vladimir Vladimirovic

    (Bagdadi, Georgia 1893-Mosca 1930) poeta russo,

    inventore del "cubofuturismo" il cui gruppo d'avanguardia era legato alla rivista «LEF»
    1912, pubblica un paio di poesie sull'almanacco d'avanguardia «Schiaffo al gusto corrente», con V. Chlebnikov, D. Burljuk e firmando l'omonimo manifesto che proclama la morte dell'arte vecchia e la nascita di una poesia legata a nuovi valori espressivi e alla civiltà della macchina
    Incontra Lilja Brik, moglie di Osip Brik, amico fraterno e stimolante compagno di battaglie intellettuali e se ne innamora; inizia un rapporto a tre (Brik accetta la situazione)


    1930, 14 aprile, si uccide con un colpo di rivoltella al cuore 

       

     

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    (Puoi vedere  le  sue foto nell'album  a  lui  dedicato; in questo  stesso  blog  la drammatica immagine  di  alcuni  attimi  dopo  il  suicidio,  scattata  dal  suo  amico Rodchenko) 

     

    12/22/2005

    THE G POINT vi saluta e vi da l'appuntamento a dopo le feste... con molte sorprese!

    Hey...
     
     
     THANK  YOU  FOR  COMING           
     AND  CLICKING  "THE G POINT",     
     spero  che  esso  sia  stato  piacevole!
     
     
     The Gangaceiro  survivor   tornerà   presto,  dopo  le  feste   con   belle 
     sorprese... 
     
     
     STAY  HAPPY!     
    12/21/2005

    GUEST-BOOK

     
     Benvenuti  nel mio  libro  delle  visite,  ditemi  e  ditevi tutto!
     

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     UN  SOGNO

     COME SPOSAI  UN TONTO MEGALOMANE E COME CI 

    UNÌ  IN  MATRIMONIO  UN PRETE   IN  MUTANDE (A sensual fantasy)

     

    Ero stanchissimo, era  tardi,  avevo  trascorso  una  giornata  molto  intensa,  crollavo  dal  sonno  e  mi  addormentai  completamente vestito:  a  pancia  in  giù  sul  letto  ancora  rifatto  e  così  rimasi  tutta  la  notte. Uno  stivale  ad  un  metro  dal  comodino  ed  un  calzino    tolto    messo  a  metà  del  mio  piede,  furono   gli  unici  accenni   del  mio  malriuscito  strip.

    Ricordavo  di  aver  visto,  la  mattina  prima  davanti  ad  un  supermercato,  una  bella  ragazza  che  mi  aveva  colpito  e  cominciai  a  sognare  con  ancora  la  sua  immagine  negli  occhi.  Confesso  che  negli  ultimi  secondi  prima  di  perdere  sonno  mi  auguravo proprio  che  ciò  avvenisse. Persi  coscienza  sprofondando  la  mia  testa  in  un  cuscino, che  feci  conto  si  trattasse  delle  cosce  o  qualcosa di  simile che mi ricordasse  la  femminilità,  forse,  la  chioma  di  una  donna...  non  ricordo  con  precisione.

     

    Lei era una bella ragazza, di quelle che  trasudano  appeal  da  ogni   poro  della  pelle  tutto  intorno  a  loro: ma   con una sensualità spontanea e molto  naturale, quella  che  alcune  persone hanno  e  della  quale  non  hanno  affatto cognizione non dandole, fra l’altro, alcuna importanza.

    Per esempio… quando compiono  il più semplice dei gesti: come  quando tirano appena su un po'  la  gonna  per  aggiustarsi  una  calza…  senza  malizia,   raggiungendo,  talvolta,  una  giarrettiera  bassa,  pensando  di  non  esser  viste.

     

    La  fortuna  fu  dalla  mia  parte,  sicché    sognai  proprio  di  lei  e   il  sogno  che  feci  in  quell’occasione  fu  precisamente  questo.

     

    Un tizio,  perdutamente  innamorato  della  ragazza  che  aveva  seguito, in  un  giorno  di  piena  estate, la  vede  da  sola  nel  retro  di  una  chiesa  mentre  pregava  in  solitario,  accanto  ad  una  fontana  che  zampillava  dolcemente.  Lei  eseguiva  spesso  questa  pratica  perché  reputava  il  parroco  di  quella  chiesa  asfissiante ed  anche  un  po’  antipatico, e poi  perché  preferiva  eseguire  le  sue operazioni  all’aria  aperta,  giacché  gli  davano  la  sensazione  di  raggiungere  un  contatto  più  diretto  e  meno  formale  con  il mondo del soprannaturale e della religione.  E  poi,  siccome  le  sue  preghiere  erano  lunghe  e  dette  ad  alta  voce,  così  da  seccarle   la  gola,  spesso  le  veniva  sete  e  poteva  comodamente  bere    vicino,   tra  un’orazione  e  l’altra.

     

    Talmente era piena  di  ispirazione  per  il  Signore  che  recitava   con  fervore  le sue  preghiere,  strascicando anche  un  po’  le  ultime  parole  di  ogni  frase,  a  dir  la  verità  (e  certe  volte  anche  facendo  un  po’   sibilare  il  suono  delle   sue  “esse”, specialmente  quelle  ad  inizio  di  ogni  parola…   un  vizietto  - ssss…scusabile -di  molti fervidi  credenti) e  non  si  accorse  del  tizio  che le  stava  proprio  accanto  (ma  un  pochino  più  dietro)  e che ascoltava  ogni  cosa  lei  dicesse  con  un  interesse  particolare  e,  ad  ogni  fine  di  un  versetto da  lei  recitato,  aggiungeva  un  commentino un  po’  biascicato,  cioè  masticando  le  parole,   sicché  la  cosa  sembrava  quasi  una  preghiera  a  due (una  specie  di  solenne pezzo  per  piano-forte  a  quattro  mani). Ma  lei  non  se  ne  accorgeva.

     

    Le  sue  preghiere, che talmente  erano  calde  e  sentite,  risultavano quasi  un  proclama  di  fede  incondizionata,  un  possente messaggio di  fede  e di  ispirata  dedizione.  Insomma…  quasi  l’amore  puro  di  chi  è  in  piena estasi!

     

    CONTINUA nell'altro guest-book...