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4-3-2006 MAN's BEST FRIENDS QUESTO SARÀ L'OGGETTO DEL MIO PROSSIMO ALBUM FOTOGRAFICO:
WHEN SUN'S SMILE IS BLACK
Ho sempre ritenuto che i felini, in generale ma questi in particolare, fossero gli animali più simpatici del mondo, considerandoli come una specie di miei amici, anzi, quasi quasi, ribaltando tra me e me il famoso detto sul cane (spero che qualcuno non se la prenda per questo...): pensavo che fossero essi i migliori amici dell'uomo (specialmente nei Circhi Romani...)!
La cosa, per me, straordinaria è che anche le persone del segno zodiacale del leone siano altamente simpatiche ed attraenti (salvo rare, anzi rarissime eccezioni).
A parte gli scherzi, Voi che ne pensate?
(Prima, però, guardate l'album fotografico...)
1º PS
Prima di rispondere a qualcuno che, inevitabilmente di questo segno zodiacale, vorrà qualche spiegazione... vorrei chiarire una cosa, anzi, sfatare un mito.
Un mito creato, purtroppo, da gente ignorante o, meglio, erudita... ma non cólta: ovvero da coloro che pensano di essere cólti solo perché hanno maldigerito libri - senza capirci nulla - o solo perché gestiscono i c.d. "media" (mi riferisco proprio a quelli che, molto considerati: passano, commentano, e fanno commentare, i c.d. "filmati sugli animali" in televisione).
Ho visto dei filmati sugli animali, all'estero, molto migliori di quelli che danno da noi, oppure gli stessi ma non edulcorati nelle parti più crude... per un malinteso senso del moralismo nostrale.
About LIONS: "i leoni maschi sarebbero pigri" non partecipando mai alla caccia e facendo svolgere tutto il lavoro alle femmine (potrete seguire Piero Angela and friends per accorgervi che la musica è sempre quella).
--- FALSE!!! ---
Posto che nella vita di branco il contributo alla caccia del maschio consiste nel cosiddetto colpo finale, quando cioè le femmine, di fronte ad un animale di grande taglia, o particolarmente resistente, proprio non ce la fanno e posto che i peggiori nemici delle leonesse sono le jene (che arrivano persino a mangiarsele), certamente il contributo del leone maschio, in quei casi è essenziale se non determinante per la salvezza delle leonesse.
Detto ciò, faccio notare questo: i leoni maschi, più o meno e per la legge della probabilità, rappresentano il 50 % delle nascite in un branco: vi siete mai chiesti dove questi vanno a finire dopo una certa età, quando vengono cacciati dal gruppo? Perché inevitabilmente un branco di leoni è costituito da un solo maschio (o al massimo, in alcuni casi di grandi gruppi, di due o tre adulti), con il diritto/dovere di copulare per la riproduzione, e cuccioli: femmine (per tutta la vita) e maschi (solo fino all'età di 1 anno e mezzo - 2; dopodiché vengono scacciati, senza pietà, dalla comunità)!
Bene, la risposta ve la do io, anche se posto il problema in questi termini ed inquadrata la situazione, la risposta potrete darvela da soli.
I leoni maschi che abbandonano il gruppo devono: lottare... lottare... lottare... per sopravvivere; devono cacciare... cacciare... cacciare... per sopravvivere. Tutto, il giorno, tutta la vita, senza branco: cioè DA SOLI!
Per di più devono lottare per conquistarsi un insieme di femmine per riprodursi (e pensate che solo pochissimi riescono nell'impresa). La maggiorparte dei maschi, abbandonati papà e mammà, che li scacciano e scacceranno sempre di casa, proseguiranno la vita in solitudine, contro ogni pericolo, contro tutto e contro tutti!
Se i nostri benamati gestori dei mass-media, invece di riproporci da secoli la storia dei leoni in branco, di cui sappiamo vita morte e miracoli, andassero a far seguire, con le loro telecamere, le imprese dei leoni solitari, sicuramente, vedremo immagini più crude ma certamente più belle e, soprattutto, più veritiere. Verrebbe così sfatato il mito che il leone maschio sia un animale pigro.
Ma che ne sanno loro? Ad essi bastano le verità riconosciute e codificate (non fa niente che poi risultino false)!
Ignorare la realtà degli esemplari fuori branco rappresenta un po' un vecchio vizio: è come se in una democrazia, perdonatemi l'esempio, si volesse dar spazio solo alle maggioranze, dimenticandosi delle minoranze. Si, vecchio vizio italico quello: all'estero questo non avviene e ci sono belleissime trasmissioni integrali (e molto più poetiche) di quelle che danno da noi (mi riferisco specialmente alla Spagna, con moltissime serie, anche completamente originali).
Ciò detto, ricordandovi che I LEONI, in generale, sono i miei animali preferiti e non negando la bellezza di quelli che riescono a farsi una famiglia, vi traccio un ritratto di quelli tra loro che preferisco: i solitari, gli scacciati da tutti, quelli magri ed affamati... insomma, quelli che per tutta la vita inseguono, a volte riuscendoci ma per la maggiorparte no, le femmine e pertanto... eternamente innamorati. Ahhhuuuurrrrrrrrrrrrf.... (cioè ciao)!
Continua su altri aspetti del termine "LEONE"....
2º PS
Ci tengo a precisare che chi scrive non è di quel segno zodiacale... ed è per questo che ama quell'animale (e quel segno), ancora di più.
CURIOSITÀ:
alcuni esemplari maschi dell'animale arrivano ad accoppiarsi sino a 50 volte al giorno!;
"I baffi dei leoni (la posizione dei corrispondenti fori di uscita di essi) corrispondono alle nostre impronte digitali, ed essi vengono studiati e catalogati seguendo tale caratterizzante mappa genetica;
Il nome Napoleone, di origine greca, significherebbe "Nuovo sterminatore" (in quanto tra le varie accezioni dell'origine del termine leone la più importante è quella di sterminatore). Gli studiosi identificano la prima parte del nome di Napoleone - Na - con "Neo-Nuovo" - come quella della città di Napoli, cioè Neapolis=città nuova). Tuttavia io avrei dei dubbi sulla completezza di questa definizione (Nuovo sterminatore) in quanto la parte centrale delle lettere - P e O - di Napoleon lascerebbero intuire una 3ª parola (dal significato incerto) sulla quale bisognerebbe ancora studiare... [of course: Bonaparte era del segno del Leone!];
avete mai provato a guardare un leone da vicino (anche fra le sbarre)? Non capirete mai se vi sta ignorando completamente o se il suo sguardo vi stia trapassando da parte a parte... con l'intenzione di sbranarvi. Penso che l'effetto dipenda dal fatto che l'occhio del leone a volte sembra quello di un cieco...
Se non l'avevte mai provat fatelo; per me è una delle sensazioni più belle che si possano provare al mondo e più gli si sta vicino più l'effetto sarà potente!;
avete mai fatto caso che il ruggito dei leoni, oltre ad incutere terrore, è sempre malinconico?;
Gli antichi Romani, quando tracciavano una rudimentale carta geografica dell'impero e volevano indicare che in una certa zona non vi era nulla, cioè che si trovava ai limiti della civiltà fino a quel punto conosciuta e più in là era inutile andare, perché improduttiva e senza uomini (deserto), scrivevano: "Hic sunt leones", volendo significare: qui ci sono solo leoni. L'uso si è protratto sino al medio-evo, anche su alcune mappe ufficiali;
Il metodo di caccia dei leoni, molto simile a quella di altri felini (ad es il ghepardo, mentre il leopardo ha un'altra tecnica) consiste: 1º nel mimetizzarsi strisciando nella vegetazione, 2º avvicinarsi sempre più alla preda, a piccoli passi, con il sistema dello "stop and go": fermarsi e poi ripartire, con un movimento lento ma continuo, come la lancetta dei secondi di un orologio; 3º uno scatto improvviso, bruciante e fulmineo, dopo l'ultimo stop (seminare panico fra le prede); 4º un inseguimento che, se a buon fine, si conclude con una zampata-sgambetto dal didietro, che fa perdere l'equilibrio alla preda (quasi sempre un grosso erbivoro); nel caso che la vittima cada vi è la presa alla gola: il leone uccide sempre per strangolamento. Questa è la tecnica del leone solitario ma una variante del branco consiste nel coordinamento fra una leonessa che esegue queste operazioni mentre altre 3 o 4 compagne la coadiuvano nell'inseguimento e nel colpo finale. Del contributo del maschio nelle situazioni più difficili già ho detto. 2 leonesse accerchiate da 10 jene sono due leonesse morte, mentre 1 leone maschio con lo stesso numero di jene non avrà alcun problema. Al riguardo vi sono filmati eloquenti che lo hanno dimostrato;
L'accoppiamento delle leonesse è tra i più spettacolari del mondo animale. Non molto dissimile da quello dei gatti però, nei leoni, viste le più grosse proporzioni, produce un effetto molto più impressionante: lo strusciamento prima sul maschio e poi lo strisciamento al suolo è estremamente suggestivo. Tuttavia, come tutte le cose belle, l'operazione è molto pericolosa. La femmina, inconsciamente, sa che in pratica, per dare origine ad una nuova vita, nell'arco di tempo che va dalla penetrazione al parto, inizia a morire. Da un lato vorrebbe rinunciare per sentirsi ancora irresponsabile - giovane - (istinto non di vita ma... di morte) , dall'altro gli stimoli incontrollabili che gli provengono dalla vagina (vero istinto vitale...) che la spìngono a darsi, gli procurano un contrasto "psicologico" che, da una parte la spingono a farsi deflorare ed iniettare, dall'altro la portano a voler uccidere colui che vuole "finirla". Ne risulta, anche qui, una serie di stop and go, che si conclude con la resa finale; non priva di piccoli guaiti e segni di ribellione, anche con ruggiti e pericolose zampate improvvise. Il maschio, in fondo non perde mai di vista le zampe e la testa della sua "amica" ed il morso finale sulla nuca di lei ha il doppio scopo di tenerla ferma ma anche di comunicargli che il rito è compiuto e che lui è il suo terminatore.
C'è un'ultima fase di pericolo, prima che i due animali si stacchino e che fa parte del rituale. Il maschio deve allontanarsi dalla "felina" con grande attenzione, e sempre senza abbassare la guardia, lei tirerà fuori per l'ultima volta le sue unghie e tenterà di colpirlo nel suo punto più debole: il ventre! Quindi il maschio dovrà fare un balzo di lato o di dietro e, nel contempo, alzare la sua zampa per parare il colpo, senza abbandonare "la guardia". Dopodiché lui tornerà signore del rapporto: poiché le leonesse hanno uno spiccato rispetto per il/i loro maschio/i nella vita corrente. Se ci sono più maschi attendono persino al rispetto della gerarchia che va dal più adulto per primo, al più giovane, con diritto di copulazione...
C'è qualcosa di magico in quell'ultimo saluto post-coito, quando i due artigliati polpastrelli s'incontrano; è l'inizio del sentimento! Lei mostra la sua forza ma anche la sua disperazione, lui deve mostrarsi sempre all'altezza: duro, insensibile, viglile e, da ora in poi, protettivo (leggi "comprensivo"). Un suo vacillare sarebbe inteso come incapacità allo scopo. La leonessa lo vuole cattivo (ma lui il primo segno di ciò lo ha già dato quando, per iniziare un rapporto, uccide tutti i cuccioli precedenti non suoi -*vedi nota-) e dovrà accompagnare, per un periodo più o merno lungo, le sue femmine a custodire la vita e, dunque, avviarsi verso il sacrificio di quella delle stesse leonesse.
E sì... gran storia di vita e di morte quella racchiusa in qualche piccolo, caldo, fiotto seminale...
L'erotismo, come diceva lo scrittore francese George Bataille "È l'approvazione della vita, sin dentro la morte", ma io aggiungo che, più semplicemente esso consiste nel rituale e nella ripetizione di anche piccole parti di esso. L'erotismo è il senso psicologico di finzione che accompagna questo rito (più uomini e donne studiano atteggiamenti per dissimulare, o per mostrare... la loro dissimulazione, e più vi sarà erotismo. In uomini o in animali c'è una psicologia che viene trasmessa; si tratta di mostrare quello che si sta nascondendo, o di nascondere ciò che si sta mostrando: la voglia... il desiderio... quello che fa la leonessa fingendosi arrabbiata e quello che fa il leone, fingendosi triste e serissimo).
(* Nota: v'inviterei ad osservare con attenzione la faccia e l'espressione di un leone mashio che si decide ad uccidere dei cuccioli della sua specie. Vi è in ciò qualcosa molto vicino alla più raccapricciante delle bellezze.
Lui l'ha spiataa da lontano, l'ha seguita e l'ha studiata, mentre lei è rimasta ignara. Eppurtuttavia quando lui si presenta a lei ha già deciso e questa decisione enorme gliela comunica con uno sguardo che lei comprende immediatamente. Guardatelo bene quel leone in quel momento - che poi, misteriosamente avviene sempre in un giorno ventoso, quando l'aria tutt'intorno agita la sua criniera come fosse grano - e lui la guarda come se fosse conscio della gravità di ciò che sta per compiere. C'è un brivido che lo coglie - ed io sono certo che in quel momento lui sta... uccidendo il suo cuore - ma di cui poi si dimentica... deve dimenticarsene, deve farlo! lui si ferma, la guarda e poi avanza, irremovibile. Esibirà le sue piccole vittime insanguinate affinché lei le veda bene.
Tutti si chiedono in quegli attimi, perché la vita abbia scelto, proprio lui, il leone, per la più grande delle sue rappresentazioni; ma lui non se ne cura è il più grande degli sterminatori, non deve curarsi di niente e di nessuno, solo avanzare perché il destino e il gioco della vita si compia. L'approvazione della vita... sin dentro la morte!
Vi dico tutto questo perché anche nello zodioco il Leone rappresenta il gioco e la riproduzione (no, non è lo Scorpione... quello del sesso... ma questa è un'altra storia ed io sarò qui per raccontarvela... se ne avrete voglia!)
Non ho altro da dirvi... per adesso!
SALUDOS
"G"
BOLLETTINO DEI NAVIGANTI: avete mai sentito parlare della storia dei bambini (cuccioli d'uomo) mangiati dai leoni? Si, insomma... la storia dei leoni androfagi!
PROSSIMAMENTE SU QUESTI SCHERMI...
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