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日志


2007/3/30

LA LEGGE DELLA SCURE!

14-4-2007

Carissimi lettori dopo quasi un anno e mezzo che compongo articoli e pubblico foto-album  (e senza che nessuno mai, prima, abbia protestato sul  materiale da me  inserito) ecco che, pare, un lettore abbia segnalato al msn di essersi sentito turbato per alcune immagini, così che è stato deciso di farmi  togliere  una parte del mio lavoro su queste pagine. 

Questo lo dico perché molti dei miei album, per forza di cose, sono stati falcidiati e, oramai, senza alcune foto, hanno perso il loro filo logico e buona parte del loro senso.  Inoltre, poiché alcuni miei album erano strettamente collegati ad articoli, è chiaro  che  anche questi hanno perso un po' del loro significato.  

 Con questo voglio dire che:

1.  mi scuso con chi entri per la prima volta nel mio space sperando che non si meravigli dell'apparente illogicità di  quello che andrà a leggere e vedere;

2.  per chi, invece, mi segue, ormai da tempo...  vorrei che capisse che il post, sugli alberi, qui sotto... uscito appena un  po' prima della protesta e dei tagli non era stato da me  inserito a caso. "La legge della scure", sapevo perfettamente  quando e come sarebbe intervenuta...

SSaludos!

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Image hébérgée par hiboox.com

 

 GLI  ALBERI

 

 C’è  agitazione nella foresta  

Ci  sono  conflitti  in  mezzo  agli  alberi;

c’è  lotta  tra gli aceri  (che  hanno  desiderio  di  più  luce)

e le querce  (che   ignorano  bellamente  le loro richieste).

 

 La difficoltà  con gli aceri,

 (e loro sono proprio convinti  di  avere  ragione)

 consiste nel fatto  tanto  semplice

 che le querce sono troppo alte

 e  rubano loro, da  sopra,  tutta la luce  del  Sole.

Image hébérgée par hiboox.com 

 

 Ma le querce non possono né  vogliono  capire

 né  venire  incontro  alla loro sensibilità

 (se gli  aceri  non  possono  gradire  il senso

 per  il  quale esse sono  fatte)

 e si domandano perché  loro

 non possano essere felici  alla loro ombra.

 

C’è  tensione nella foresta

(e  sono  in  fuga le  creature  da  ogni  parte).

Come gli aceri gridano “Oppressione!”

le querce, scuotono le loro fronzute chiome.

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  Così gli aceri  adesso  hanno  la  loro Unione

 chiedendo diritti per tutti uguali.

 "Le querce sono troppo avide...

 le  spingeremo  a  renderci la  luce!"  gridano.

 

Ma  ora   non c’è  più  l’oppressione  delle  querce,

giacché  per loro,  ora,  è  stata approvata  una  nobile legge

 delle  asce  e della sega:

 gli alberi sono  mantenuti  tutti alla  stessa  altezza.

 

 

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2007/3/5

PLUTOOONEEE... Fuori!!!

 
Il mondo iberico, la  scorsa estate, si è molto  interessato 
 a questo problema:  
PLUTONE  NON  È  PIÙ  UN  PIANETA!
Naturalmente  la  notizia  è  vera.  
 Da  noi, però,   non  c'è stata nei  media
  la meritata  enfasi che l'argomento meritava, 
per questo  mi sono deciso  a pubblicare  due  estratti  
 tradotti  dallo  Spagnolo:  uno 
proveniente  dall'Argentina  e  l'altro,  di  soli  commenti,
 tratto  da un  forum  sullo  stesso tema 
propriamente  dalla  Spagna. 
Il  primo è prettamente  scientifico,  mentre 
il  secondo è divertente.  C'è  da  dire 
 che i  post  goliardici  dei lettori  spagnoli, 
sagacemente, toccano molte  delle  questioni  che 
 l'argomento  suggerisce:  dal  cambio 
dei  testi  scolastici  e  dell'insegnamento,  
ai   dubbi  che  la  nuova  definizione  di  pianeta,  
voluta dagli scienziati, 
 fa  sorgere  più  che  chiarire,  oltre al fatto che Plutone
 risultava l'unico pianeta scoperto dagli  americani... 
 
Tutti  i particolari  qui  sotto....  
 
Image hébérgée par hiboox.com 

"Buenos Aires, 24 di  Agosto del  2006 - 08:46 hs.
CONGRESSO  DI  PRAGA
Plutone  non  è  più  un  pianeta

Scienziati di tutto il mondo hanno cambiato la definizione di Plutone, per cui il numero  dei pianeti del  sistema  solare  da  ora  in  poi  sarà  ridotto  ad  otto. Plutone  è  molto più  piccolo  della Terra  e, persino  più  piccolo  della  Luna.  Inoltre,  la  sua  orbita  è  poco  ortodossa.

 L’Unione  Astronomica  Internazionale  (UAI), questo  giovedì  a  Praga, ha  escluso  Plutone, dopo  lunghe e  intense  controversie  su  questa  risoluzione, dal  rango  di  pianeta  di  pieno  diritto  del Sistema Solare. Con la decisione, votata all’unanimità dal congresso della  XXVI assemblea generale  dell’UAI, si riduce  il  numero  dei pianeti  del  Sistema  Solare  da   nove  a   otto. 

Più di 2.500 esperti da 75 paesi riuniti nella capitale cèca hanno riconosciuto, in questo modo, che  si commise un errore quando si inserì Plutone nella categoria dei  pianeti nel 1930, anno  della  sua  scoperta. Di fatto, la definizione  adottata  colma  un  vuoto  che  esisteva  in   questo  campo  scientifico  dai tempi del mitico  astronomo polacco  Copérnico (1473 a 1543).

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La nuova  definizione  contempla  tre  gruppi  di  pianeti:  il  primo  con  gli otto  pianeti  “classici” - Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano  e Nettuno - poi un  secondo  che  sono  gli  asteroidi  e  un  terzo  gruppo che vede  Plutone  e  il  nuovo  oggetto  UB313,  individuato l’anno  scorso.

Plutone,  che fu   scoperto  76  anni  fa  (oggi  77)  dallo  scienziato statunitense  Clyde Tombaugh (1906-1997), fu  oggetto   di  dispute protratte  per  decadi,  soprattutto  dovute  alle  sue  dimensioni, che  si  sono  viste  ridurre  anno   dopo  anno,  fino   a  giungere  ai 2.300  chilometri  attuali   di  diametro,  come  gli  scienziati  hanno  stabilito. In  questo  modo,  Plutone   risulta  molto  più  piccolo  della  Terra (12.750  chilometri)  ed  anche della  nostra  Luna  (3.480 chilometri),  e  persino  di  UB313 (3.000  chilometri  circa) che,  senza  dubbio,  si trova molto  più  lontano   dal   Sole.

Altro   argomento  contro  Plutone  è  la   forma  poco  ortodossa  della  sua  orbita,  la  cui  inclinazione  non è  parallela  a  quella  della   terra  e degli altri otto pianeti   del  Sistema  solare.   

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Cambi:

Questa risoluzione comporta dei cambi nei testi educativi e nelle pagine di Internet dove per più di 70  anni ci hanno insegnato che  il Sistema Solare  era formato da nove pianeti.

In Exuador, le autorità cartografiche ed editoriali hanno iniziato a riunirsi per pianificare questo cambio storico per gli studenti.

 

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COMMENTI  dei lettori  di  un  sito spagnolo che  aveva riportato la  stessa  notizia:  

Compiango coloro che furono bocciati agli esami per aver ignorato Plutone, però ora sono fortunati  giacché  la  loro  verità è divenuta a tutti  nota.

mabarroso - #1

Io vado  ad  impugnare  i miei esami di  6º egb che diedi nell'anno '83 (farò  ricorso!). 

Lauren postigo - # 2

 

Per  Giove...  che sciagura!!!

AAAAAAAAAAAAAAAAArrrrg - #3

Cominciano col toglierci Plutone, seguiranno con Rin-tin-tin, e poi con  con Mickey Mouse  e  così  via.
Non  siamo  nessuno.

Paco - #4 

Aaaaaaaaaaaah...... Era l'ora!! Plutone si reggeva come pianeta solo  per  essere  l'unico scoperto  da  statunitensi (secondo quanto dice mio  padre;  un  entusiasta  di  astronomia).

mierdadepais - #5

Non  capisco  il  criterio  per  eliminare  Plutone  dalla  lista dei  pianeti  e  perché  lo  definiscano  pianeta  nano  ma….  non  rimane   un  pianeta  lo   stesso?

Desconcertado - #6

Sarà  piccolino  però  ha  3  pal..  pardon  3  lune.

Pezqueñito - #7

E  come  saranno  denominati   Xena  e  Caronte?

Intrigado - #8

 Se lo dicono i catalani... allora  togliamo  plutone. 

JSolano - #9"

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    Approfondimenti


redazione ECplanet

Più di 9 pianeti nel Sistema solare

Il nostro Sistema solare potrebbe comprendere molti più pianeti dei nove di cui oggi lo crediamo composto. Lo pensa Eugene Chiang, un astronomo dell'Università della California di Berkeley. I pianeti in più si nasconderebbero nelle regioni più estreme del Sistema solare, oltre l'orbita di Nettuno. Alcuni sono stati appena scoperti e sono corpi celesti più piccoli di Plutone, ma molto più grandi degli asteroidi. Chiang però (e pochi altri con lui) ritiene che ci siano da scoprire pianeti ben più grandi, le cui dimensioni sono paragonabili a quelle di Marte o addirittura a quelle della Terra.

Una scoperta di questo tipo rivoluzionerebbe completamente il modo con cui guardiamo al Sistema solare. E l'idea di altri pianeti rocciosi all'estrema periferia sembra avere un certo sostegno teorico. Secondo la teoria oligarchica di formazione dei pianeti, infatti, questi corpi celesti nascono dall'accumulo di materia su particelle di polvere. Prima questi accumuli diventano grandi come asteroidi, poi, in qualche caso, sviluppano una massa tale da creare un campo gravitazionale apprezzabile e da accumulare molta più materia. Si pensa che nelle regioni interne del Sistema solare ci dovessero essere ai primordi una ventina di oggetti grandi quanto Marte e lo stesso potrebbe valere per le regioni più esterne.

L'effetto della forza gravitazionale di tutti questi corpi celesti avrebbe fatto impazzire le orbite dei pianeti stessi. In qualche caso, due o più pianeti rocciosi si sarebbero fusi fra loro fino a diventare più grandi, attirare grandi quantità di gas e trasformarsi nel nucleo solido degli odierni giganti gassosi. Altri invece sarebbero stati ‘fiondati’ dalla forza di gravità verso la periferia del Sistema solare o addirittura nello spazio interstellare sfuggendo all'abbraccio gravitazionale del Sole. Le simulazioni dicono che nelle regioni più esterne ci potrebbero essere tra i 6 e i 12 pianeti grandi quanto Marte o la Terra. La notizia è riportata dal “New Scientist”. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.

IL SISTEMA SOLARE

Dal punto di vista dinamico, il Sistema Solare e' un insieme molto complesso e particolare. Tutti i pianeti ruotano nello stesso verso, cioe' in senso antiorario rispetto ad un ipotetico osservatore posto sul polo nord del Sole.

 I PIANETI

Le loro orbite giacciono quasi tutte sullo stesso piano, cioe' sono inclinate al massimo di 2,5 gradi rispetto al piano dell'eclittica, ad eccezione di quelle di Mercurio (7 gradi) e di Plutone (17 gradi).     
Le orbite sono pressoche' circolari, tranne quelle di Plutone (che ha un'
eccentricita' pari a 0.25) e di Mercurio (0.20).
Plutone e' il meno conosciuto di tutti i pianeti. Esso sembra un caso a parte rispetto agli altri, sia per la sua orbita anomala, sia per tipo e dimensioni. Esso infatti, pur essendo situato nella regione dei pianeti giganti,  (Giove Saturno, Urano,  Nettuno), e' molto piccolo e di tipo roccioso.
Si pensa che Plutone possa essere un ex satellite di Nettuno, sfuggito alla sua attrazione gravitazionale per sistemarsi su un'orbita indipendente attorno al Sole.

L'estensione totale del Sistema Solare e' di circa 6 miliardi di Km, pari a 39,3 U.A.. I corpi del Sistema Solare occupano in realta' un volume molto piccolo rispetto alle dimensioni complessive. Il Sistema Solare e' quindi praticamente "vuoto": se il Sole fosse una sfera del diametro di un metro, la Terra avrebbe le dimensioni di un pisello e sarebbe posta a 108 metri di distanza da esso, Giove avrebbe le dimensioni di un'arancia, posta a 550 metri, ed infine Plutone disterebbe 4 km e misurerebbe meno di un millimetri di diametro.

 

[Qui sotto: l'immagine del pianeta singolo è quella di Plutone  (colore reale e massima risoluzione fotografica sin ora ottenuta) - Le foto con due pianeti  sono quelle di  Plutone e  Caronte]