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日志


2007/11/7

FRASI CELERI

 

 

 

 

FRASI  CELERI

 

Sorriso

 

Ho intenzione  di  presentare  una  parata

di  aforismi  di  personaggi  famosi   e comincerò  dai  francesi, 

(sublimi!).  Sorprendente l'acume 

mentale  soprattutto  di C. Baudelaire  del  quale,  personalmente, 

ho sempre  trovato  i  suoi scritti in prosa, 

quasi,  più grandi  dei suoi  versi;   passerò, poi, ai tedeschi 

e ad  altri.  Queste  frasi famose,  comunque,  le  colorirò con

qualche mio breve commento,  aggiunto  dopo  il nome 

dell'autore  e  fra  parentesi.

 

 

 Ai margini 

 

 

 La monotonia, che è metà del nulla. (C. Baudelaire) 

 

(verissimo e...  l'altra  metà  è  data dalle persone vacue!)

 

 

 

 

 

 Appellarsi al futuro

  

 

Futuro, giudice illuminato e integro che però giunge troppo tardi. (A. de Tocqueville) 

 

 

("Il  potere  dei  puntuali" -  il  passato  dunque,  sarebbe  un  magistrato  corrotto

che  arriverrebbe sempre  puntuale?!)

 

 

 

Economia e felicità

 

 

La felicità materiale riposa sempre sulle cifre. (C. Baudelaire) 

 

(In  effetti,  la  matematica  non è  un'opinione  ma  che...  spesso  risulta  insopportabile!) 

 

 

 

 

Giudicando l’Inquisizione

 

 

Dopotutto significa dare un bel peso alle proprie opinioni

se per esse si fa cuocere vivo un uomo. (M. de Montaigne)

 

 

(per  dinci... i  migliori  cuochi  che  facevano  bruciare  l'arrosto?!

Tomás De Torquemada - traduzione = Tommaso di terra  bruciata -

il  grande  inquisitore... )

 

 

 

 Gradazione  

 

E vi garantisco che uno sciocco colto è più sciocco di uno sciocco ignorante. (Molière) 

 

 

(e come  dargli  torto,  uno sciocco  istruito  ha  provato a  capirci  qualcosa 

ed  ha  trovato  la  propria  nullità,  l'altro  non   ha  nemmeno tentato  e,  forse,  potrebbe 

provarci  scoprendo  che  così  sciocco, poi,  non  era;  oppure,  in  caso  di  rinuncia.  che... 

almeno, era  modesto!)

 

 

 

 

 Il beneficio della preghiera 

 

L'uomo che la sera dice la sua preghiera è un capitano che dispone le sentinelle:

può dormire tranquillo. (C. Baudelaire)

 

 

(in  pratica...  anestesizza  "spiritualmente"  la  propria  cattiva  coscienza...) 

 

 

 

 

 Il critico d'arte  

 

È l'avvocato del pubblico. (C.A. Sainte-Beuve) 

 

 

(e,  nel  contempo,  il   pubblico  ministero  dell'artista!) 

 

 

 

 

 Il luogo del sapere

 

 

Non si sa leggere che in provincia. (Stendhal) 

 

(giusto!  in  città  non  si  guarda  che  troppa televisione...)

 

 

 

 

 Il lutto del povero

 

          Nel lutto del povero manca sempre qualcosa: si nota sempre un'assenza d'armonia

           che lo fa più desolante. Il povero è costretto a lesinare sul suo dolore, il ricco porta

    il suo assolutamente completo. (C. Baudelaire)

 

 

(quindi...  quell'attore comico napoletano  non  aveva  completamente  ragione...

nemmeno  la  morte, tra gli uomini,  fungerebbe  da  "Livella")...

 

 

 

 

 Il progresso, in ultima analisi

 

Progressivo decadimento dell'anima, progressivo predominio della materia. (C. Baudelaire) 

 

(ecco  il  punto  di  sintesi  delle  due cose,  che  ci  redimerà: e=mc2)... 

 

 

 

 Il regno di Dio  

 

Dio è il solo essere che per regnare non abbia neanche bisogno di esistere. (C. Baudelaire)  

 

 

(da noi, poi,  ci  sono   politici  dalla  personalità  a  tal  punto  prorompente  da  potersi

considerare...  simili  a  Dio!)...

 

 

 

 

 Il relativo

 

 

Verità da questa parte dei Pirenei, errore al di là. (M. de Montaigne)

 

 

(In   Europearum Communitas,  Veritas!)

  

 

 

Il vizio della fantasticheria

 

 

‘Toccare’ gli oggetti senza mai ‘stringerli’. (A. de Tocqueville) 

 

 

(si...  con  dolcezza, per timore di danneggiare la  cosa  amata!)

 

 

 

 In nome del popolo

 

Non vi è niente di così tanto irresistibile come un potere tirannico

che si esplica in nome del popolo. (A. de Tocqueville) 

 

 

 

(come non  vi  è  cosa  più  odiosa  di  un  popolo  tirannico  che  parla  in  nome 

di  una superiorità  etnico-finanziaria)

 

 

 

 Industria ed estetica

 

L'industria ha sviluppato la bruttezza in maniera gigantesca.

(C. Baudelaire) 

 

(e...  questa  è  mia  ma  non  creata  adesso,  bensì molto  tempo  fa.

"Il potere più  rapido" - La moda:  ha  il  potere  di  farci   considerare, 

dall'oggi  al   domani,  brutto tutto  ciò  che  fino ad  ieri...  sentivamo bello.)

 

 

 L’individuo nella democrazia 

 

Nella democrazia, l’uomo è esaltato in teoria ma degradato in pratica. (A. de Tocqueville)

 

 

(essa,  a  volte, è  capace  di  farci   credere  di  essere dei  giganti  ma   spesso,

ci  fa  sentire,  dei  nani...)

 

 

 

 

 Ineluttabilità della follia  

 

Gli uomini sono così necessariamente folli che il non esserlo equivarrebbe a esserlo

secondo un’altra forma di follia. (B. Pascal)

 

(credo  di  appartenere  alla seconda  categoria...) 

 

 

 

 Influenza dei colori

 

 

Il ponte di Blackfriars (dei fratineri), a Londra, era tristemente famoso per il numero dei suicidi

che vi avevano luogo; era dipinto di nero, fu ridipinto di verde vivo; il numero dei suicidi

diminuì di un terzo. (R.L. Rousseau)

 

("Paint  It  Black"...  dei  Rollig  Stones -  Quando  poi,  qualche  anno fa... 

il  banchiere-faccendiere  italiano  Roberto  Calvi  si  uccise  lì  sotto...  

gli  inglesi  erano  tornati  a  dipingere  il  ponte  di  nero! 

"When  The  Blue  Turn  To  Grey"...  sempre  dei Rolling  Stones!)

 

 

 

 La chiassosa apparenza  

 

C’è molta gente che fa chiasso in Francia  (ed anche altrove) [...]. Brava gente: un vestito e un po’ di pancia, 

 ecco i tre quarti della loro gloria. (J. de La Fontaine) 

 

 

(Gli  italiani  hanno  sostituito  i  francesi  nella  moda... ultimamente)

 

 

 

 

 La democrazia in America

 

Un sistema in cui un gentleman è agli ordini del suo droghiere. (Stendhal) 

 

(ed  il  droghiere,  che  non  è  un  gentleman,  è  alle  dipendenze  di  un banchiere)

 

 

 

 La determinante democratica

 

A seconda che avremo la libertà democratica o la tirannide democratica

il destino del mondo sarà diverso. (A. de Tocqueville) 

 

(ed ,  oggi,  quale  dei  due  ha  prevalso?) 

 

 

 

 La facezia di un cittadino

 

La campagna è quel posto dove le galline vanno in giro crude.

(C. Baudelaire) 

 

(la  battuta, poi,  è  stata  ripresa  un po'  oggi:  il  supermarket  è  quel posto  dove  i  galli  

possono  vedere  le  galline  nude) 

 

 

 

 La memoria storica

 

Gli uomini i quali si sono sforzati di farci credere che eravamo felici sono stati molto più lodati

di quanti si sono sforzati di renderci davvero più felici. (D. Diderot) 

 

(quelli che ci  rendono  davvero  felici,  poi,  li  abbiamo  sempre  presi,  letteralmente,  a  calci nel  sedere)

 

 

 La nazione e i geni 

 

Le nazioni hanno grandi uomini a loro dispetto, come le famiglie. Fanno ogni sforzo per non averne. (C. Baudelaire) 

 

(per  questo  i  ricercatori  italiani  emigrano  tutti  in  America...  Ragazzi,  andiamocene  Sorriso !) 

 

 

 Lo Stato aristocratico

 

L’aristocrazia è lo Stato in cui una porzione dei cittadini è sovrana e il resto è costituito da sudditi [...]

 E poi, quale aristocrazia! Quella più insopportabile di tutte: quella dei ricchi. (M. de Robespierre) 

 

(oh...  divino  Robespierre...  ti  prego,  torna!)

 

 

 La rivoluzione idilliaca

 

Cittadini, volete una rivoluzione senza la rivoluzione? (M. de Robespierre) 

 

 

(italiani... volete  farvi  la  comunione  senza  confessarvi?!)

 

(Cittadini campani...  volete  togliere  la  spazzatua  dalle vostre  strade...  senza  divenire più civili?!)  <----<   31/1/2008 ....  formula  sempre  attuale...  Animoticon ...

 

 La sonda del domani

 

L’ideale non è che verità a distanza (A. de Lamartine) 

 

(cioè,  l'utopia  non  è  che  una  distante  verità?!) 

 

 

 

 L’albagia  

 

Le persone di classe sanno tutto senza avere imparato niente. (Molière) 

 

(o  la  classe  non  è  acqua,  o  le  persone  di  classe  fanno  acqua  da  tutte  le parti:  scegliete!) 

 

 Le due classi

 

La società si compone di due grandi classi: quelli che hanno più pranzi che appetito,

e quelli che hanno più appetito che pranzi. (N. de Chamfort) 

 

(insomma...  una  specie  di  media  trilussiana  gigantesca!)